giovedì 7 luglio 2011

Opinioni sulla questione femminile

Riporto dal blog di Giovanna Cosenza:

In attesa della manifestazione «Se non ora quando, un paese per donne?», che si terrà a Siena il 9 e 10 luglio, Annamaria Testa e io abbiamo fatto una chiacchierata sulla questione femminile in Italia, su ciò che è accaduto negli ultimi tre o quattro anni, sull’accelerazione degli ultimi mesi, sul femminismo storico, sul futuro, le difficoltà e i rischi del movimento neofemminista italiano.
Ne è venuto fuori un video di venti minuti per Esemplare tv, la neonata web tv di Didi Gnocchi.
(Manca il preview, perché l’embedding oggi aveva qualche problema, ma se fai clic il video funziona.)


6 commenti:

  1. ciao, grazie per il video.
    Domanda: tu pensi che creare un nuovo immaginario femminile, creare un attacco contro la attuale idea di donna in modo che esso sia anche e soprattutto propositivo, sia possibile? E in che tempi?
    Non è un attacco, è una domanda...io proprio non so rispondere...mi piacerebbe che accadesse e nel mio piccolo ci provo, non permettendo a nessuno di chiudermi dentro ad una idea fissa di me, ma non so quanto questo sia possibile a livello nazionale..
    mah..

    Seya

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  2. Grazie a te.
    Sai quale sarebbe, credo, la più grande delle rivoluzioni? Non parlare più di "idea di donna" ma di "donne". Esistono le donne, tante donne, tante donne diverse tra loro per lingua, razza, istruzione, gusto estetico, biografia, occupazione.
    Secondo me tu tocchi il punto quando scrivi "non permettendo a nessuno di chiudermi dentro ad una idea fissa di me". Credo sia la cosa migliore.
    Ogni donna è una persona, è una storia, e vorrei che tutt* le lasciassimo fare la vita che vuole, senza richieste, giudizi e comandamenti.

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  3. Non sono d'accordo sul momento della svolta. E' arrivato ben prima del 2011 e precisamente nel 2009 con il documentario di Lorella Zanardo. Senza quel momento catartico che ha gridato "Il re è nudo" visto da oltre 3 milioni di persone le mobilitazioni soprattutto delle più giovani non sarebbero state così numerose, proprio come le piazze, anzi la piazza, quella del 13 febbraio.

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  4. @giorgia

    Capisco cosa intendi, e sono d'accordo.
    Sono convinto che senza il lavoro grandioso di lorella il terreno npn sarebbe mai stato così fertile. Di sicuro.
    Trovo, però, che al movimento - del popolo, di noi, e non solo delle organizzatrici di snoq - vada riconosciuto il merito di aver catalizzato e raccolto in un unico abbraccio tutti questi grandi sconvolgimenti dello spirito degli italiani e delle italiane.
    Non si può negare, Giorgia, che i nostri media non ci degnano di alcuna attenzione. Per qaunto scocci ammetterlo, una buona dose di visibilità ci ha raggiunto proprio con il 13 febbraio.
    Ripeto: non sto elogiando le organizzatrici di snoq - brave, cmq, ma seguo i dibattiti in corso - ma noi, tutt* noi!

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  5. Ecco, amedeo, chiediamocelo: perché Repubblica ci ha dato visibilità solo per il 13 febbraio (non a noi, ovviamente, ma all'organizzazione). Fatti una domanda e datti una risposta. Io me la sono già data.
    Riconoscevo allora e riconosco ancora il merito di avere organizzato una grande manifestazione nazionale seppur grazie a soldi e visibilità data dai partiti (o un partito?) e sindacati. Finché tutto questo lo si metteva a disposizione della mobilitazione delle donne non c'è problema, nel momento in cui viene usato per catalizzare l'attenzione delle mobilitazioni solo su SNOQ allora non va bene affatto. Anzi, si rischia l'effetto contrario: che il grande lavoro di innalzamento della consapevolezza si banalizzi dietro a un fiocco rosa perché ricordati che un movimento a voce unica è facilmente strumentalizzabile mentre una mobilitazione diffusa e con anime assolutamente differenti sfugge alle facili catalogazioni. E ricordati che mettere il cappello alle cose alla lunga rischia di portare in piazza sempre meno gente. Cmq il mio non è ostracismo nei confronti di snoq, l'ho detto e lo ripeto: giusto ieri ho detto che avrei sponsorizzato un gruppo sul linguaggio che ha deciso di chiamarsi SNOQ. La mia è una critica profonda e fondamentale che costringe a interrogarsi e fare delle scelte consapevoli. Io per ora la mia l'ho fatta. Continuare come ho sempre fatto, con un occhio di riguardo ancora maggiore per quelle forme di collaborazione e partecipazione che hanno l'obiettivo di evolvere la cultura come il Fem Blog Camp. Un abbraccio.

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  6. @Giorgia

    Quello che io contestavo del tuo commento precedente era solo la volontà di stabilire la svolta in fasi - o forse con tempi - diversi.
    Questo tuo ultimo commento lo condivido dalla prima all'ultima parola.
    Prometto che continuerò a meditare.

    Un abbraccio

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