giovedì 5 maggio 2011

Maschi e femmine: bambini e stereotipi

Riporto qui l'ultimo post di Vita da streghe, che presenta un importante documentario dal titolo "Ma il cielo è sempre più blu", realizzato da Alessandra Ghimenti. Si tratta di una ricerca sugli stereotipi legati alla costruzione del maschile e del femminile tra bambini e bambine della scuola elementare. Segue, poi, un'intervista alla videomaker.
Ecco.

Come sono i maschi? Come sono le femmine? Sono solo alcune delle domande che una videomaker ha posto a bambini e bambine di una scuola elementare italiana per documentare la diffusione degli stereotipi di genere fra i più piccoli. Il trailer su youtube è un'istantanea che ho trovato piuttosto avvilente: gli alunni ci parlano con disarmante sincerità di una visione e di un percorso di vita già segnati dagli stereotipi.
Vita da streghe è andata a cercare l'autrice del documentario (“Ma il cielo è sempre più blu”) e l'ha intervistata: si chiama Alessandra Ghimenti, ha 29 anni, una laurea in cinema e collabora come videomaker per Elle Italia.


Blog: Alessandra, in cosa consiste il tuo documentario?

A. G: "Ma il cielo è sempre più blu" è un'intervista ai bambini e alle bambine della scuola elementare di Altopascio (Lucca). Ho intervistato un campione di 38 bambini e bambine, circa 5 per ogni fascia d'età (a parte le classi quarte), italiani, immigrati di prima o di seconda generazione, autoctoni e non. A tutti ho posto le stesse domande: "Che vuoi fare da grande?" "Che differenza c'è fra i maschi e le femmine?" "Chi si occuperà dei figli nella tua futura famiglia?" "C'è qualcosa che i maschi/le femmine non possono fare?".

Blog: Perché hai deciso di realizzarlo?

A. G: Tutto è partito quando ho letto "Ancora dalla parte delle bambine" di Loredana Lipperini. Mi sono chiesta "è veramente così?". Ho scritto una serie di domande ispirate a ciò che lei descrive, ho preso la mia videocamera e sono andata nella scuola, la stessa dove 20 anni prima avevo studiato anche io. Quello che volevo ottenere era una fotografia di uno spaccato di realtà senza alcun filtro, se non il mantenere più possibile la spontaneità dei bimbi. Il montaggio è molto semplice, lascia parlare loro. Le risposte, anche atroci, dette da quei faccini teneri, raccontano più di mille paroloni.

Blog: Quali sono le conclusioni che hai tratto dal tuo lavoro?

A. G: Quando proietto il video lascio sempre commentare gli spettatori. Ho fotografato una realtà preoccupante, per cui urge una presa di coscienza. Da parte di tutti. Perfino mia madre, che è una donna vecchio stampo, quando ha visto il video si è spaventata.
Credo fermamente che non si debba demonizzare qualcosa o qualcuno in particolare. I bambini sono semplicemente uno specchio, limpido, vero, spontaneo, senza sovrastrutture di forma. Non hanno certo colpa loro. Ma non l'hanno nemmeno i loro genitori, i media, o le maestre, almeno non in forma esclusiva.

Blog: Che ruolo giocano secondo te i messaggi veicolati dai media nella situazione descritta dal tuo video?

A. G: I media naturalmente sono importanti. Ti basti sapere che molti ragazzini citavano personaggi dei cartoni animati come marche, i prodotti del merchandising per cui i bambini e le bambine sono target. "Le femmine si mettono la felpa delle winx, i maschi quella di dragonball". Il messaggio che passano i media è stereotipato: le bambine della pubblicità si occupano di bellezza, di chincaglierie, aiutano la mamma in cucina, sono spesso ritratte in luoghi chiusi; i bambini fanno la lotta, giocano a fare l'esploratore, il pilota, sono quasi sempre ripresi all'aperto...Questo però, da solo, non comporta nulla. I bambini e le bambine non sono spugne, sanno riflettere e scegliere. Basta solo dare loro gli strumenti per uno sguardo critico autonomo. Io sono cresciuta negli anni 80, giocavo quasi esclusivamente con la Barbie, sognavo Lorella Cuccarini. Eppure non ho mai aspirato a diventare una modella biondissima in una casa rosa con un marito coi capelli plastificati...

Blog: Quali sono i tuoi prossimi passi?

A. G: Mi piacerebbe continuare a proiettare il corto, magari nelle scuole superiori o nelle associazioni e nelle sedi più o meno istituzionali. Inoltre insieme con Valentina D'Elia,  neo-laureata in semiotica e prima persona ad aver visto il video, abbiamo deciso di ampliare l'inchiesta con campioni di realtà diverse e diffuse. Vorrei porre le stesse domande ai bambini e alle bambine di contesti geografici diversi per poi confrontare i risultati: magari potrebbero sorprenderci! Stiamo contattando alcune scuole e nel frattempo cerchiamo fondi: solitamente al termine delle proiezioni chiediamo, a chi vuole, di partecipare con una cifra a sua discrezione. Presto metteremo anche un conto on-line.

