martedì 15 marzo 2011

Miss Italia Sport

Come non detto.
Mi arriva via mail questo comunicato dal comitato Se non ora quando, che decido di postare immediatamente. Ero rimasto piacevolmente colpito dall'intervento che Luisa Rizzitelli aveva tenuto a Piazza Vittorio in occasione della manifestazione dell'8 marzo (lo trovate qui). Rimango altrettanto colpito dalla risposta che fornisce alll'iniziativa di inaugurare un ennesimo modello femminile centrato sulla bellezza: Miss Italia Sport.
Ecco il comunicato:

"Un asservimento di valori, persone, tempo e spazi dello sport italiano nel nome di un non valore dello Sport, ossia la bellezza. Trovo incomprensibile l'iniziativa Miss Italia Sport che vuole offrire (in pieno anacronismo con i movimenti delle donne) un'immagine dello sport femminile ancillare alla bellezza. Una stortura vecchia di 50 anni, lontana dalle donne e le sportive di oggi e che propone un modello che nulla ha a che fare con il talento, la dedizione e il senso vero di se' e dei propri limiti che fanno dell'atleta un'atleta, a tutti il livelli.
Non sono contraria che lo sport sfrutti una platea televisiva come Miss Italia, ma sono assolutamente allibita che sia Miss Italia a utilizzare lo sport. C'erano mille modi per promuovere lo sport femminile in questa vetrina: il più sbagliato era mettere a disposizione il logo del CONI, i suoi campioni, il suo Presidente, le Federazioni sportive (chiamate,  e mi sembra davvero assurdo, a cercare addirittura partecipanti e a co-organizzare fasi provinciali, regionali e la prefinale!) per rimpinguare la schiera di Miss del concorso. Perché non si è proposto di fare esibizioni di atlete durante lo spettacolo televisivo? Perché la signora Mirigliani non devolve parte degli sms che arriveranno per votare le miss a favore delle associazioni sportive che boccheggiano? Perché non ricordiamo che nello sport non interessa quanto sei bella, ma quanto sei brava?. L'immagine che passerà delle atlete sarà per moltissime sportive "vere" un concetto frustrante per quello che è il loro impegno vero di donne e di atlete.
Spero che le atlete e le associazioni sportive che le rappresentano non sentiranno affatto di dover prendere parte a questa iniziativa che non rende alcuna giustizia (anzi) al loro impegno e al loro talento, utilizzato per mero scopo commerciale della bellezza, valutata secondo i più standardizzati parametri del marketing. Parametri che vanno forse bene come mero accessorio e non certo come ragione per far muovere risorse e impegno del mondo sportivo e delle sue istituzioni."


2 commenti:

  1. Condivido quanto scrive Anna Paola Concia su L'Unità oggi:
    "non c'è bisogno di concorsi di bellezza perchè tutte le atlete sono bellissime. E' il gesto, la gara, la competizione leale con se stessi e gli altri ad essere sublime, ammirevole, straordinario"
    E complimenti a Tania Cagnotto e Francesca Dallapè che sono bravissime e bellissime.

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  2. Ecco l'articolo di Paola Concia:
    http://pdonline.ecostampa.net/rassegna/imgrsnew.asp?numart=Y9WW5&annart=2011&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1&isjpg=S&small=N&usekey=B1QOMB6AOGLXI&video=0

    Concordo in pieno anch'io, e cerco di capire se si può manifestare in qualche modo contro un'iniziativa così irrispettosa.

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