domenica 21 agosto 2011

A fatica, ma sono vivo!

Ciao a tutt*, amori miei!
Giusto due righe per darvi notizie di me.
Volete un plan della mia giornata tipo?

- h. 06.40 circa: inizio a svegliarmi, ma non per alzarmi, sapete ... quando apri gli occhi in ansia perchè hai paura di non svegliarti in tempo - "oddio, se mai mi capitasse? Papà mi ha dato i suoi soldi e io li spreco .. vabbè, 'na volta, che fa? Mmmh, voglio essere baciato ...uff, che caldo devo finire gli esercizi cazzo! - oppure perchè devi fare la cacca.
- h. 07.00: sveglia ufficiale.
Mi alzo, colaziono, mi lavo, rifaccio il letto, mi preparo la borsa ed esco, dopo aver chiuso questi 200 mq di casa (attico) tutti per me.
-h. 08.30 - 13.00: russo, russo, russo, russo, russo .... con qualche minuto di pausa tra un'ora e l'altra.
Ah, excursus.
Ho 4 insegnanti: due russe e due italiane.
Una russa ci fa conversazione e attualità, l'altra scrittura e listening.
Una italiana - che è una grossa! - ci insegna russo commerciale e giuridico (traduciamo certificati di nascita, di matrimonio, atti legali in genere, permessi per badanti, ma ci insegna anche a curare i rapporti telefonici e di corrispondenza con le aziende russe (leggi: ci insegna letteralemente come non farsi mandare a cagare dalle segretarie russe e come vendere a tutti i costi i nostri prodotti rompendo le palle con "qualità italiana!".
L'altra italiana ... ci insegna IL russo: i 28 verbi di moto, con tanto di prefissi e non, gli aspetti del verbo a livelli complessi, le eccezioni, e poi un mare, un vero mare di lessico.
Riprendiamo.
- h. 13.00-14.30: pausa pranzo. Mensa eccellente. Compagnia pure - ho una classe fighissima!
- h. 14.30 - 18.00: russo, russo, russo, russo ....
Torno a casa. Bucato. Stiraggio. Pulisco un po' casa con sotto della musica. Annaffio i due terrazzi di piante. Studio. Tanto. Ceno. Studio. Tanto. Mi costringo a vedere un po' di tele, un film magari, e poi crollo.
E si ricomincia.
Proprio ciò che volevo! Studio distruttivo!

domenica 14 agosto 2011

Si parte per il cemento imbellettato!

Pieno d'inquietudine - che so spiegarmi quasi del tutto, ahimè - il vostro Ame vi manda un grande saluto, a tutt*. Sono in partenza per Bergamo, dove seguirò per due settimane questo seminario internazionale presso l'Universirà della città.
Spero si riveli una bella esperienza, per tutto. 

Ovviamente non smetterò di leggervi, né, se avrò da dire, di scrivere.
Giusto un salutino ai miei amici e alle mie amiche cyber !

Vi lascio, infine, un piccolo regalo. Magari passa anche la vostra, di inquietudine.



mercoledì 10 agosto 2011

Pure una rumena ...

Poco fa ero dal mio parrucchiere - spuntatina necessaria alle "sfibre" dei miei Sansoni. 
Il mio parrucchiere, nonchè mio zio, è il vicesindaco del mio paese, quindi potete immaginare come tutti coloro che vengono da lui gli si accollino per chiedere qualche favore - tipo: "Lo so che la casa che sto costruendo è abusiva, ma non puoi chiudere un occhio? Sì sì, questa lunghezza è perfetta!"; oppure: "Maaaaaa, non puoi trovare un lavoro a quel disgraziato di mio figlio?". Robe così.
Oggi un signore gli chiedeva spiegazioni a proposito delle pessime condizioni in cui la mattina ritroviamo la nostra piazza del paese - bottiglie che rotolano a tutta birra e simili. 
Sig: "Che poi j'ho detto ar proprietario der bar di fronte ... ma non poi pija' quarcuno che t'aiuta? Pure 'na rumena che la mattina te pulisca de fori! ..."
Ma "pure" de che?!
Se proprio vuoi apparire cafone, dì semplicemente "Prendi 'na rumena!", ma "pure 'na rumena" non lo sopporto. 
Pure. Alla peggio. Male che vada. Nel peggiore dei casi. Che te costa. Che ce rimetti.
Idiota.

martedì 9 agosto 2011

Aperture o ristrettezze? Decidiamoci.

Un mio amico mi fa presente questo articolo: si parla dell'applicazione Grindr, ad oggi creata solo per il mondo gay, che permette di localizzare e identificare persone del tuo stesso orientamento sessuale che si aggirano nei paraggi. 
Un geolocalizzatore provvisto di gay-radar a tutti gli effetti.
Ne avevo già parlato qui, appena venutone a conoscenza, già piuttosto basito.
Dopo aver letto l'articolo non posso che confermare tutta la mia preoccupazione e il mio disappunto.

1. "Vuoi incontrare persone del tuo stesso orientamento sessuale? ... "
Mah, io ... veramente ... mi basterebbe incontrare persone - e di sicuro tra loro ci saranno anche froci, prima o poi!

2. [continua] " ... Grindr ti permette di scovarlo"
So benissimo che il verbo non è stato scelto casualmente dalla giornalista - sento già il chiacchiericcio - ma in effetti mi sembra l'unico appropriato a descrivere lo scenario.

