giovedì 24 febbraio 2011

E' questo il maschile che vogliamo?

In questi giorni la TV ci ricorda che al termine di una partita Gennaro Gattuso, giocatore del Milan, ha reagito ad una discussione con Joe Jordan, assistente della squadra avversaria, dandogli prima una spinta al collo e poi una testata. 
Qui e qui i video. Qui l'intervista. 
Grave, la pena: cinque giornate di squalifica, oh! Che ve credete!
Io ci ho provato a mettermi nei suoi panni, come nei panni di uno sport in quanto dimensione più collettiva, ma proprio non riesco a trovare sufficiente una simile punizione per un'azione così grave. Il calcio è il primo sport nazionale in Italia, il più seguito; seguitissimo dai giovani, maschi in primis. Queste persone, questi giocatori, sono gli stessi che poi vengono chiamati per realizzare pubblicità, che poi andranno in onda sulle nostra televisione, e per i quali molti italiani nutrono una profonda invidia, per stile di vita, modelle strafighe incluse. Possibile che il maschile che vogliamo sia questo? Possibile che un modello di maschilità debba provenire da qualcuno che, dopo aver agito in un tal modo, replica: "Ci mancava che mi davano un mese di galera. [...] Il mio motto è 'portare rispetto a chi porta rispetto'. Buono sì ma scemo no."? 
Non so voi, ma io mi oppongo.
Voglio essere un maschio diverso, e voglio accanto dei maschi diversi.

4 commenti:

  1. Quoto!
    Molto spesso alcuni Uomini riescono perfettamente a mimetizzarsi con gli animali!
    Con tutto il rispetto per gli animali..

    Vogliamo parlare poi di Modelle alcolizzate e cocainomani che fanno pubblicità per bambini?

    Non so mettiamo Erika e Omar a fare la pubblicità del Mulino Bianco no??

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  2. Il discorso dell'uso di persone poco adatte nella pubblicità richiederebbe analisi molto approfondite, ma di sicuro quello che dici è vero, purtroppo ...

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  3. IL GESTO DI GATTUSO è STATO ESAGERATO SCORRETTO E NON SPORTIVO,MA APPARTE CIò PENSO CHE LO SPORT SIA ISTINTO!!! PENSO CHE LO SPORT SIA UNA DELLE COSE CHE TIRANO FUORI LA COMPETIZIONE E L'ISTINTO PRIMORDIALE CHE CI RICORDA CHE ANCHE NOI ABBIAMO ORIGINI DALLA NATURA...
    TROVO CHE CERTI ATTEGGIAMENTI,SE CONTROLLATI RENDANO UNO SPORT DAVVERO BELLO PROPRIO PERCHè IN QUEL MOMENTO GLI ATLETI ENTRANO IN CONTATTO CON LA NATURA DELLE COSE.... PARERE MIO!!!!

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  4. @Domenico Posso anche essere d'accordo con te: riallacciare un dialogo con il prorpio istinto è tutt'altro che dannoso.
    Ma è evidentemente significativo, simbolico, direi, che gesti del genere, nel mondo dello sport, arrivino in gran parte dal calcio. Pensa se una tennista o un pallavolista desse uno spintone e poi una testata all'avversario: non credo se la sbrigherebbe con 5 giornate di sospensione, senza contare il pessimo gossip che lo soffocherebbe. Un calcista - maschio, virile, eterosessuale per eccellenza, circondato da fighe - lo fa e non incorre in un nulla di grave: il gesto farebbe parte dell'immagine adrenalinica e virile che dà di sé e che agli altri gli riconoscono.
    Questo, è grave, non l'istinto.

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