domenica 27 marzo 2011

Ora ci si trova con il radar!

Oggi un caro amico mi parla di una nuova moda gaya che mi lascia basito, oltre che preoccupato. 
Si chiama Grindr: si tratta di un social network, credo funzionante solo su IPhone, che permette ai soli maschi gay - o bisex, al massimo! - di rintracciarsi grazie ad un sistema di geolocalizzazione. Ebbene sì: ormai ci siamo ridotti a scovarci come segugi, solo che al posto dell'olfatto si usa la tecnologia.
Tutti gli iscritti hanno un profilo, con una foto e un nick. Nel momento in cui si trovano ad una distanza ravvicinata, sul profilo verrà specificato, così da potersi mettere in contatto. 
Qui, qui qualche informazione.

Non vorrei essere bigotto, né conservatore. 
Ma sono convinto - e la mia esperienza personale me lo conferma - che gli incontri migliori, quelli ricchi di sapore, di gusto, anche se poi conoscono presto una fine, restino quelli casuali, involontari. Soprattutto quelli non dettati dalla ricerca a mo' di gay radar.

sabato 26 marzo 2011

Beh, ne avevamo davvero bisogno ...

Io e i miei siamo a pranzo, purtroppo con la TV accesa. Mentre mangio penso a come posso concludere l'ultimo capitolo della tesi che discuterò tra pochi giorni, e il mio orecchio capta "Berlusconi", "film-documentario" ... Mi basta. Ingoio l'ultimo boccone e mi precipito sul pc per cercare qualcosa.
Vi metto al corrente di questa ultima genialata dei due giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella che mi convince moooolto poco: un ennesimo film-documentario su Silvio Berlusconi, dal titolo così sobrio: Silvioforever
Però fermi tutti, Stella è stato chiaro: "Non è un film politico!".
E la cosa grave è che io ci credo pure, dato che motivano e argomentano con passione e ottimismo questa fantastica iniziativa!
Qui l'articolo de Il Fatto quotidiano, qui Il Messaggero.
Quale ironia ci leggano faccio proprio fatica a capirlo.

Buona politica

Oggi tocca al giro di ricognizione tra i vari blog e siti di informazione sulle ultime riguardo le realtà LGBTQI. 
Vengo a conoscenza di questa notizia che mi pare evidentemente grandiosa: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha insignito di una medaglia di bronzo Arcigay Arcilesbica di Trieste per un progetto anti-omofobia realizzato all'interno di vari istituti della regione. 
Qui un breve resoconto.
Sulla stessa linea del lodevole incontro che il Presidente ha tenuto in occasione dell'8 marzo, questo evento dimostra come un buona politica sia ancora possibile.

mercoledì 23 marzo 2011

Buona pubblicità

Un amico mi propone di scrivere un post sulla recente pubblicità-manifesto della casa IKEA in uscita a Catania. Ero un po' titubante, dato che una discussione era già stata lanciata e accolta qui, ma ho cambiato idea: provo, anzi, a mettere insieme qualche piccola riflessione in merito. 
Ecco la pubblicità: 





