giovedì 14 luglio 2011

E agita quelle chiappe - tanto te piace!

La (vera) natura maschile risiederebbe dunque nella virilità maschia, e la virilità maschia risiederebbe, secondo l'opinione di molti - politici che ci rappresentano compresi - nella funzione di protettore, difensore della donna - il singolare è voluto - anzi: della propria donna, di uomo forte, sicuro di sé, magari un po' arrogante, che segni i confini delle sue proprietà - la suddetta donna rientra spesso nel pacchetto.
Per anni mi è stato insegnato che, poichè maschio, non posso piangere, non posso comunicare le mie emozioni, parlare con dolcezza, chiedere dolcezza. Ma tra le molte cose di cui questi maledetti stereotipi hanno cercato di privarmi è la libertà di ballare. Quando, dove e come volevo. 
Fin da bambino amo ballare, muovere il mio corpo sulla base di un ritmo. Qualunque esso sia. Adoro la musica tribale, la semplice pop-commerciale anni '90, l'house, il samba, davvero tutto.
Non voglio fare retorica del tipo "ilballocreailmioritmomipermettediunirmiadunritmocosmico" ecc. Tutte cose verissime, ma che, dette e ridette, perdono di efficacia e credibilità.
Mi accontento di ricordare - a voi e a me - quel video che è stato girato quando avevo tre anni: ballavo la lambada nel salone di mia zia, e dalla felicità sudavo ed ero rosso, come quando si arrosisce dalla gioia.
Nel gergo di categoria diremmo "Sfrociettavo da matti!".
Ahimè, non posso postarvi il mio video - non ne sono più in possesso - ma vi propongo questo.





Questo l'evento in cui le coreografie sono state eseguite.
Oltre al fatto che salterei addosso a tutti e tre insieme.
Non vi pare che questo sia una vera immagine maschile? Una delle, ben inteso, ma una. Vera. Voluta.
Non mi stancherò mai di ripetere che la natura di una persona sta nella natura che si è costruita, attraverso la cultura.
Questi corpi stanno parlando. 
E questo?



20 commenti:

  1. anche il modello di intimo comunica (mi pare che sia un modello di intimo), ti comunica l'illusione che se compri quelle mutande diventerai "figo" pure te come quello, che poi è la stessa cosa che dovrebbero comunicare le colleghe donne alla potenziale clientela, tutta la pubblicità anche quella che non ricorre all'eros (eros che nell'intimo è patinato, ma non è gratuito) ti dice la stessa cosa: compra il nostro prodotto e sarai più felice".
    Poi è ovvio che tra le due immagini pur'io preferisco i ballerini (anche se non salterei loro addosso): quelli sono artisti, il fotomodello invece no..i primi parlano il linguaggio dell'espressione artistica (anche la musica pop di largo consumo è espressione artistica per quanto mi riguarda, poi può piacere o meno)..il fotomodello è semplicemente un fustaccione pieno d'olio che ti vende un paio di mutande: è un uomo-oggetto ma negli spot pubblicitari tutto viene "oggettificato" dato che tutto deve essere funzionale alla promozione del prodotto, e nell'intimo mostrare il corpo erotizzato (eros patinato, certo) non è incongruo.cioè non troverai mai un modello mezzo nudo usato per pubblicizzare qualcosa che non c'entra col corpo maschile.

    Comunque non c'entra nulla, ma...viva Beyoncè!

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  2. @Paolo

    Ho qualche dubbio.
    Sono d'accordissimo sulla possibilità - non necessità - di mostrare il corpo per lo spot di un intimo, ma dipende molto dal come, dal cosa si comunica. Voglio dire: invece di un uomo - il succo è proprio qui: questo fustacchione, tra olio, depilazione, pose pro modagay, cosa incarna del maschio che tanto vuole e ci tiene simboleggiare? mah - che si strappa la canotta e mette in mostra il pacco, come in attesa di qualcun* che si abbassi all'altezza del suo bacino, mi piacerebbe vedere un uomo, bello o meno non mi interessa, anche nudo, che magari sorride perchè si sente a suo agio con un certo slip. Per dirne una.
    Ecco. Credo che spostare la oggettivizzazione non sia meno grave su un uomo.

    ps: riguardo Beyoncé. La apprezzo molto, ma devo dire che spesso le sue scelte mi deludono. Si svende molto, trovo.

