venerdì 22 aprile 2011

"Papà", altro che "mammo"

Stefano - Fefo per gli amici - è un ingegnere italiano che vive in Svezia con sua moglie, svedese, e le loro due bambine, una di cinque anni e l'altra di poco più di un anno. Dal momento in cui ha dato inizio al suo congedo parentale per la nascita della sua seconda figlia, ha aperto il blog Diario di un papà in congedo parentale, un vero manifesto del potere della cultura, efficace dimostrazione di come la cultura possa modificare - in molti casi migliorare - l'assetto sociale e famigliare considerato naturale.
Qualche giorno fa ha rilasciato un intervista alla radio italiana per la trasmissione "Tornando a casa", condotta da Enrica Bonaccorti: gli è stato chiesto di parlare della sua condizione di padre lavoratore, che ricopre, per giunta, un ruolo di spicco nel suo settore, ma che non rinuncia - come moltissimi altri padri svedesi - a godere dell'enorme opportunità che il suo stato gli garantisce di stare a casa e crescere le sue bambine mentre sua moglie lavora.  
Questo il link del'intervista che Stefano mi ha permesso di postare: imperdibile, direi.  

Il titolo del mio post si riferisce alla tendenza della conduttrice - come di molti altri, in genere - a maschilizzare il concetto di "mamma" coniando il termine "mammo", quando invece esiste "papà"! Un uomo che sceglie, sostenuto, anzi sollecitato dal suo stato, di prendere una pausa dal lavoro per crescere (con) le sue figlie lasciando che sia la moglie a lavorare, non è un sostituto di quest'ultima, ma un padre a pieno titolo, che si occupa e preoccupa e pretende di avere del tempo per la sua famiglia.
Stefano: complimenti, e grazie.
ps: vorrei mettere in luce una frase riportata da Fefo nell'intervista che mi stordice ogni volta che la sento. Quando lui ha comunicato al suo datore di lavoro l'intenzione di andare in congedo parentale, quest'ultimo ha risposto: “Non potremmo mai dare da gestire la nostra risorsa più importante, le persone, a chi non si prende cura della propria famiglia”.

ps(2): Stefano, sei anche qui e qui!

2 commenti:

  1. Sono d'accordo, anche a me non piace "mammo". E' come dire che una donna "fa l'uomo di casa" quando si occupa di certe cose. Perché un padre non dovrebbe occuparsi delle figlie? Perché una donna attiva e capace "fa l'uomo"? Stereotipi.
    Però può esserci un'altro modo di intendere il "mammo" espresso da Enrica Bonaccorti, cioé: quelle funzioni che hanno sempre svolto le mamme e di cui ora i padri si interessano. Voglio dire, in un'ottica storica, come le cose che hanno sempre fatto gli uomini e che ora fanno anche le donne. Senza interpretarla attraverso una chiave deterministica.

    Ciao.

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  2. Serbilla, esatto.
    L'esempio della mamma è calzante.

    Sono d'accordo con te; credo anch'io che la conduttrice volesse ironizzare un po' sugli stereotipi; non volevo essere affrettato nel giudizio. Temo sempre, però, che se chi parla non spinge sull'acceleratore dell'ironia - o in qualche modo non rende ben chiaro il suo intento - rischi di avvalorare l'immagine fissa dell'opinione collettiva.
    Preferirei evitare i rischi. :)

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