Prima di scrivere qualunque altra cosa: sono felice! Giovanna Cosenza insegna che nelle condizioni in cui versa il nostro paese dovremmo imparare a gioire di più, molto di più, quando arrivano segnali di ripresa, di apertura, di ricerca del nuovo, da prendere anche con i loro limiti. Voglio fare questo, innanzitutto. 
La ragione mi sembra evidente: in Italia un grande brand come IKEA usa come faccia,  come manifesto, come target, come medium con il pubblico una coppia gay. Sono così poco abituato che mi sconvolge un po', devo ammettere.
Tuttavia, se in questo momento mi venisse data in mano una matita, qualche modifica l'apporterei.
1) La prima cosa che farei è eliminare la scritta "Siamo aperti a tutte le famiglie". 
Da una parte posso capire che esprimere a parole, oltre che attraverso immagini, la propria politica d'apertura sia una scelta di evidenza, di disambiguità. Di marketing, prima di tutto. Trovo, però, che un atto davvero rivoluzionario per un brand sarebbe - sarà, siamo ottimisti! - lasciarsi rappresentare da una coppia omosessuale (gay o lesbica) senza alcun nota di specificità: più si mette in evidenza la diversità, la specialità, e più lenta sarà l'accettazione. Spesso, come ho già scritto altrove, i simboli gay friendly mi lasciano piuttosto a disagio: che si tratti della doppia coppia - gay e lesbica - in carne ed ossa o dei simboli degli omini e delle donnine poco importa: vorrei non essere considerato una specie protetta, una categoria che viene riconosciuta innanzitutto come minoranza, magari sostenuta e incoraggiata, ma pur sempre tale. I miei diritti io li voglio come persona, avanti tutto. (Devo dire, però, che apprezzo moltissimo le ultime parole della didascalia. Mi commuovo un po' ...).
2) Ora vorrei riflettere, senza aver ancora portato a termine nessuna considerazione.
Perchè la coppia è di spalle?
A primo impatto, questa scelta non mi convince. Sarà che amo così tante le facce! ... Le facce ... fanno, appunto. Metterci la faccia è, a mio avviso, sempre la migliore e la più diretta delle soluzioni, la più rivoluzionaria. La più compromettente.
Prendendomi del tempo, però, penso anche che spesso rendere gradevoli dei manifesti pubblicitari con dei belloni incredibili - per intenderci: occhio chiaro luminoso e ciglioso, sorriso smagliante, carnagione scura, atteggiamento languido, magari un giovane brizzolato che sorride complice con un altro della stessa specie - può risultare poco accogliente, confortevole. Confortante, anzi. Qui l'assenza di facce forse non corrisponde ad una riduzione dell'impatto comunicativo, bensì garantisce un anonimato benefico: non sappiamo chi siano i due, se belli, brutti, simili o diversi, entrambi stranieri, italiani o misti, in che termini siano insieme - sposati? fidanzati? appena usciti da una notte di fuoco? Sappiamo solo che una coppia omosessuale, formata da due uomini piuttosto maschili, si tiene per mano scegliendo insieme cosa acquistare. 
Ci deve bastare. 
Quest'impressione mi piace!
                                                                            
In ogni caso. Complimenti! Ribadisco la mia soddisfazione.
Vi lascio con un'altra pubblicità IKEA molto divertente!

domenica 20 marzo 2011

Giornata da zio

Come dicevo, ho un nipote di sei mesi. Riccardo.
Bellissimo, simpaticissimo, sveglissimo. Vive in casa con me, perchè i suoi genitori devono ancora terminare i lavori. Perciò negli ultimi mesi la mia casa è un po' affollata!
Questi ultimi due giorni i miei genitori non ci sono stati, si sono (finalmente!) concessi un breve soggiorno fuori.
Mia sorella e il suo compagno lavorano, quindi ieri è toccata di nuovo a me baby-sitterare la peste.
Questa volta, però, tutto il giorno soli! Mi sono detto: Ame, mettimi alla prova. Vedi come te la cavi.
Ecco la mia giornata.

-h. 8.00: Riccardo inizia a svegliarsi. Lo metto nel lettone con me, si riappisola.
-h. 8.20: si sveglia! Prova a scoprirsi con le gambine. Ride, urlacchia, parlicchia. Mi guarda: "Barbone, non avrai mica intenzione di restare a dormire! Sbrigati a prendermi ché devo fare un sacco di cose oggi!" Prima restiamo a giocare nel lettone, poi si va in bagno. Lavaggi vari, opera di vestizione, toletta: si parte!
-h. 9.00: preparazione del latte e rifocillamento. Ora è felice! Ce ne stiamo un po' sul divano a chiacchierare, a sillabare insieme, scalciare nel vuoto, farci il solletico. 
-h. 10.20: tiene un occhio aperto e l'altro chiuso. Penso: "Meglio farlo dormire". Con lui è una passeggiata: basta qualche cullatina e qualche sculacciata e in 3 minuti lo stendi. Se la dorme per quasi due ore! E zio ne approfitta per scrivere la tesi. 
-h. 12.30: iniziano i lamenti per la fame. Mi attrezzo con crema di riso, brodino e tutto il resto. Il tutto è pronto dopo dieci minuti, nell'arco dei quali lui se ne frega di essere paziente e piange disperatamente.
Il pasto l'è dura: ha appena passato l'influenza e soffre d'otite, quindi deglutisce con fatica e si innervosisce. Armato di molta pazienza, inizio. La prima metà va giù come l'acqua, l'altra me la fa sudare, altro che! Ma alla fine mangia quasi tutto, e si spazzola un barattolino di frutta.
-h. 14.00-1500: si riparla, riridacchia, risolletica, rigioca, al che mi rendo conto che devo assolutamente terminare l'ultimo paragrafo della tesi, per questo a malincuore lo lascio giocare solo con i suoi oggetti al seggiolone davanti qualche cartone - che paradossalmente guarda già con interesse!
-h. 15.00-15.45: pace!
-h. 15.45-16-45: baldoria!
-h- 17.00: tornano i suoi genitori, ci lasciamo tristemente.