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  3. nudo non può essere almeno le mutande le deve avere, e mostra il pacco perchè le mutande sul pacco si mettono, per me l'eros patinato in questo tipo di pubblicità è più che giustificato, la pubblicità è "oggettivizzante" o per meglio dire "mercificante" ontologicamente sennò non è pubblicità. Quanto al sorridere, sono d'accordo infatti non capisco perchè fotomodelli e fotomodelle devono sempre avere questo broncio..mah!
    Poi sul fatto di vedere un uomo o una donna "brutti" pubblicizzare l'intimo..la vedo difficile, verrebbe a cadere il messaggio (falso) su cui queste pubblicità si basano e di cui parlavo prima: "compra ste mutande e ti sentirai figo/a come me"

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  4. che poi il tipo di figosità del modello depilato e oleato sia patinatissima, (non so quanto sia "gaya" onestamente, non posso escludere che anche donne etero si possano sentire magari solo superficialmente attrate dal fustaccione e parlo contro il mio interesse dato che fustaccione non sono e non sarò mai) e che i tipi di bellezza (maschile e femminile) siano molteplici, non ci piove

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  5. "La pubblicità è oggettivante", sì, sono d'accordo ma credo che essere modelli sia un lavoro neanche poi tanto facile.
    Diciamo più che altro che ormai ci è passata un immagine piuttosto stereotipata in linea con il tipo di cultura che ci hanno propinato negli ultimi anni.
    Non parlo del tipo con l'intimo postato da Amedeo ma di una questione più in generale. Senza modelli (che alla fine sono attori muti) creazioni di arte della Maison Chanel, di Proenza Schouler o Gautier non sarebbero poi così belli.
    Ripeto, che poi ci sia passata l'idea di un modello o di una modella, magrissimo, più ignorante di una capra e capriccioso è una scelta di marketing che non capisco. La questione del broncio credo sia legata all'effetto/messaggio che si vuole passare. Diciamocelo, molti sono convinti che l'eros venda più della simpatia.
    Certo però che porta non poche soddisfazione...è caruccio il tipo! Qualcuno me lo presenta??? XD

    Seya

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  6. @paolo

    D'accordo su tutto, tranne sulla questione dell' oggettivizzazione necessaria nella pubblicità. Credo che proprio da questa convinzione assurda si origini il diktat per cui chi si presta per una pubblicità, tantopiù se di intimo, DEVE essere bell*.
    Hai ragione quando rilevi che il fine vuole proprio essere quello di farti raggiungere quel modello: indossa quella mutanda e sarai figo come quel modello. Ma è proprio questo che non mi va bene!
    Io indosso quella mutanda perchè la trovo simpatica, mi calza bene e ci sto comodo; perchè voglio giocare col mio partner ... anche perchè mi rende sexy, benissimo, ma tra le tante cose!
    Sinceramente? Quanto vorrei sentirmi sexy con una mutanda sponsorizzata da un tizio bruttino, con occhialetti e barbetta - e che sorrida!

    @seya
    Vera la cosa delle creazioni legate ormai a questo tipo di modeling.
    Ma non sarebbe appunto il caso di miscelare un po' le cose, proporre anche altro?

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  7. ma altro viene proposto solo che non ha rilevanza a livello nazionale o comunque non arriva alla massa...

    Seya

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  8. @seya

    Proprio perchè è ancora la minoranza degli esempi, e perchè noi siamo assuefatt* ai vecchi.
    Continuiamo a proporre, si stancheranno.

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  9. @seya..penso che l'eros sia compatibile con il sorriso
    @Amedeo, anche nella improbabile ipotesi che al posto del figaccione mettano un simil-wooody allen o un sosia di umberto eco, il messaggio sarebbe comunque illusorio: "indossa ste mutande e ti sentirai simpatico, intellettuale, sagace"
    La pubblicità funziona così: mercificazione e illusione, "compra il prodotto tale e sarai più bello, più sano, più felice, più simpatico, più libero, tutti ti ameranno, vivrai una favola ecc..per avere tutto ciò devi comprare, comprare comprare!" ed è normale che se il prodotto riguarda il corpo si punti a metterlo su un bel corpo, se non ti va bene questo non ti va bene la pubblicità commerciale in sè perchè la pubblicità si basa su un inganno consapevole, tutti razionalmente sappiamo che il semplice acquisto di un paio di mutande non ci trasformerà in strafighi/e, così come comprare quell'automobile non ci renderà più liberi/e e felici...però allo stesso tempo ci piace illuderci che potrebbe essere.

