mercoledì 22 giugno 2011

Pop porn

So che bene che in molt* - anche tra chi segue il blog - ne hanno già parlato.
Questo, quindi, non sarà un post innovativo ma semplicemente divulgativo. Trovo importante far circolare le possibilità; ricordare, talvolta, chi e come si impegna per una cultura della libertà.
Oggi segnalo Mia Engberg, regista e documentarista svedese, che si è occupata di registrare e dare voce agli emarginati dalla società, quindi bambini di strada, sieropositivi, gay, transessuali e skinhead. Ha fornito un notevole contributo alla diffusione della cultura queer, anche se credo che la sua vera forza stia nella rivoluzionaria rappresentazione della sessualità femminile, finalmente concepita come attiva, autonoma e indipendente dal desiderio maschile.
Di seguito riporto i dieci punti del suo manifesto pornofemminista.

1. Siamo belle come siamo. Al diavolo gli ideali di bellezza malati! Odiando profondamente se stesse, le donne consumano molta della loro energia e sviliscono la propria creatività. L’energia che potrebbe essere diretta all’esplorazione della nostra sessualità e del potere che abbiamo, viene prosciugata da diete e cosmetici. Non lasciare che i poteri commerciali controllino i tuoi bisogni e desideri.
2. Difendi il diritto di essere arrapata. La sessualità maschile è considerata una forza della natura che va soddisfatta a tutti i costi. Quella delle donne viene accettata solo se si adatta ai bisogni dell’uomo. Sii arrapata a modo tuo.
3. Una brava ragazza è una ragazza cattiva. Ci hanno nutrite del cliché culturale per cui le donne sessualmente attive e indipendenti sono o pazze o lesbiche e quindi pazze. Vogliamo vedere e fare film in cui Betty Blue, Ophelia e Thelma & Louise alla fine non devono morire.
4. Distruggi capitalismo e patriarcato. L’industria del porno è sessista perché viviamo in una società patriarcale e capitalista. Si arricchisce dei bisogni che la gente ha di sesso ed erotismo e nel farlo sfrutta le donne. Per combattere il pornosessismo devi distruggere capitalismo e patriarcato.
5. Sconce quanto ci pare. Godi, decidi o lascia perdere. Di’ NO quando ti pare, per essere in grado di dire Sì quando vuoi TU.
6. L’aborto legale e libero è un diritto umano! Tutti hanno il diritto al controllo del proprio corpo. Ogni anno milioni di donne subiscono gravidanze non volute e muoiono per aborti illegali. Fanculo la morale buona solo a predicare contro il controllo delle nascite e l’informazione sessuale.
7. Combatti il vero nemico! La censura non può liberare la sessualità. Fintanto che le immagini sessuali sono tabù, l’immagine della sessualità delle donne non potrà cambiare. Non attaccate le donne perché mostrano il sesso. Attaccate il sessismo che cerca di controllare la nostra sessualità.
8. Sii queer! Chi si oppone all’erotismo spesso è omofobico e spessissimo è transfobico. Noi non crediamo nella lotta tra i sessi ma nella lotta contro i sessi. Identificati col genere che vuoi e fai l’amore con chi ti pare. Sessualità è diversità.
9. Usa protezioni. “I’m not saying go out an’ do it, but if you do, strap it up before you smack it up” [non dico di uscire e andare a scopare, ma se scopi, coprilo prima di fartelo sbattere dentro] Missy Elliot.
10. Fai da te. L’erotismo è buono e ne abbiamo bisogno. Siamo fermamente convinte che sia possibile creare un’alternativa all’industria pornografia mainstream facendo i film sexy che ci piacciono”.
Film sexy che ci piacciono tanto quanto le canzoni sexy scelte per accompagnare i video o per i titoli di coda. Everybody Deserves To Be Fucked [Tutti meritano di essere scopati], per esempio, vecchio successo dei Sex in Dallas (band technopunk che ha esordito a Parigi con la stessa etichetta di Peaches e Gonzales, per poi approdare con successo a Berlino e scritturare come chanteuse e producer Biladoll aka Mia Von Matt, con cui hanno realizzato il secondo disco), ascoltabile su Youtube o Myspace e altamente canticchiabile.

Via minima et moralia.