A fine giornata sono esausto, ma in queste giornate piovose, in cui il mio umore non è certo più luminoso del cielo, stare con lui è il miglior passatempo. Ti voglio bene, piccolo.

venerdì 18 marzo 2011

Anche i puffi subiscono gli stereotipi

Qualche minuto fa la TV della mia cucina era sintonizzata su Rai1. Andava in onda il programma L'eredità, condotto da Carlo Conti.
Mia madre, mentre era ai fornelli, ascolta la domanda posta alla concorrente:
Davanti la casa di quale "ometto blu" la cicogna deposita il piccolo baby puffo?
a- puffo sognatore
b- puffo musicista
c- puffetta
d- nonna puffa

Mia mamma, convinta e un po' stupita della domanda così banale, risponde: "Beh, Puffetta, no? Che dici te?!"
Del resto: chi altro avrebbe potuto scegliere la cicogna per consegnare un "bambino" se non l'unica femmina giovane della lista? Di certo non i due puffi maschi,  e la nonna è troppo vecchia.
Voglio immaginare i puffi alle prese con dibattiti sulla questione di genere.


PS: la risposta esatta alla domanda era "puffo sognatore" - o "musicista", se non sbaglio. In ogni caso: non puffetta!

mercoledì 16 marzo 2011

Orgoglio italiano

Lo dico chiaramente, senza troppi giri di parole: io detesto il patriottismo.
Trovo che non sia neppure necessario spiegare per quali ragioni, che si allacciano all'etimologia, al patriarcato, al machismo, al senso del sacrificio come prova di coraggio e a molti altri aspetti, del tutto correlati alle dinamiche che al giorno d'oggi non permettono ai vari generi di vivere con pari dignità.
Tuttavia, oggi mi è capitato di riguardare il filmato in cui Roberto Benigni riceve l'Oscar dalle mani di Sophia Loren, e vi dirò che mi sono commosso.
All'inizio mi sono chiesto: sarà il ricordo del film "La vita è bella", con tanto di musica di sottofondo, che mi colpisce? Sarà la felicità, gli applausi e la commozione del parterre tutto in una situazione così importante?
In realtà no: a commuovermi sono l'espressione, il tono di voce, l'emozione condivisa tra i due italiani, consapevoli di essere, in quel momento e contesto, rappresentanti privilegiati di un paese, di una cultura intera.
Non ero io a sentirmi orgoglioso, in effetti. Ma è stato altrettanto forte vedere come i due italiani si siano stretti in un abbraccio: è evidente che la Loren abbia gioito con passione e affetto, oltre che con stima.
Di critiche da rivolgere a Benigni e Loren ne avrei: lui assume a volte l'insopportabile atteggiamento dell'umile borghese di sinistra (ringraziare i suoi genitori per avergli dato il "dono più grande: la povertà" mi sa tanto di finto); lei mi dà l'idea di essere una gran fascistona!
Questo, però, non basta a svalutare il loro grande lavoro e impegno nell'arte, grandioso per tutti e due.
Questo video mette in luce come, anche in un paese alla frutta come il nostro, ci siano ancora modi e motivi per essere orgogliosi.


martedì 15 marzo 2011

Miss Italia Sport

Come non detto.
Mi arriva via mail questo comunicato dal comitato Se non ora quando, che decido di postare immediatamente. Ero rimasto piacevolmente colpito dall'intervento che Luisa Rizzitelli aveva tenuto a Piazza Vittorio in occasione della manifestazione dell'8 marzo (lo trovate qui). Rimango altrettanto colpito dalla risposta che fornisce alll'iniziativa di inaugurare un ennesimo modello femminile centrato sulla bellezza: Miss Italia Sport.
Ecco il comunicato:

"Un asservimento di valori, persone, tempo e spazi dello sport italiano nel nome di un non valore dello Sport, ossia la bellezza. Trovo incomprensibile l'iniziativa Miss Italia Sport che vuole offrire (in pieno anacronismo con i movimenti delle donne) un'immagine dello sport femminile ancillare alla bellezza. Una stortura vecchia di 50 anni, lontana dalle donne e le sportive di oggi e che propone un modello che nulla ha a che fare con il talento, la dedizione e il senso vero di se' e dei propri limiti che fanno dell'atleta un'atleta, a tutti il livelli.
Non sono contraria che lo sport sfrutti una platea televisiva come Miss Italia, ma sono assolutamente allibita che sia Miss Italia a utilizzare lo sport. C'erano mille modi per promuovere lo sport femminile in questa vetrina: il più sbagliato era mettere a disposizione il logo del CONI, i suoi campioni, il suo Presidente, le Federazioni sportive (chiamate,  e mi sembra davvero assurdo, a cercare addirittura partecipanti e a co-organizzare fasi provinciali, regionali e la prefinale!) per rimpinguare la schiera di Miss del concorso. Perché non si è proposto di fare esibizioni di atlete durante lo spettacolo televisivo? Perché la signora Mirigliani non devolve parte degli sms che arriveranno per votare le miss a favore delle associazioni sportive che boccheggiano? Perché non ricordiamo che nello sport non interessa quanto sei bella, ma quanto sei brava?. L'immagine che passerà delle atlete sarà per moltissime sportive "vere" un concetto frustrante per quello che è il loro impegno vero di donne e di atlete.
Spero che le atlete e le associazioni sportive che le rappresentano non sentiranno affatto di dover prendere parte a questa iniziativa che non rende alcuna giustizia (anzi) al loro impegno e al loro talento, utilizzato per mero scopo commerciale della bellezza, valutata secondo i più standardizzati parametri del marketing. Parametri che vanno forse bene come mero accessorio e non certo come ragione per far muovere risorse e impegno del mondo sportivo e delle sue istituzioni."


C'est moi

Giornate molto impegnative, queste ultime. Forse le prossime lo saranno anche di più.
E ciliegina ... una nuova influenza!
Può darsi che rallenterò con i nuovi post, per qualche giorno.

Oggi voglio fare una cosa: mostrarmi.
Non perchè non sapessi come riempire un post, ma perchè voglio coccolarmi con qualche foto scattata da una persona che amo profondamente.
Grazie, ciccione mio.

Foto: Dario Tubiana





sabato 12 marzo 2011

E 'ntignano, si dice dalle mie parti

E insistono ... : questo vuol dire.
Capito per caso su quest'articolo veramente inquietante: non tanto perchè trovo i contenuti decisamente opinabili, quanto perchè chi li scrive è evidente che non c'ha proprio capito nulla di queste manifestazioni.
Ecco l'articolo.
Una sola frase estrapolata, che basta a comprenderne il tono: "Da oltre 40 anni la donna nostrana intrattiene piacevolmente gli italiani attraverso il suo corpo su un semplice schermo: dalla Tv ci arrivano quotidianamente delle belle immagini che ci fanno compagnia. Significa necessariamente che siamo un Paese maschilista?".
Bene!
Mi accingo a lasciare un souvenir all'autore.

venerdì 11 marzo 2011

Pensiero maschile e aneddoti

Prima di tutto voglio postare questo splendido video realizzato dall'Associazione Maschile Plurale di Roma, in cui un gruppo di uomini di varie età e provenienze si pongono domande e si danno risposte riguardo la violenza maschile sulle donne, riflettono insieme, con un'attenzione rivolta, però, a loro stessi, come maschi.




Ora, due aneddoti che trovo significativi.

Uno.
Ieri mattina ero in treno per andare all'università. Seduta di fronte a me una donna anziana, piuttosto sciatta, visibilmente stanca, e accanto a lei suo marito, presumo, un pò più curato di lei. Dormicchiano - si sa, il treno te culla! Ad un tratto il marito, sonnacchioso, lascia cadere a terra gli occhiali da sole che reggeva in mano, che vanno a finire sotto i piedi della ragazza seduta di fronte a lui. Mortificato in viso, sveglia sua moglie: "Me so' caduti gli occhiali ...". Faccia dispiaciuta. Lei: "Ma come hai fatto?", e lui: "Dormivo e me so' scivolati ... ". La signora si toglie i propri dal viso, li posa, e con una prontezza stanca si abbassa verso terra, cerca di sgattaiolare tra le gambe mie e della ragazza, finchè non afferra gli occhiali persi. Li pulisce, con una cura del tutto simile a quella di una mamma per il proprio figlio, e glieli ridà. Lui, soddisfatto, torna a dormire. 
Due.
Ieri sera, dopo cena, mia madre ed io stiamo sparecchiando. Mio padre, esausto dal lavoro, è sdraiato sul divano e guarda la TV. Mia madre sta per chiedergli di cambiare canale, lei vorrebbe seguire non so che trasmissione - idiota, ma è pur sempre un suo desiderio - ma ingurgita le prime parole e sta zitta. Ci ripensa. Credo che il fatto che sia una casalinga - tradotto nell'immaginario: "Non fa nulla tutto il giorno" - le impedisca di avere e far valere delle sue esigenze. In fondo, me lo merito?
Credo che dovrò assolutamente tornare a parlare con lei. Presto.

mercoledì 9 marzo 2011

L'8 marzo - realizzazione e prime impressioni

Mi ero promesso di mutare in una trottola.
Ammetto che non sono riuscito a partecipare a tutte le iniziative e a tutti i cortei che mi ero proposto, ma mi ritengo comunque molto soddisfatto di questo 8 marzo romano.
La giornata non era iniziata benissimo, ma questa riflessione meriterà un proprio post.
E invece: sorpresa! Grandissima giornata, di nuovo aria di liberazione!
Ecco cosa sono riucito a fare:
- h.14.00-15.00: flash mob nella stazione metro di Repubblica. Ho scoperto la meravigliosa attività di Donne di carta, che per più di un istante mi ha fatto commuovere. Donne di tutte le età e provenienze alcune molto distinte, altre meno, alcune molto incisive e comunicative, altre dalla voce molto debole, alcune impavide e lanciate, altre più timide e agitate, recitavano a memoria passi e frammenti di opere letterarie e non rivolte alle donne, alla funzione, alla differenza che le donne fanno in una società, passata o moderna che sia. 
Grandiose, tutte. 
Con molta emozione ho anche detto due parole, per esprimere la mia gratitudine e per scaldarci tutt* insieme il cuore. 
- h. 16.00-19.30: manifestazione "Rimettiamo al mondo l'Italia" tenutasi in Piazza Vittorio.
Ho avuto la possibilità di ascoltare dal vivo la fantastica voce di Tosca, Carmen Consoli e Awa Ly;  farmi un mare di risate con Paola Minaccioni ed Emanuela Grimalda; apprezzare il lodevole discorso di Tiziana Ferrario, Fabrizia Giuliani e molte altre donne davvero in gamba.

Ho deciso di non lasciare la manifestazione per seguire il corteo. Meglio fare poche cose ma buone, no?
Purtroppo, purtroppissimo, dopo la prima mezz'ora dall'apertura dei botteghini, i posti al teatro Ambra Jovinelli erano già terminati. Quindi: niente spettacolo per me, ma vuol dire che in massa ci si è andati. Questo è l'importante.
Questa mattina mi sveglio, a casa di un amico, sento un piccolo doloretto al polso destro. Curioso, nel buio della stanza, spalanco gli occhi ... sorrido. Avevo ballato e applaudito così tanto, per così tanto tempo, che il milione di bracciali che indosso ogni giorno mi aveva fatto uscire dei lividi. 
Mi emoziono ancora a ripensare alla giornata di ieri, che non è stata altro che un'eco del 13. Siamo stat* brav*. Queste donne sono state eccezionali.
L'adrenalina la sento ancora, scorre ancora.
Eppure un nuovo elemento rispetto alla prima manifestazione c'era, e l'ho pure apprezzato tantissimo.
Ho visto ragazze molto giovani che eseguivano una coreografia di danza moderna, ballerine di danza artistica che si esibivano. Credo che una prossima manifestazione dovrebbe essere dedicata esclusivamente a mostrare come passano il loro tempo molte ragazze e donne italiane, in quali attività, mostrare cosa sanno  fare, cosa amano fare, in cosa si mettono in discussione.
Senza parlare del tema "Donne e sport". Significativo l'intervento di giovani calciatrici professioniste (primo video): ribaltamento completo dell'aspetto simbolico di questo sport - a cui ho accennato qualche post fa, e importante messa in evidenza della discriminazione che le femmine subiscono anche all'interno di attività sportive.
Appena riuscirò a trovare dei video di tutti questi notevoli flash li posterò.
Intanto: ecco, e complimenti a noi!





domenica 6 marzo 2011

Crociate

Stamattina mi sono detto: "Andiamo un pò a vedere chi si è preso la briga di offendere, discriminare o semplicemente dimenticarsi delle persone gay in questi ultimi giorni?", e ..... voilà, ampia scelta!
Doveroso, però, postare questa notizia.
All'inaugurazione dell'Anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico della Liguria, il Monsignor Rigon ha dato libero sfogo ad un'altra delle favolose e piacevolissime idiozie chiesastre. Sunto: le persone gay sono annoverate tra le cause dell'aumento di divorzi, annullamenti e instabilità sociali; in più, immancabilmente, sono da curare.
Qui l'articolo di Repubblica.
Fortunatamente c'è anche chi risponde, soprattutto tra coloro che hanno presieduto all'incontro dell'Ordine degli Psicologi della Liguria. Ecco.
Impeccabile Chiesa, come sempre. Non ci deludi mai!

