lunedì 20 maggio 2013

#tisaluto

Verissimo.
Con le parole, con la scelta delle parole si può fare moltissimo.

Questa è la versione maschile di Lorenzo Gasparrini.
Questa la versione femminile di Giorgia Vezzoli.




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In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo fatto commenti misogini e sessisti - non si nasce antisessisti - e ne abbiamo anche subiti. Considerazioni sul corpo altrui e sul suo uso sessuale e sessuato, allo scopo di intimidire, ridicolizzare e ricondurre alla condizione di oggetto, come critica alle altrui opinioni o come violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio, quando espresso da un sesso che non è il nostro.

In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.

A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.

L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.

Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero, abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.

Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).

Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.

Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate i generi sessuali o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.

Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice. Andiamocene. E diciamo #tisaluto.

  1. postato da questouomono
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martedì 25 dicembre 2012

Bjork canta Tjutčev

Ogni natale è la stessa tristezza. Oggi, quindi, volevo qualcosa di solenne, molto solenne. E l'ho trovato.
Poi scopri che "Dull flame of desire" altro non è che una poesia russa di Tjutčev tradotta e musicata. E allora capisci che se metti insieme Bjork e la poesia russa, porca vacca, stai bene.


Люблю глаза твои, мой друг, 
С игрой иx пламенно-чудесной,
Когда иx приподымешь вдруг
И, словно молнией небесной,
Окинешь бегло целый круг...

Но есть сильней очарованья:
Глаза, потупленные ниц
В минуты страстного лобзанья,
И сквозь опущенныx ресниц
Угрюмый, тусклый огнь желанья.



 I love your eyes, my dear
Their splendid sparkling fire

When suddenly you raise them so
To cast a swift embracing glance

Like lightning flashing in the sky
But there's a charm that is greater still

When my love's eyes are lowered
When all is fired by passion's kiss

And through the downcast lashes
I see the dull flame of desire 



Amo gli occhi tuoi, amica mia,
Il loro gioco splendido di fiamme,
Quando li alzi all'improvviso,
E come un fulmine celeste,
Guardi veloce tutto intorno ...

Ma esiste un fascino più forte:
Gli occhi tuoi rivolti in basso,
Nel bacio appassionato di un istante,
E fra le ciglia semichiuse
Del desiderio il cupo e fosco fuoco ... 

martedì 11 dicembre 2012

La chiave della memoria: lo stupro.

Da qualche mese rifletto molto sulla potenza e l'indistruttibile aiuto della memoria.
Sarà che ho seguito un seminario intensivo di due mesi dedicato alla letteratura russa definita "postsovietica", dunque dagli anni '90 in poi, di cui (ri)costruire il passato è il cuore, ma ci penso molto.
E mi ritrovo a ripetere, dopo anni, che lo strumento memoria e il processo di rilettura a posteriori del passato è indispensabile per condurre una vita felice e consapevole.

Oggi scopro questo progetto, Project Ubreakable: fotografie di persone (uomini e donne di ogni orientamento sessuale) che hanno subito violenze sessuali tengono in mano un poster con su scritta una frase pronunciata dall'aggressore che è rimasta nella loro memoria. 
Senza un briciolo di vittimismo, violenza, patinatura, ci sono anche sorrisi! 
Queste persone coraggiose ci ricordano che il problema non è il loro, o almeno non solo. Di sicuro la responsabilità è di fronte a loro e di fronte a noi, e ci chiedono violentemente di occuparcene tutti. 
Stupendo.
Grazie.

giovedì 22 novembre 2012

Qui si fa resistenza.

http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/suicidio_quindicenne_unghia_laccate_deriso_facebook/notizie/233395.shtml

Poco da dire.
La rabbia, in qualche modo, passa. Mi dura poco, se ci piango sopra. 
Quello che resta è frustrazione. 
Siamo un fallimento di società, quasi totale. Per questo prometto a me, a te e a tutti, che quella resistenza che ho opposto io a 15 anni non mi passerà, non andrà persa. Ci lavoro e ci lavorerò. 
Sono sicuro di tirarne fuori qualcosa di buono. 
Scusaci. Tutti.

mercoledì 21 novembre 2012

Il talento

Buon compleanno, stupefacente animatrice di contatti.
Un cortocircuito continuo.
Sospensione e trampolino.




mercoledì 14 novembre 2012

La fine del mondo è vicina

Non scrivo da molto.
E non scriverò per un bel po', mi sa: mi sono fatto feisbuk.
Tenuto alla larga fino ad ora con poca fatica, alla fine ho ceduto: i miei amici, in vista della grande partenza, mi hanno obbligato. E hanno avuto ragione.
Adesso lasciate che mi sbronzi con queste dieci ore al giorno su questa roba e poi torno.
Nel frattempo, vi aggiorno: ha avuto inizio un bellissimo periodo.

NB Per chi ancora non ha mai provato: fatti feisbuk.
Una quantità di stimoli, annunci, parole, foto, gente, immagini, scabrosità, indecenze, video, musica, citazioni tutto insieme da farti venire il mal di testa.
Dopo averci passato 7 ore circa ieri, ho dormito malissimo. Tipo astinenza.
Wow!

mercoledì 7 novembre 2012

Senza chiedere il permesso

Per rendere il giusto merito all'impegno di una grande persona.
Una mente lungimirante.
Una figura di riferimento.
Un sostegno.
Un ponte.
Un'amica.

Lorella Zanardo e Cesare Cantù, Senza chiedere il permesso: