sabato 26 febbraio 2011

Ma perchè le donne devono solo piacere?

Facendo un giro sui quotidiani in rete capito su questo articolo del Corriere.
Si parla della donna flexisexual, ovvero la donna che riconosce la complessità e la flessibilità della propria sessualità e si sente quindi libera di vivere il proprio erotismo anche con altre donne, pur continuando a scegliere partner sessuali maschili. Se mi fermassi qui degli aspetti positivi ne vedrei: è decisamente ora di esprimere la propria libido, il proprio immaginario erotico e di vivere il sesso in maniera libera, fluida; riconoscere e accettare di buon grado che anche una sola volta nella vita si può essere attratti da persone del proprio sesso, e magari avere con loro un'avventura o una relazione duratura. Mi rendo conto che le persone omosessuali sono spesso, purtroppo, le prime a farsi portavoce di una rigidità sessuale ed affettiva: non di rado mi capita di parlare con altri ragazzi gay che, come dire ... tengono la "patata" ben lontana. 
Ma è dura anche per le persone gay e lesbiche, in effetti, tornare ad essere fluide dopo aver compiuto un percorso di comprensione di sé generalmente molto faticoso.
Tuttavia, arrivando alla fine dell'articolo emerge questo: «Penso che le ragazze bacino altre donne per attirare l'attenzione dei ragazzi, perché questi ultimi pensano che il bacio saffico sia sexy e seduttivo - spiega al sito della Abc la giovane Lauren DeGiorgi, laureanda in psicologia alla East Carolina University - Di solito noi siamo ubriache quando facciamo cose simili». Prima delusione.
E come conferma alla mia delusione, questo articolo correlato: "l’emancipazione 2.0 di donne che possono finalmente uscire dal cliché della bella che deve piacere solo all’uomo: finalmente donna-oggetto per altre donne, ecco il vero riscatto".
Ma quale riscatto, scusate?
Ma perchè le donne devono e possono solo restare  nel recinto della seduzione? Pensare di affascinare ed eccitare anche per quello che si pensa e afferma no, eh? Proprio non ci riusciamo a considerarci tutti soggetti ...

11 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione, non aggiungo altro alla tua sensata riflessione.

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  2. Ti ringrazio, Sabrina. Nello scenario così buio in cui viviamo, fare rete, essere d'accordo e diventare noi stessi una rete è fondamentale!

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  3. Ma Lauren DeGiorgi è riuscita davvero a laurearsi? In psicologia per giunta????? Rimango perplessa.. o.O

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  4. Solo un appunto: la seduzione non è un recinto, è un ambito che una persona adulta (e specifico adulta trovo odioso spacciare questo modello ai minori vedi caso delle foto di Vogue) sceglie o non sceglie (tenendo conto che nessuna scelta è libera in astratto). Poi certo di sedurre ci sono tantissimi modi (anche uno sguardo, una frase pronunciata in un certo modo può essere seduttiva) e non è giusto che i media ne indichino uno solo anche perchè ogni uomo e ogni donna seduce ed è sedotto in maniera diversa..ma stare a sindacare sul perchè una donna baci un'altra donna (se per piacere suo o per sedurre i maschi o per entrambe le cose) mi sembra una discussione che lascia il tempo che trova. Banalmente, ognuno baci chi vuole. E poi nel gioco della seduzione nessuno è passivo, a mio avviso: se la persona che vuole sedurmi non mi piace, non vi è nulla da fare.
    Il guaio è quando la seduzione da piacere diventa dovere. Questo è negativo senz'altro.

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  5. @Paolo Ciao! Siamo entrambi ospiti fissi di Lipperini, ci conosciamo ... :-)
    Devo dire che mi trovo spesso molto d'accordo con te; tuttavia, colgo l'occasione per discutere su ciò che invece non condivido.
    Mi sembra che tu parli sempre immergendoti in una prospettiva già futura, ma non ancora reale. Intendo dire che è capitato che tu - giustamente, in teoria! - contestassi i commenti di qualcuno perchè ti sembravano non rispettare la libertà individuale. Ricordo, ad esempio, i riferimenti al porno femminile e simili. Come dirti che hai torto? Come dirti che non piacerebbe anche a me vivere in un mondo in cui ogni persona sia libera di esprimersi? Mi rendo conto, però, che non viviamo ancora in questa dimensione, e dobbiamo farci i conti. Credo che per desiderare la libertà occorra battersi per raggiungerla dove non ci viene garantita: non basta, purtroppo, darla per scontata solo perchè ci spetta - Italia docet.
    Ti offro una citazione a sostegno del mio post, che forse sarà più chiara: "Il femminile è nella norma, educato, posato, chiuso in un recinto. Quando la donna trasgredisce, quindi, non compie il passaggio (che sarebbe sì rivoluzionario)da oggetto a seoggetto, da passività ad attività, non oltrepassa cioè la frontiera della femminilità; oltrepassa invece quella che socialmente è stata concessa al femminile, ovvero la frontiera tra castità e prostituzione (rimanendo comunque nel recinto del femminile)." - Genziana Brullo, Studi sullo stupro, Aracne, Roma, 2010
    Questo per dire che: viva la seduzione, ma quando è una tra le numerose alternative, quando è uno dei numerosi strumenti, quando è una degli aspetti e potenzialità di una persona. Non l'unico.
    Dimmi pure che ne pensi.