sabato 5 marzo 2011

L'8 marzo - progetti

Per questo 8 marzo, sono sincero, mi aspettavo e speravo in un'altra grande manifestazione generale, unitaria, universale. Leggo molti articoli in cui, invece, i vari collettivi e associazioni hanno optato per la pluralità di iniziative, e cerco di fidarmi di loro. L'importante è partecipare, contribuire in un qualunque modo.

Prima di tutto, segnalo questo articolo di Valeria Fedeli, segretaria generale tessili Cgil, che trovo incoraggiante, oltre che buono.


Ora stendo un planning del mio 8 marzo a Roma:
- h.12.00-15.00: flash mob in metro
- h. 16.00: Piazza Vittorio Emanuele - manifestazione "Rimettiamo al mondo l'Italia". Info.
- h. 18.00: corteo notturno da Piazza Bocca della Verità a Campo de' Fiori, organizzato da Centro Donna Lisa, Donnedasud, le Facinorosse, Infosex-Esc, Lucha y Siesta Action-A,le Malefiche, la Meladieva, le Ribellule, SuiGeneris. Info.
- h. 21.00: spettacolo "Libere" al Teatro Ambra Jovinelli, con Lunetta Savino e Isabella Ragonese. Info.
Spero di trasformarmi in una trottola per quel giorno e riuscire a fare tutto questo.
Venite, venite tutt*! Cerchiamo di essere in tant*, tantissim*.

Un abbraccio, e buona fortuna a noi!


giovedì 3 marzo 2011

Corpi e modelli

In questi giorni cerco di seguire al meglio la polemica che riguarda Antonio Ricci e il suo patetico tentativo di trovare giustificabile il suo operato decennale.
Un riassunto chiaro ed efficace è contenuto qui.
Altre informazioni sono qui e qui.
Direi che il problema dei modelli - Zanardo docet - resta.
Non avendo molto da aggiungere ai post che ho segnalato, vorrei quindi postare esempi musicali che in questi ultimi tempi ho avuto la fortuna di conoscere e che trovo davvero interessanti.


Tutte donne. Tutte decisamente di notevole bellezza. A mio avviso, tutte estremamente affascinanti. Tutte usano, mostrano, conoscono ed esplorano il proprio corpo, Bjork è addirittura nuda. Eppure.
Eppure nessuna si propone di essere sensuale, di strappare sguardi, di ricevere in risposta una faccia maschile di questo genere - alla maschio di Ciao Darwin, per capirci.
Il loro erotismo è felice, rivoluzionario, comunicativo, espressivo, mai represso o assoggettato.
Il loro corpo ci sta comunicando qualcosa; la voce di queste donne passa anche attraverso il loro corpo e i suoi movimenti.
Un grande esempio, trovo.


martedì 1 marzo 2011

La facilità di alcuni gesti

Qualche minuto fa ho ripensato a come alcuni gesti cambino non solo le nostre giornate, ma l'intera rappresentazione di noi stessi, il modo in cui interagiamo con il mondo.
Questo è, per me, un periodo di grande ripresa dopo un periodo di buio pesto: amavo profondamente un ragazzo che non mi amava, e non mi rispettava. Finalmente mi sono ripreso i miei spazi, ma arrivano ancora le giornate in cui mi sembra di vivere un'eterna incomprensione. 
Sul mio lettino, con una bella e fastidiosa influenza in corso, ascolto la dolce Bjork.
Incantato, come al solito, di fronte ai suoi video, getto un'occhiata fuori dalla finestra che ho davanti: mi sento perso nel paesaggio, c'è qualcosa che manca ... 
Non troppo velocemente, ma con una sicurezza in molti casi invidiabile, alzo il braccio sinistro e lo piego per premere il pulsante dietro l'angolo. Spengo la luce elettrica della mia camera.
Ora è perfetto! Ora tutto ha un senso!
Ora sono in casa, mi sento a casa, ho una casa - poco importa se sono le mura, la mia famiglia o la natura in cui vivo - che mi protegge. Dentro il buio vedo la luce del tramonto, e lei mi ricorda che posso innamorarmi ancora.