Blog: Cosa vorresti dire ai genitori, agli insegnanti e a tutte le figure che si trovano ad avere un ruolo educativo nei confronti di bambini/e?

A. G: Quello che penso è che dobbiamo interrogarci a fondo, dentro di noi e fuori di noi, e smascherare tutti quei condizionamenti impliciti che abbiamo, che subiamo, di cui non ci rendiamo conto, ma che ci portano a pensare e ad agire in un certo modo.
Ti faccio un esempio. Un mio amico ha regalato dei piattini decorati ai figli dei suoi amici. Come soggetti ha scelto: mamma orsa col cucciolo per la femmina, un pirata per il maschio. "E perché?" gli ho chiesto, "Una femmina non può voler solcare i mari? E un maschio non può intenerirsi per le cure materne?". Ecco. Si comincia anche dal piccolo.
Un bambino e una bambina in "Ma il cielo è sempre più blu" dicono: "I maschi possono fare tutto, possono avere tutto quello che vogliono, le femmine invece..." Mi piacerebbe che pian piano queste idee si sgretolassero.




Chi fosse interessato ad organizzare proiezioni del video può contattare l’autrice attraverso il suo blog.

7 commenti:

  1. "bambini e le bambine non sono spugne, sanno riflettere e scegliere. Basta solo dare loro gli strumenti per uno sguardo critico autonomo. Io sono cresciuta negli anni 80, giocavo quasi esclusivamente con la Barbie, sognavo Lorella Cuccarini. Eppure non ho mai aspirato a diventare una modella biondissima in una casa rosa con un marito coi capelli plastificati"

    Queste parole mi paiono particolarmente significative: anche se sei bambina e giochi con le Winx non è detto che diventerai una scema da grande così come chi gioca con armi giocattolo e soldatini non è detto che diventi un criminale. La Cuccarini poi era ed è bravissima, non c'è niente di male a sognarla. Comunque non ricordo come la pensavo a sei anni ma è probabile che anch'io avrei risposto più o meno come questi bambini (certo avendo due genitori lavoratori, lui operaio lei maestra, difficilmente avrei detto che solo la mamma deve occuparsi dei bambini)...poi sono cresciuto e ho ampliato un po'i miei orizzonti..ho fiducia che accadrà anche a loro.
    Poi come ho già detto, se avessi dei figli li farei giocare sia con giochi ritenuti legati al loro sesso sia con giochi ritenuti legati al sesso opposto, insomma più stimoli si danno meglio è.

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  2. "I maschi sono brutti" XDXD
    "Le femmine sono un pochino più intelligenti" XDXD (grande)

    La risposta più bella però è stata "come ti vedi da grande?" "felice".

    E' bella però anche un pò triste perchè pensare di poter raggiungere la felicità solo da grandi significa che non ti rendi conto di quanto sia bello essere bambino. Forse è normale perchè non è una consapevolezza che prendi così piccolo, ma comunque..

    Un'altra cosa che mi ha colpito che molte bambine dicevano di essere così/così felici di essere femmine mentre tutti i maschi erano certi di essere felici come maschi.
    Non è una cosa banale...

    Seya

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  3. Seya, quando siamo piccoli vogliamo diventar grandi quando diventiamo grandi vorremmo tornare piccoli.
    veramente nel trailer era solo una bambina che alla domanda sei felice di essere femmina ha risposto così così, tutte le altre hanno detto sì.
    Comunque mi piacerebbe capire che esempi ha quella bambina in famiglia.

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  4. "Poi come ho già detto, se avessi dei figli li farei giocare sia con giochi ritenuti legati al loro sesso sia con giochi ritenuti legati al sesso opposto, insomma più stimoli si danno meglio è"

    L'importante è che alla fine siano i bambini a scegliere

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  5. @Paolo, mi sembrava fossero un paio le bambine titubanti ed in generale che l'entusiasmo fosse maggiore tra i grandi, comunque mi riguardo il video per sicurezza. In ogni caso penso sia giusto essere orgogliosi di come si è nati.
    Per quanto riguarda i giochi, sono perfettamente d'accordo con te. Non so se lo segui, comunque leggi questo post e i commenti e sentirai parecchie voci sull'argomento
    http://congedoparentale.blogspot.com/2011/03/e-arrivata-katarina.html

    seya

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  6. * errore: l'entusiasmo maggiore tra i maschi, non i grandi. Sorry!

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  7. Vedere con gli occhi dei bambini gli stereotipi che hanno segnato la nostra società è... Scorcentate, spaventoso perchè loro sono il nostro futuro...
    comunque approposito dei giochi, io odiavo le barbie preferivo le macchinine e per questo spesso mi prendevano in giro... Mah

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