mercoledì 23 marzo 2011

Buona pubblicità

Un amico mi propone di scrivere un post sulla recente pubblicità-manifesto della casa IKEA in uscita a Catania. Ero un po' titubante, dato che una discussione era già stata lanciata e accolta qui, ma ho cambiato idea: provo, anzi, a mettere insieme qualche piccola riflessione in merito. 
Ecco la pubblicità: 





Prima di scrivere qualunque altra cosa: sono felice! Giovanna Cosenza insegna che nelle condizioni in cui versa il nostro paese dovremmo imparare a gioire di più, molto di più, quando arrivano segnali di ripresa, di apertura, di ricerca del nuovo, da prendere anche con i loro limiti. Voglio fare questo, innanzitutto. 
La ragione mi sembra evidente: in Italia un grande brand come IKEA usa come faccia,  come manifesto, come target, come medium con il pubblico una coppia gay. Sono così poco abituato che mi sconvolge un po', devo ammettere.
Tuttavia, se in questo momento mi venisse data in mano una matita, qualche modifica l'apporterei.
1) La prima cosa che farei è eliminare la scritta "Siamo aperti a tutte le famiglie". 
Da una parte posso capire che esprimere a parole, oltre che attraverso immagini, la propria politica d'apertura sia una scelta di evidenza, di disambiguità. Di marketing, prima di tutto. Trovo, però, che un atto davvero rivoluzionario per un brand sarebbe - sarà, siamo ottimisti! - lasciarsi rappresentare da una coppia omosessuale (gay o lesbica) senza alcun nota di specificità: più si mette in evidenza la diversità, la specialità, e più lenta sarà l'accettazione. Spesso, come ho già scritto altrove, i simboli gay friendly mi lasciano piuttosto a disagio: che si tratti della doppia coppia - gay e lesbica - in carne ed ossa o dei simboli degli omini e delle donnine poco importa: vorrei non essere considerato una specie protetta, una categoria che viene riconosciuta innanzitutto come minoranza, magari sostenuta e incoraggiata, ma pur sempre tale. I miei diritti io li voglio come persona, avanti tutto. (Devo dire, però, che apprezzo moltissimo le ultime parole della didascalia. Mi commuovo un po' ...).
2) Ora vorrei riflettere, senza aver ancora portato a termine nessuna considerazione.
Perchè la coppia è di spalle?
A primo impatto, questa scelta non mi convince. Sarà che amo così tante le facce! ... Le facce ... fanno, appunto. Metterci la faccia è, a mio avviso, sempre la migliore e la più diretta delle soluzioni, la più rivoluzionaria. La più compromettente.
Prendendomi del tempo, però, penso anche che spesso rendere gradevoli dei manifesti pubblicitari con dei belloni incredibili - per intenderci: occhio chiaro luminoso e ciglioso, sorriso smagliante, carnagione scura, atteggiamento languido, magari un giovane brizzolato che sorride complice con un altro della stessa specie - può risultare poco accogliente, confortevole. Confortante, anzi. Qui l'assenza di facce forse non corrisponde ad una riduzione dell'impatto comunicativo, bensì garantisce un anonimato benefico: non sappiamo chi siano i due, se belli, brutti, simili o diversi, entrambi stranieri, italiani o misti, in che termini siano insieme - sposati? fidanzati? appena usciti da una notte di fuoco? Sappiamo solo che una coppia omosessuale, formata da due uomini piuttosto maschili, si tiene per mano scegliendo insieme cosa acquistare. 
Ci deve bastare. 
Quest'impressione mi piace!
                                                                            
In ogni caso. Complimenti! Ribadisco la mia soddisfazione.
Vi lascio con un'altra pubblicità IKEA molto divertente!

3 commenti:

  1. A me a pelle non è piaciuta molto, poi quello che hai scritto me l' ha chiarito, è troppo tutto, troppo carica. Ha una morale, questa pubblicità. Certo, se poi penso al contesto è chiaro che quasi ci tocca fare la ola, mica no. Azzo quanto siamo progressisti.
    Però hai ragione, è un inizio, un segnale.

    Posso rubarti la foto per un post che faccio tra breve su un paio di cose che ho saputo sull' Ikea e che mi fanno chiedere chi ha finanziato questa qui?

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  2. Ciao!
    Son felice che le mie considerazioni ti abbiano lasciato qualcosa, ti abbiano acceso una riflessione.

    Per la foto: quale foto? Se intendi l'immagine della pubblicità - ma la risposta varrebbeper qualunque cosa da me pubblicata - certo! lo ammetto in pubblico: non sono io l'inventore! ;-)

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  3. ps: ripenso attentamente al tuo commento, e posso dire che ciò che volevo esprimere nella prima parte della mia analisi era proprio questo.
    Accompagnare l'immagine con la scritta, questa scritta, in questa condizione sociale di questo nostro paese, indica sottolineare ciò che si fa come qualcosa da notare, perchè contro tendenza, trasgressivo, impavido - leggi: "Per voi bigotti e ignoranti, noi vi lasciamo indietro, per noi tutti sono uguali". Ripeto: trovo che mettere un semplicissimo manifesto, molto meno curato di questo, con una semplice e magari poco curata coppia gay, sì: farebbe meno morale, più realtà e più rivoluzione.

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