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  10. Mi sposto un attimo dall'asse della discussione.
    Io cerco nel mio compagno protezione, rassicurazione e solidità, ma anche dolcezza e tenerezza. Quella che ho accanto deve essere una persona salda e centrata, perché investo sulla relazione il massimo rischio: la mia vita e la mia felicità sentimentali. Poi che sia una persona stravagante, allegra, solare, bizzarra o calma, pacata o burbera sono tratti del carattere secondari. Credo sia importante distinguere il carattere e la personalità. Anche il mio compagno cerca in me la personalità sicura e stabile. La personalità è una cosa che sta su un altro livello non c'entra con le istanze del carattere e del genere.

    Detto questo, biologicamente uomo e donna hanno due strutture fisiognomiche differenti. Prendiamo due ballerini, visto che di questo si parlava nel post. Il ballerino è massiccio, flessibile, potente e forte; la ballerina è sinuosa, fluida, lunga, resistente. Per fare una metafora l'uomo è un poligono, la donna è una spirale. Questo per dire che ci sono delle movenze che sottolineano alcune caratteristiche e che fatte dal ballerino o dalla ballerina hanno una resa diversa. Una serie di salti fatta da un ballerino è indubbiamente più bella che fatta da una donna, viceversa per una serie di pirouettes, soprattutto se in diagonale. è un fatto estetico (nel senso di bellezza dell'arte). è come per il canto, i diversi toni di voce hanno la loro bellezza e danno il meglio di loro in un certo intervallo sonoro.

    In ultimo... beh, ecco... le pubblicità dei vari modelli e modelle di intimo (o abiti o profumi o auto o divani o cibo o...) in genere le trovo ripugnanti. Più che di un altro modello di comunicazione credo proprio sia ora di cambiare il messaggio e spostarlo dalla fascia del modello dell'io a quella delle caratteristiche del prodotto.
    L'unica pubblicità di intimo che apprezzo è quella della pompea :-)

    Baci

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  11. "Senza modelli (che alla fine sono attori muti)"

    no, aspetta, seya, gli attori muti intendendo il periodo del cinema muto erano gente del calibro di Charlot, Buster Keaton, Douglas Fairbanks oppure uscendo dal cinema muto mimi come Marcel Marceau, comici come Jacques Tati e Mr. Bean (che proprio a Tati si ispira)..questi sono attori muti.
    considerare "attore" un modello in posa per una foto o che sfila su una passerella mi pare difficile a meno che non vogliamo considerare attore, in un'accezione molto larga, chiunque si esibisca davanti ad un pubblico o un'apparecchio di ripresa

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  12. @paolo .. intendo attori, ovviamente, con un'accezione larga del termine. Quello che voglio dire è che non sempre (ma purtroppo spesso) si cerco nel modello solo un bel faccino o corpiccino. Ci sono stilisti, fotografi e co. che cercano qualcuno che con il proprio corpo sappia comunicare. Non a caso cercano spesso anche nelle scuole di danza o di mimo, qualcuno per servizi e sfilate (e questo lo dico per esperienza vicina).
    Io non apprezzo la mercificazione del corpo che viene fatta con le pubblicità: trovo molto stupido che per comprare un profumo da uomo io debba vedere un tipo (seppur figo) in mini costume da bagno che esce dal mare. Ma che serve? Il legame tra mare e profumo? (sto pensando alla pubblicità di D&G).
    Quello che dico è: non cadiamo noi negli stereotipi, noi che li vogliamo abolire.
    Ci sono stilisti che pensano che la moda sia una forma d'arte, e io la penso come loro.

    Seya

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  13. Bè una pubblicità che non mercifica il corpo se si parla di intimo e di prodotti per il corpo..mi pare difficile da immaginare, le mutande si mettono sul corpo, anzi sulle sue parti intime, se non mostri il corpo come fai a vendere il prodotto? Mostri solo le mutande con nessuno dentro?
    Quanto ad abolire gli stereotipi, io mi accontenterei che ci si giocasse in maniera intelligente e ironica o che si decostruissero.
    Sulla moda, come forma d'arte..non l'avevo mai vista sotto questo aspetto, ci rifletterò