4 commenti:

  1. ho letto con interesse il manifesto del pornofemminismo: è estremo come il porno deve essere e sostanzialmente lo condivido quando dice che sessualità è diversità, ognuno la declina come vuole, e quando esalta il desiderio sessuale femminile, ma io non credo neanche nella lotta contro i sessi: ognuno si viva la sua identità sessuale e di genere in ogni sua tendenza come meglio crede, la modifichi se vuole o la tenga com’è.
    è apprezzabile dimostrare che “un altro porno è possibile” per ottenere pluralità anche nella pornografia, non per cancellare quello che c’è ma per aggiungere modelli nuovi, dinamiche nuove
    e quando dicono no alla censura io le abbraccerei.Thelma & Louise (film diretto da un uomo ma scritto da una donna, Callie Khouri) non sono nè pazze nè lesbiche, e il finale tragico non cambia il valore artistico del film, certamente non è un film “ottimista” ma l’happy end sarebbe suonato falso.
    Quanto alle diete vanno fatte, se servono, sotto consiglio medico, e giusto combattere l'ossessione per i cosmetici (fermo restando il diritto di ogni adulto di truccarsi) anche perchè in queto campo come in quello delle diete ci sono prodotti inutili, vere truffe

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  2. e quando fanno l'appello contro la censura, le abbraccerei

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  3. Ame carissimo!! Spero di vederti presto a Villa, che è un pò che non ci incontriamo! Bel post, mi piace molto e dico si a 9 punti su 10, ma che nessuno tocchi i miei trucchi!! :D
    Io non credo che un pò di sano make up possa svilire tutto il resto. Caso mai è un valore aggiunto, perchè una donna che si trucca e si vede più bella è una donna più sicura di se, che si mette di più in gioco senza tante paure che un'immagine sbagliata potrebbe dare. E non sono nemmeno favorevole alla questione del "siamo belle come siamo". Credo anzi sia un nostro diritto, ma anche dovere, quello di migliorarci e ben vengano i mezzi che ce lo consentano. Non è con una passata di rossetto che una donna è schiava del mercato. E' un clichè femminile, ok, le donne si truccano, le donne usano i tacchi, le donne sono frivole perchè si truccano ed usano i tacchi. E allora? Che c'è di male nel farlo?
    E soprattutto, CARO MIO, considera l'ipotesi dal mio punto di vista. Pensa se io fossi realmente convinta che siamo tutte belle come siamo e che non serva lasciare da Sephora il mio stipendio..Ma ti immagini in che condizioni deplorevoli andrei in giro di prima mattina? Roba da denuncia a piede libero!!
    Ti abbraccio mio caro, a presto!!
    Poka :)

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  4. @Ale !!!!!!!!!

    Sai, Ale, io non credo che il manifesto demonizzi il make up - nel caso in cui fossi io a non capire e invece lo demonizzasse, sarei io a non farlo.
    Non credo affatto che del trucco svilisca, o renda shiave di per sé. Tutt'altro.
    Credo, però, che sia una questione su cui riflettere se una donna che decide di uscire, fare una passeggiata, andare ad uno spettacolo o a ballare, non riesca a sentirsi a proprio agio se non con il viso truccato. E di sicuro la questione non la fa UNA donna, ma un atteggiamento collettivo, che spesso ho notato.
    Stessa cosa per i tacchi. Io li considero tutt'altro che frivoli - l'idea a cui rimandano è ancestrale, è l'idea degli artigli animali (credo che gli uomini etero si arrapino per questo). Quindi ben vengano i tacchi - li userò anch'io, appena saprò camminarci! - ma che non diventi un diktat del sabato sera - e credimi: ho assistito a tutto ciò.
    Infine. "Siamo belle come siamo". Io ci credo, profondamente. Ma la intendo in un senso ben specifico.
    Credo che il punto 1 si riferisca a tutte quelle pratiche malate, morbose (scendere quei chiletti prima dell'estate, ritocchi esagerati, ecc...). Intendo dire che, se sei donna, puoi sentirti a tuo agio e piacerti con le gambe pelose, sopracciglione e peli sulle braccia, senza sentirti costretta a depilarti PERCHE' donna, come su trampoloni e viso multicolor, se quella è la tua natura.
    Tu mi conosci bene, sai quanto la mia estetica sia lontana dalla maschio-tipo, ma è proprio quella la mia natura. Proprio così: "sono bello come sono".

    ps: mi manchiiiiiiiiiii! :D

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