mercoledì 13 luglio 2011

Interrogarsi

Un paio di anni fa, quando ancora collaboravo con l'associazione romana DGP a favore dei diritti LGBTQ, ho avuto l'immenso piacere - leggi: onore - di partecipare ad un incontro organizzato con due esponenti del femminismo italiano, membri del circolo femminista "Pompeo Magno" di Roma: Edda Billi e Paola Mastrangeli. Qui trovate il primo dei video in sequenza della giornata.
Già allora mi interessavo di femminismo, ma tutto era appena all'origine.
Io stesso ero appena all'origine di me.
Quell'incontro mi spalancò alla comprensione. Capii ciò che dovevo e potevo leggere e conoscere e ammirare e continuare a produrre per vivere una vita consapevole, e per trovare nuovi strumenti per aiutare.
Oggi sono capitato su un video, che riprende la Mastrangeli ad un intervento in occasione della proiezione del documentario di Laura Annibali "L'altra altra metà del cielo" (da me visto e rivisto, ma non il giorno del filmato).
Vi posto il suo intervento, così che possiate goderne un po' anche voi.
Avrei molto da dire - e non poco da sfumare o contraddire - ma vorrei farlo con voi, se vi interessa.



Una cosa è certa.
Più ascolto parlare delle esponenti - teoriche, filosofe o meno - più leggo i loro testi, i loro saggi, la loro narrativa, più mi interrogo su come sono maschio e su cosa questo voglia dire, e più mi rendo conto, con una certa dose di vanità, di quanto la mia personale riflessione sulla mia sessualità, sul mio gender e sui miei incontri e incroci con le altre identità non sarebbe mai stato così proficuo senza i lavori e le parole delle donne femministe.
Spesso superati, vecchi, ormai scontati, a volte proprio sballati, fuori fuoco, per quanto mi riguarda.  Restano, in ogni caso, un patrimonio.

4 commenti:

  1. Al di là del fatto che la tipa che parla (chiedo scusa per l'ignoranza ma non la conosco) è esilarante per l'entusiasmo e la parlata, devo dire che leggere il tuo blog è un piacevole e, perchè no utile, ritorno sui banchi di scuola. Solo che qui posso dire quello che penso senza rischiare di prendere una nota!
    Scherzi a parte, io di femminismo so poco. E' una questione che mi sta a cuore ma, specialmente negli ultimi anni, ho acquisito una buona consapevolezza di me e non sento la necessità di pretendere qualcosa che già sento di avere. E' un discorso un pò egoista, lo so, ma preferisco essere sincera.

    Concordo con quello che ha detto la signora del video al 95%. La storia non è mai stata dalla parte delle donne eppure io non voglio vedere solo i lati negativi. Questa assenza ci dà la possibilità di rivendicare qualcosa, di portare movimento e cambiamento, di rinnovarci e dunque di non stare fermi ad un grado di stasi sociale inaccettabile.
    Il 5% su cui sono parzialmente d'accordo riguarda la questione omosessuale. Concordo sul fatto che gli uomini gay abbiano una visione diversa delle donne rispetto ad etero e bisex, ma non necessariamente amano le donne. Così come c'è la divisione all'interno del gruppo lesbico, io credo ci sia anche nel gruppo gay.
    In ogni caso la conclusione dell'intervento è magistrale e credo che alla fine il problema nella società attuale si concretizza in una parola. Televisione. E con televisione, anche cultura mediatica. Fino a che non passeranno modelli positivi del mondo femminile, le cose non cambieranno.
    Forse dovremmo direttamente imparare a non avere dei modelli ..

    Seya

    PS: LGBTQ...Q??????

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  2. Innanzitutto.
    Grazie del pensiero che esprimi, sono lusingato e anche un po' emozionato.


    Sono piuttosto d'accordo con te sulla riflessione riguardo gli uomini gay in relazione alle donne. Per esperienza diretta misuro un altissimo, a volte sgradevole e spaventevole tasso di misoginia da parte di maschi gay. A volte si tratta di odi passati - alcuni mi dicono di avercela con le donne per via del separatismo dei '70 - altre si tratta di qualcosa, a mio avviso, di più complesso.
    Non è raro che un maschio gay, solitamente molto giovane, adolescente o prima, si ibridi. Prenda una sua idea di donna e la faccia propria. Nel mio caso, mi aiutava a difendermi, a sentirmi meno maschio, e quindi meno offeso dalle ingiurie.
    Ecco, credo che la cosa sia molto delicata, ma molto interessante.

    ps: LGBT - Q: QUEER! cerca, cerca ... ;-)

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  3. Sai, credo sia molto legato anche alla singola storia di ciascuno. Non si può pretendere che un ragazzo gay con un difficile passato alle spalle con le donne, possa apprezzarle o amarle.

    Invece, ieri sera prima dell'inizio del film, ho chiesto a mia madre cosa ne sapesse lei di femminismo..è un pozzo di conoscenze! Tutte le persone che nomini tu nel blog, lei le conosce. E ho anche scoperto che mia zia è addirittura più ferrata. Sono caduta dalle nuvole! Poi mi ha fatto riflettere.
    Lei è del '60 e mia zia del '53 quindi, come giustamente mi diceva, loro l'hanno vissuta in prima persona la questione femminista (sembra poi che mia zia fosse anche un'attivista molto agguerrita!). Secondo lei, però, oggi il movimento femminista non è più tale. E' più un movimento "Quote Rosa", ovvero un gruppo che deve giustamente tenere vivi gli ideali femministi e che deve assicurarsi di mantenere le posizioni conquistate. Non ha senso posizionare donne in punti lavorativi e politici "di facciata" e farsi belli dicendo di prendere in considerazione la questione femminile, bisogna combattere per entrare veramente nei gruppi di potere.

    Seya

    PS So cosa significa Queer ma non l'ho mai identificato con un orientamento sessuale a parte...XD

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  4. Buon per te, allora: sfrutta le tue donne di casa per sapere, tu che ce le hai così vicine! ;-)

    Riguardo al neofemminismo.
    In questi ultimi tempi è tema di grande dibattito, su blog vari. Cambiano i tempi, cambiano pure i mezzi, i canali.
    La rete ha rivoluzionato molto. Sembrerebbe che sia proprio da lì che partano le migliori iniziative. O almeno, anche da lì.
    Le quote rosa. Siamo in molt* a pensare che non siano l'ideale, ma data la situazione, per arrivare ad una maggiore sensibilità quindi all'abitudine di trovare donne in punti di forza, occorre darci una svegliata. Forzata, se è il caso.

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