lunedì 16 maggio 2011

Pillole di pensiero e di cultura

Come vi avevo anticipato, sabato ho partecipato alla seconda giornata del convengo internazionale "Io Sono Io Scorro" (qui il programma).
Proprio come l'anno scorso, si è rivelata un'esperienza straordinaria. Si sono succeduti psicologi, psicoanalisti, sociologi, sacerdoti, giovani ragazzi e ragazze gay e lesbiche ed etero per portare la propria testimonianza e il proprio sapere.
Non voglio riportare qui il contenuto di tutti gli interventi semplicemente perchè sarebbe impossibile - si tratta delle ultime ricerche sul tema dell'omosessualità (della sessualità in genere, direi), di dati e informazioni tecniche. Sono del parere che queste vadano fruite direttamente da chi di dovere.
Vorrei, però, condividere con voi qualche scheggia di pensieri e di parole che ho avuto la fortuna di cogliere.

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Il Prof. Vittorio Lingiardi ha ricordato come sia importante distinguere, per ragioni non solo psicologiche ma soprattutto sociali, tra "omosessuale" e "gay/lesbica".
Omosessuali sono ritenuti i comportamenti, gli atti; da qui, la definizione o l'autodefinizione di omosessuale si limita a prendere atto di azioni, di dati di fatto.
I termini gay e lesbica, invece, veicolano l'idea di una identità autoriconosciuta, pubblicamente nella società.

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Il Dott. Nicola Nardelli ha trattato il tema della reparative therapy, o teorie riparative: si tratta di trattamenti terapeutici condotti da psicologi al fine di ristabilire quella che loro considerano la regola eterosessuale ed eliminare l'omosessualità dal paziente. Insomma: l'omosessualità è una deviazione da cui ci si può curare. 
Sembra fantascienza ma è pura realtà. Tra i numerosi professionisti che ne fanno uso, il pioniere - e più ricco, ormai! - è di sicuro l'americano Joseph Nicolosi. Trovate materiale ovunque su di lui. Vi riassumo in breve il suo pensiero: la persona omosessuale è tale a causa di una mancata identificazione con il proprio ruolo di genere - ecco che ritorna l'assioma per cui un maschio sarà frocio se la mamma è dominante mentre il padre è uno smidollato - dunque per questo basta virilizzare i maschi e femminizzare le femmine per tornare alla "normalità".
Tra le attività che Nicolosi impone ai suoi pazienti maschi - per guarire dalla frocità:
- praticare sport, soprattutto virili (sic!), escludendo roba da femminucce tipo la danza
- passare più tempo con i propri amici eterosessuali
- forzarsi di avere rapporti eterosessuali

So che sembra assurdo ma è così.
La cosa peggiore è che l'attore Saverio Tommasi ha realizzato un'inchiesta tra gli psicologi italiani. Il risultato: moltissimi si sono dimostrati più che disponibili a condurre col paziente terapie riparative. Ecco il video. 

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La Prof.ssa Chiara Lalli ha pronunciato parole sante:
"Mi raccomando, ragazzi: quando sentiamo parlare di "tradizione", di "naturale", di "naturalmente buono" dobbiamo sobbalzare sulla sedia!".

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Infine, il mitico Don Franco Barbero.
Ha detto troppe cose calde e giuste per riportarle tutte.
Vi propongo, quindi, uno dei numerosissimi video di cui è protagonista.



2 commenti:

  1. aspettavo con curiosità questo piccolo riassunto di una bella giornata di incontri.
    Quanto mi sarebbe piaciuto esserci!

    La terapia di Nicolosi..ne avevo sentito parlare ma non mi aspettavo una tale adesione. Non mi piace assolutamente come trattamento e lo trovo anche profondamente..cattivo..sì direi che è l'aggettivo giusto!Diciamocelo, è una prova di ignoranza così profonda che rasenta l'imbecillità.
    Non puoi costringere una persona ad essere quello che non è!

    Seya

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  2. Esatto, cattivo è una buona attribuzione.
    Tuttavia, trovo che la cosa più grave sia che, nonostante le sue tecniche siano state ufficialmente riconosciute come prive di ogni scientificità, in molti - professionisti, per giunta - continuano a dargli credito.

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