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  6. Sì Amedeo, grazie per le tue parole di stima.
    Se difendo le attrici porno o il "diritto (non il dovere!) alla seduzione delle donne e anche il diritto (anche qua, non il dovere!) ad "erotizzare" il loro corpo davanti ad un pubblico è perchè queste cose diventano oggetto di dibattito solo quando riguardano le donne: nessuno si è mai chiesto se le scelte lavorative di Rocco Siffredi, di Franco Trentalance o di uno spogliarellista siano state più o meno libere o più o meno condizionate da "modelli dominanti" invece davanti ad una donna che fa quel lavoro partono i giudizi, e a volte ho l'impressione che venga vista come una minus habens, una persona incapace di decidere per se stessa (devo dire che sul blog di Lipperini questo capita poco anche grazie alla presenza di utenti come zaub, regazzoni e olga).
    Insomma un uomo che si spoglia davanti a donne in visibilio che lo toccano e gli infilano i soldi nelle mutande è visto come un "vincente", una donna che fa lo stesso davanti ad una platea maschile è bollata come "troia" dai maschilisti o come "vittima inconsapevole del patriarcato" da un certo tipo di femminismo che Regazzoni chiamerebbe (con ragione) "vintage". o sono entrambe "vittime" oppure dobbiamo considerarli entrambi liberi di scegliere nella misura in cui lo si è in una società occidentale e capitalista
    Io penso che sia giustissimo battersi per una pluralità di modelli maschili e femminili, penso che sia giustissimo dire come tu dici "viva la seduzione, ma quando è una tra le numerose alternative, quando è uno dei numerosi strumenti, quando è una degli aspetti e potenzialità di una persona. Non l'unico." ma quando questo si trasforma in un frugare nella mente delle donne (e perchè ti vesti così e non cosà? e perchè hai quest'atteggiamento e non quello?), quando ce la si prende non solo con la pubblicità o certe avvilenti trasmissioni tv, ma pure coi fumetti "malsani" (vedi la mia discussione con Don Cave su Lipperatura) e domani magari pure col cinema..io mi sento in dovere di fare delle precisazioni (per essere precisi troverei folle chi mi parlasse di un modello femminile unico nella fiction, nel cinema e nel fumetto).
    Di recente sul blog di Lorella Zanardo, una commentatrice ha protestato contro lo spot di Intimissimi dicendo che la bella modella Irina Shayk era di un erotismo "esagerato" e aveva movenze da "striptease"..ora io penso che certo ci sono tanti modi meno "eccessivamente" erotici per pubblicizzare dell'intimo femminile (ad esempio potevano mostrare la bella Irina mentre legge un libro oppure intervistarla e farle raccontare quanto si sente bene con indosso quel reggiseno) però quello spot pubblicizza un reggiseno push up cioè un indumento che non serve solo a coprire il seno, ma ha anche una funzione erotica e seduttiva e viene acquistato pure per quello...se diciamo che il femminile erotizzato non va bene nemmeno per pubblicizzare un prodotto del genere secondo me si commette un errore..e ci si espone ad accuse di bigottismo.
    La frase di Genziana Bullo l'ho letta e riletta ma francamente non l'ho capita: se una abbandona la castità non è che per forza passa alla prostituzione..e non è detto che femminlità sia solo passività e comunque prima o poi dovranno spiegarmi cosa distingue in natura la mascolinità dalla femminilità a parte le evidenti e meravigliose differenze fisiche e biologiche.

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  7. Ci tengo altresì a precisare che la mia difesa della libera scelta non vale solo per chi si vuol spogliare in pubblico, ma anche per chi si vuol coprire: io detesto il cilicio dell'Opus dei e detesto il burqa per ciò che simboleggiano (la mortificazione della carne, la criminalizzazione del corpo e della sensualità femminile in pubblico),ma non mi sognerei mai di vietarli alle persone adulte che vogliono indossarli (se non solo in certi contesti di lavoro, se sei maestra è ovvio che non puoi insegnare in burqa come non puoi insegnare in bikini) spero solo che lascino ai figli e alle figlie la stessa libertà di fare scelte diverse dalle loro...la figlia della velina non rischia il ripudio o peggio, se non segue le orme della madre, per la figlia della donna in burqa credo sia un po'più complicato.
    Ma forse sono off topic.

