mercoledì 27 aprile 2011

La "ziitudine"

Leggere l'ultimo post di Mammamsterdam mi ha fatto venire voglia di scrivere io stesso un post sul mio essere zio.
Lei si e ci chiedeva come ricordassimo noi il nostro zio o la nostra zia ideale, se e come avesse rappresentato e rappresentasse ancora per noi un modello di vita. Devo ammettere che di zii e zie ne ho divers*, ma nessun* ha mai costituito per me un punto di riferimento. 
Per questo, in vista della mia partenza per Milano, ho deciso di dedicare l'ultima bloggata della settimana a mio nipote. Intanto, ve lo presento (in braccio a me, il giorno della mia laurea).


Foto di Sonja Vranešević

Non posso raccontarvi quant'è bello, perchè lo vedete già da voi.
Non posso raccontarvi quant'è simpatico - se vede, dai! Guardate come fissa l'obiettivo!
Posso dirvi, però, che mentre scrivo è accanto a me, nel seggiolone, che mi guarda; poi prende i suoi quattro o cinque giochetti che ha sul piano, li osserva, li sbava e li lancia per terra urlando di felicità; ma il picco di gioia lo raggiunge solo quando, i giochi ormai a terra, può sporgersi facendo leva sul culetto e dominarli dall'alto. Un genio!
Mi è mancata molto una figura vicina da prendere ad esempio; ne ho avute, ma io parlo di qualcuno che fosse della famiglia ma non così vicina come sorella o simili. Spero di diventarlo per Riccardo.
Vorrei vederlo divertirsi sinceramente negli anni, tornare a casa da scuola ed essere felice, come lo ero io ai tempi, di mettersi suoi libri - oddio, ricordate il sussidiario? Lo amavo! - e leggere, imparare a farlo con allegria.
Vorrei che passasse i suoi pomeriggi per la campagna e non davanti alla TV, a correre, fare attività o sport, se vorrà; che organizzasse giornate con amici e amiche - le mie terminavano sempre con panino e salame e succo all'albicocca; che accettasse qualche giorno al mese di venire con me a Roma, per fargli vedere che si può - si deve, a parer mio! - unire l'amore per le distese verdi ai milioni di stimoli che provengono da una metropoli: le botte sull'autobus, i mezzi, le folle, palazzi ovunque, teatri e cinema dove e come vuoi ... 
Insomma: farò del mio meglio per fargli scoprire la ricchezza della vita, la ricchezza delle possibilità, sperando che lui faccia lo stesso con me.


2 commenti:

  1. ciao Amedeo!..sono Carmen (amica di Matteo..che vive a parigi, dove sembrerebbe fare un master in studi di genere..ti dice nulla??!) ;)
    beh, ci eravamo promessi di tenerci in contatto...difficile farlo con una certa frequenza...ma ciò non significa perderci!
    intanto: doppiamente auguri! mi pare d'aver capito che ti sei laureato e che hai festeggiato questo sollievo con un piccolo essere dagli occhi enormi ;)

    volevo scriverti da un pò, ma i tempi qui non mi consentono di fare ciò che vorrei (almeno non totalmente). sai dell'europride a roma il 12giugno ? non so se riuscirò ad esserci, ma in tal caso potrebbe essere un occasione x rivederci.

    poi, voglio darti un link ad un blog (mal curato a mio avviso, ma molto utile) che abbiamo aperto collettivamente "noi del master", all'occasione di un seminario straordinario di ROSI BRAIDOTTI, che si sta tenendo a Parigi!!
    se non conosci la BRAIDOTTI, beh rimedia quanto prima!
    voici le lien:
    http://philofeministeposthumaine.blogspot.com/

    vorrei parlartene di più, ma devo lasciarti ora..
    spero di ricevere presto tue notizie,
    un abbraccio migrante!
    carmen

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  2. Carmen!
    Non sai che piacere!
    Seppur solo simbolicamente ti rispondo qui ringraziandoti per gli auguri e promettendoti che domani, dopodomani al massimo, ti scrivo via mail, così ti informo per bene di me.
    Braidotti? Certo che la conosco, ma letto ben poco, devo fare una bella full immertion - in questi giorni leggo bell hooks!

    Dai, se riuscissi a venire al pride sarebbe stupendo, davvero!

    A presto, e grazie del link - salvato!

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