giovedì 9 giugno 2011

L'opera ha inizio


Oggi, 9 giugno 2011, ha preso avvio l'opera di gender sensibilisation con Alessandro.
Io e lui in metro, mi racconta che ha una nuova fidanzata. Gli torna in mente una conversazione avuta pochi giorni fa, e mi dice: "Tu invece sei ... così ... come si dice?" - ride. Io: "Gay, oppure omosessuale, come vuoi. Sì, mi piacciono i maschi". Lui: (ridacchiando): "Oddio! Scusa, ma mi fa un po' ... emh ... schifo."
Da quel momento fino a quando non siamo arrivati a casa - in realtà ho ripreso il discorso anche dopo, mentre lo accompagnavo a nuoto - ho gettato le basi, ho posto i fondamenti del discorso.
Sapete, no? 
"Chi e dove stabilisce che una coppia sia solo uomo+donna?"
"Eccaaallà! I figli. Tu diresti mai che una coppia uomo-donna senza figli per i più svariati motivi, dalla scelta alla sterilità, non può essere considerata e riconosciuta come coppia per via di questa assenza?"
Ho agitato il tutto energicamente, unendo alla miscela un po' di retorica sull'amore libero, del tipo "Se ami qualcuno, è così importante il sesso anatomico?" - non mi piace affatto, ma a dieci anni fa ancora un certo effetto.
In mio aiuto è venuto l'incontro inaspettato con una mia amica, eterosessuale da sempre e molto attiva nella lotta LGBT, che da qualche mese ha perso la testa per una ragazza, ora la sua fidanzata. Mi ha aggiornato davanti ad Ale - che deve aver pensato ad un agguato!
Insomma: d'ora in poi, bombardamento subdolo e ben calibrato.

7 commenti:

  1. been there, done that. e pochi mesi dopo salta fuori la mania di usare homo come insulto, lo fanno tutti a scuola, noi li abbiamo cazziati da matti. Esattamente come li ho cazziati quando si danno della femminuccia.

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  2. Ammetto che avere a che fare con Alessandro solo poche ore al giorno mi permette di andare a fondo nelle cose, osare, senza, però, doverne portare il peso nella quotidianità, non essendo mio figlio o fratello.
    Al vostro posto forse sarebbe tutto più difficile.
    Capisco l'abbattimento - anche la cazziata: ci sta tutta! - di fronte ad alcuni comportamenti, ma credo che se voi due continuerete a mettere davanti ai loro occhi scene, possibilità, valori, etica della diversità, questa fase del "faccio e dico come gli altri" per integrarsi passerà, e lascerà il posto a riflessioni più aperte.
    Non mollate, però. :)

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  3. Non per fare l'avvocato del diavolo (sai perfettamente che ti appoggio e anzi mi piace che tu lo faccia ragionare e riflettere, specialmente considerando che ha l'età per cui è una spugna..tutto quello che si dice, lui lo apprende ed elabora), ma hai provato a sondare il terreno con i genitori? Non è che rischi di inimicarteli e/o perdere il lavoro? non so se mi sono spiegata ...

    Seya

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  4. @seya
    Figurati, ci ho pensato parecchio prima di aprirmi, ma no, non l'ho fatto.
    In realtà credo proprio che non ci siano problemi per l'intera famiglia, ma nel caso in cui ce ne fossero sarò pronto a perdere il lavoro.
    Sai, tre anni fa, quando ho fatto coming-out, mi sono ripromesso che non avrei mai più trovato compromessi per esprimermi, per essere e stare nel mondo. Questa è la linea, sempre.
    Ora: questo non vuol dire che pretendo di far accettare - né tantomeno conoscere - il mio orientamento sessuale a mia nonna, 83enne di paese, vedova da sempre, impastata di stereotipi e senza un minimo di istruzione. Sarebbe da idioti, le chiederei uno sforzo intellettuale che lei non ha gli strumenti per compiere.
    Ma di fronte a persone giovani, istruite, benestanti come loro, che decidono di affidarmi le cure - perchè questo intendo io con "baby-sitter" - del loro figlio, beh, direi: iniziate a prendere in considerazione che potrebbero piacermi i maschietti. E' una condizione che esiste, con la quale dovreste misurarvi anche voi. E se finora non vi è mai capitato, ecco: io sono l'occasione per farlo.
    Ripeto, però. Se dopo dei tentativi di comunicazione e di scambio fossero così bigotti da lamentarsene, lascerei il lavoro.
    Di sicuro non accetteri richieste del tipo: "Resta, ma alle nostre condizioni".
    Finchè continueremo a temere ritorsioni non andremo mai avanti.
    La faccia, bisogna metterci la faccia.

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  5. "Resta ma alle nostre condizioni" .. ma guai a te se lo fai! Mai rinnegare se stessi, su questo siamo perfettamente d'accordo!
    Solo mi rendo conto che quando hai a che fare con bambini piu' che educare, plasmi e ci sono genitori che non lo capiscono.

    Seya

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  6. Secondo me è giusto mostrarsi per quello che si è, i bambini chiusi in mondi piccoli avranno idee piccole e saranno persone piccole. Ne faccio esperienza anche io con i bambini di famiglie molto cattoliche, uno di questi, otto anni, guardando assieme un documentario sulla preistoria, poichè nel documentario si parlava di "uomini primitivi" e questo gli confermava ciò che probabilmente gli hanno detto in chiesa, mi chiese: gli uomini sono nati prima delle donne vero? gli ho fatto notare, con tranquillità e senza enfasi, che sono le donne a partorire ed è impossibile che sia sviluppato un sesso prima o indipendentemente dall'altro. E che le persone dicono "uomini" intendendo l'umanità intera, perchè sono prigre e si scocciano di dire "uomini e donne". Ha detto: hai ragione, ho capito, che scemo.

    ^_^

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  7. @seya e serbilla

    Grazie mille dell'esmepio, Serbilla. Ottimo sostegno alla mia tesi :)
    Sapete, credo che finchè i bambini e le bambine non vedranno in noi adulti dei testimoni e dei portatori di esperienze concrete rivoluzionarie, nuove, innovative, sarà difficile che ne assimilino.
    Crediamoci, e rischiamo più che possiamo.

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