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  8. Nessun off topic, Paolo, tutt'altro :)
    Di nuovo, trovo che tu dica cose sacrosante, ma in via teorica. Per essere più concreti: quante delle soubrette e showgirl che vediamo in TV possiamo dire che abbiano scelto davvero di usare la loro piacenza, la loro avvenenza per esistere, per comunicare? Tutte, mi dirai, ed è vero, ma solo in parte. Di sicuro la loro firma sul contratto l'hanno messa loro, non altri. Ma credo che possiamo dire di scegliere solo quando abbiano alternative parimenti riconosciute, valutate, apprezzate tra cui scegliere.

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  9. Ogni nostra scelta è condizionata da una miriade di fattori sociali, economici, culturali, personali ed è sempre srato così, ma se vuoi sapere se le soubrette sono libere di scegliere l'unica è andare da loro e chiederglielo, nè io nè Zanardo possiamo rispondere al loro posto, ma poi bisogna prendere atto delle loro risposte pure se non ci piacciono.
    Sul web mi sono confrontato con italiane convertite all'islam che si dichiaravano "felici e libere" di indossare il velo integrale, non mi piaceva e non mi piace quella risposta ma non ho certo ribattuto "no la tua non è libertà, devi darmi retta perchè io so cosa è meglio per te", ho preso atto e mi sono limitato a sperare che avrebbero lasciato alle figlie la medesima libertà di fare scelte diverse (non ho avuto risposta su questo). Le veline, secondo la mia discutibile opinione, non sono meno libere di qualsiasi altra giovane donna italiana che velina non è, in una società capitalista occidentale e in crisi economica...che poi sai si può iniziare soubrette e diventare grande attrice (vedi l'evoluzione di Ambra Angiolini) si può iniziare col Grande Fratello e condurre bene Uno Mattina (Eleonora Daniele) oppure recitare in film di spessore (Luca Argentero)...e nel prossimo film di Eugenio Cappuccio reciterà Belen Rodriguez. il punto qui è fare in modo che il modello soubrette-velina non diventi egemone in tv e nella società (per ora non vedo rischi che diventi egemone il burqa, per fortuna)...certo se ci limitiamo a certa tv generalista italiana e a certi spot che usano il femminile erotizzato per pubblicizzare cose che col corpo e con l'eros non hanno a che fare, la "donna decorativa" può sembrare egemone ma non è tutto così.
    Comunque più che ribadire viva il pluralismo di modelli femminili, maschili e familiari non so che fare, più che dire che la seduzione nella vita di tutti i giorni deve essere un diritto e non un dovere non so che fare..mah..può darsi che io sia ingenuo e che abbia scarsa esperienza di vita..per questo forse le mie conclusioni appaiono "teoriche"..ma io la penso così.

    Ciao

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  10. Una precisazione la faccio io, questa volta. :-)
    Io parlo delle soubrette di un oggi specifico, di questa televisione specifica, o di quelle donne che sono "donne dello spettacolo" o soubrette oggi, non ieri. Hai citato la Angiolini, la Daniele: non sai che piacere! Trovo Eleonora Daniele veramente, veramente in gamba, è sempre una sorpresa seguirla. Però, appunto: lei si fece notare allora in un modo poco intellettuale, ma poi ha dimostrato di saper fare, di voler fare! Idem per la Angiolini, per Argentero.
    Non mi addentro nel discorso sul burqa islamico: ho sempre il timore che sfugga qualcosa, non me la sento.
    Infine. Credo che Zanardo non voglia togliere la parola né la libertà a nessuno: si limita e contestualizzare le risposte di alcune donne, mettendone in luce i limiti.
    Detto questo, ti ringrazio per lo scambio di idee. Siamo d'accordo, di fondo.

    Ciao!

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  11. Un'altra precisazione e poi smetto: non ho detto e non penso assolutamente che Lorella Zanardo voglia togliere a qualcuno la libertà, credo che il suo documentario abbia comunque sollevato questioni serie e reali almeno per quanto riguarda una parte importante della tv generalista italiana. Siccome quello del corpo e della sessualità, femminile in particolare, è da sempre un tema irto di insidie mi sembra giusto mettere in luce alcuni rischi e punti critici. tutto qua.
    Anch'io ti ringrazio per lo scambio di idee e credo anch'io che siamo d'accordo di fondo.

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