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  14. @paolo

    Credo che tu esprima due pensieri contraddittori. Dici che la mercificazione di un corpo (maschile o femminile) è inevitabile in un lavoro pubblicitario; subito dopo, però, riconosci il desiderio di lavorare sugli stereotipi per decostruirli.
    Non sono affatto d'accordo sull'idea di mercificazione necessaria. Tu confondi, mi pare, mercificare con mostrare o riconoscere.
    Se un pubblicitario promuove una mutanda, che - hai ragione - contiene i genitali, è chiaro che questi ultimi potranno essere visibili, ma da qui a rendere oggetto passivo ce ne vuole, no?
    Sarò spicciolo: vedere un seno o un bacino femminile o un bacino - pacco e glutei, per intenderci - maschile, mi va benissimo. Li ritengo mercificati quando diventano l'unico elemento messo in rilievo dalla pubblicità, quando sembrerebbe che quel pene o quella vagina stessi diventino i protagonisti e gli interlocutori del pubblico. Non riusciamo a mostrare i corpi delle persone, inserendole in una idea - anche fisica, non parlo di livelli spirituali - totalitaria di persona, e quindi di soggetto?

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  15. @marina

    Incipit condivisibilissimo :-)

    Meno d'accordo, invece - se ho capito bene - con la seconda parte del commento.
    La differenza anatomico-biologica tra uomo e donna c'è, nessuno vuole negarla o ridurla. E che questa influenzi la resa dei movimenti mi sembra un dato, anche interessante, ma evidente. Condiviso, insomma.
    Sono più perplesso, invece, quando parli di bellezza estetica, artistica, in relazioni ai movimenti per come un uomo o una donna possono eseguirli.
    Ho postato questo video proprio per evidenziare come: sì, questi ballerini si muovono in modo forte, stabile - come dicevi tu - potente, ma riproducono esattamente la coreografia originale eseguita da tre donne - simboli perfetti delle gnoccone dei video pop americani, lo trovo su youtube. Proprio per dire che un uomo, con la propria identità, che si è costruito nel tempo, può giocare con il proprio corpo e con la propria estetica, con la propria immagine, quindi con i propri movimenti, e, anche sganciandosi dal "modello maschio virile" (secondo molt*, risultando assai virile.

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  16. Amedeo, il corpo, stereotipi o no, nella pubblicità è mercificato per il semplice fatto che è legato ad un prodotto da vendere ed è collegato ad una illusione (l'illusione che grazie a quel prodotto saremo belli/e, desiderati/e, liberi/e, felici ecc..), che poi mostrare il corpo a figura intera invece che solo "il pacco" sia una forma di mercificazione meno volgare non ci piove, così come sarebbe positivo mostrare un modello o una modella che sorride anzichè il solito broncio, oppure mostrare diversi tipi di bellezza (e nella moda la rivista Vogue ha già cominciato un po' a farlo)

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  17. alla fine credo che il punto sia questo: la musica, il cinema, la letteratura sono certamente inseriti in logiche economiche e commerciali (pure artisti e intellettuali devono mangiare e le case editrici, discografiche e cinematografiche, anche quelle più piccole e "alternative" sono pur sempre imprese private che hanno bisogno di fare profitti per restare in piedi) ma cinema, letteratura e musica, fumetto, serie tv e arte in generale non sono mai solo mercato. La pubblicità invece è solo mercato altrimenti non è, per questo secondo me non si esce dalla mercificazione al di là della questione dello stereotipo

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  18. fermo restando che è giusto lottare per spot televisivi non sessisti e che decostruiscano, ironizzino sugli stereotipi maschili e femminili

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  19. Nel ballo uomo e donna possono tecnicamente fare le stesse cose, ma ci sono gesti che fatti dalla donna o dall'uomo sono più belli perché sono nati per dare il miglior risultato su una struttura fisica di un certo tipo.

    Per fare un altro esempio prendiamo "amore e psiche" di Canova. Sarebbe stata la stessa cosa se fosse stata scolpita in marmo nero? No, ma non perché il marmo nero è brutto a priori, ma perché quella statua in particolare è stata fatta per quel materiale. Prendi le statue di Giacometti, in marmo sarebbero tutta un'altra cosa e forse anche prive di senso.
    Forma (gesto) e sostanza (struttura fisica) in sintonia danno il massimo. Questo non toglie che il gesto possa essere ben eseguito e gradevole comunque.
    I ballerini nel video sono bravissimi (uno un po' fuori tempo, va bè- hanno anche un bellissimo affiatamento- vedi quando a uno cade il cappello) La maggior parte della coreografia è stupenda ma alcune sequenze se fatte da una ballerina sarebbero più belle, non fatte meglio.
    Questo è quello che penso e rispetto il parere degli altri.

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  20. mi sono scordata di dire. non è un fatto di virilità, è un fatto di armonia della danza, di estetica, di bellezza insomma.

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