giovedì 28 luglio 2011

Senza i nomi le cose non esistono

Dopo aver tradotto per tutto il giorno, con qualche parolina e verbo russo che circolano ancora in testa - sapete, quelli di cui ricordi la forma ma non il significato - decido di guardare un buon film.
Quelle due (titolo originale The children's hour), un film del 1961, con Audrey Hepburn e Shirley MacLaine. Racconta la storia di queste due amiche storiche che decidono di aprire e gestire insieme un istituto femminile. Uno scandalo di omosessualità le coinvolge, e da qui le vite di entrambe saranno stravolte.
L'ho trovato un film strepitoso.
Non solo le riprese - di quelle vecchie, che mozzano molte parti. Non solo le espressioni superiperinquadrate delle protagoniste, con quelle lacrime stranissime. Non solo il bianco e nero.
La cosa che più mi ha fatto riflettere è stata la dichiarazione d'amore di una delle due donne, di una modernità inaspettata.
Sono molti i gay e le lesbiche che lo dicono, che lo raccontano - di come capire cosa si sente sia lo scoglio più duro, più alto, di tutta la propria scoperta affettiva. Di come capire che senza un nome una  cosa non c'è, e per questo non se ne può parlare.



2 commenti:

  1. "Di come capire che senza un nome una cosa non c'è, e per questo non se ne può parlare."
    sottoscrivo in pieno e capisco il senso di queste tue parole....se ti capita leggi " chiamami col tuo nome " di Andrè Aciman - ediz. Guanda
    è bellissimo..descrive appieno la scoperta dell'omosessualità e la difficoltà di capire chi si è finchè non lo si dice ad alta voce...ciao ^^

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  2. Aja, aja ...
    Purtroppo ho brutti ricordi legati a quel libro - sai che ti dico, e' ora di esorcizzare!

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