3. La cosa che più mi ha colpito, però, è la chiusa dell'articolo.
Sul suo blog Marco riconosce in tutta nonchalance la funzione di supermercato dell'applicazione: lei pensa a segnalarti quanto si trova vicino colui che potrebbe sbottonarti la patta, tu pensi a sfogliarti un po' di foto, che nella maggior parte dei casi sono di nerchie extralarge in primo piano, chiappe e bocche a culo di gallina - e lo so perchè ho chiesto ad un amico di mostrarmene il funzionamento - scegli colui che ti vuoi sbattere e, sperando che ci stia, gli scrivi due righe, magari maliziose.
Ora.
Al di là del fatto che non è vero che tutte le persone che ne fanno uso cercano sesso - il mio amico stesso non rientra nella lista, ma immagino siano molti di più coloro che vi ricorrano per insicurezza o paure varie - credo fermamente che, in ogni usa funzionalità, questa applicazione sia dannosa. Direi quasi vergognosa.
Mi ci sono voluti anni per accettare l'uso delle chat, se impiegate con buon senso. Io stesso, in momenti di grande solitudine, anche nei piani bassi, un paio di volte mi ci sono tuffato per conoscere qualcuno. Poi, l'essere finito a parlare di letteratura russa con le due o tre persone interessanti fa di me uno poco sveglio, nel campo. Resta il fatto che ne capisco l'uso. Si chiacchiera, si gioca, magari ci si incontra, si fa sesso perchè ci si piace, e non poche volte ci si innamora.
Ma ciò che continua ad agire - e che invece in questa applicazione manca del tutto - è l'estensione degli orizzonti. 
In un mondo in cui cerchiamo di allargare, quasi di slabbrare i confini, per vivere in libertà, com'è possibile desiderare di restringersi così?

domenica 7 agosto 2011

Notizie

Stamane vi riporto un paio di notizie. Stavo per aggiungere "dalla scena LGBT", ma sarebbe stato un grave errore.

Uno studente omofobo è stato sospeso per un anno intero dall'Università Bocconi. La Repubblica.

E' morto l'ultimo uomo omosessuale sopravvissuto all'olocausto. Credo meriti di essere ricordato, almeno come rappresentante di una minoranza. La Stampa. New York Times.


giovedì 4 agosto 2011

Sei poco astratta e poco logica - non vai bene

"Le donne hanno grande talento ma nessun genio perchè rimangono sempre soggettive", scriveva Schopenhauer.
Ho ritrovato questo aforisma guardando Vogliamo anche le rose (2007) di Alina Marazzi, film-documentario che ricostruisce la nascita e gli sviluppi del movimento femminista italiano degli anni '70, attraverso la lettura di diari e il racconto personale di tre donne italiane appartenenti ad ambienti e condizioni socio-culturali diverse.
Ricchissimo di immagini e video d'archivio, lo consiglio caldamente. A tutt*.

Sì, è vero, parliamo di un tizio che ricorda molto una caricatura dei personagi di Verdone - la voglia e il livello di eversività sono praticamente le stesse. Un po' un Massimo Fini di altri tempi. Un coglione.
Le sue parole restano tuttavia importanti, perchè sappiamo bene essere condivise da molte, moltissime persone e comunità.
E' assai diffusa l'idea secondo cui le donne, che per definizione non sanno e non possono ricorrere ad un pensiero logico-razionale, all'astrazione, poichè troppo umorali, non possiedano la capacità di cambiare il mondo e di agire su di esso. Anche il loro linguaggio e la loro comunicatività viene bersagliata: affettività ed emotività in eccesso, superflue, sembrerebbero ostruire il pensiero, il pensiero quello potente, potenzialmente efficace. Ne parlavo già qui.
Senza contare l'offensiva generalizzazione che si fa a scapito delle donne, considerando per assurdo che questo assunto sia vero, la trovo una pura idiozia.
E con questo post non voglio solo difendere le donne da questa accusa assurda, ma voglio riaffermare un valore che è anche mio, e che spesso, da persone assai colte e brillanti, mi è stato imputato come difetto. 
Quello di usare la mia emotività, le mie sensazioni, le mie esperienze personali, la mia storia, le mie letture, il mio corpo per filtrare discorsi, parole, messaggi, richieste. Mi è stato detto che non è pensiero, che non posso partecipare ai discorsi, li devo produrre e basta. 
Qui si aprirebbe un discorso troppo ampio, che merita post tutti per sé, ma è intuibile, no? Questa è per me una delle più strette connessioni che esiste tra il movimento delle donne e quello gay: trovo che entrambi debbano - e non perchè non sappiano fare altrimenti, ma perchè è una ricchezza straordinaria! - ricorrere a canali di comunicazione che non siano più solo i vecchi, i maschili tradizionali. Perchè sappiamo bene che il maschile tradizionale è fondato su questo.
Se oggi sono ancora psicologicamente - o forse non solo - vivo, lo devo alla mia grande capacità di partecipare alle persone e con le persone al mondo. Con tutti i miei filtri. Teniamoceli stretti.

In questi giorni sto leggendo Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna di Luisa Muraro. 
Molto di ciò che scrive non lo condivido affatto, segue un pensiero che io trovo dannoso, ma a questo proposito dice una cosa importante:

"Se parlo di me, se racconto la storia della mia vita, l'asse terrestre si sposterà."

Infine.
Mi torna in mente un aneddoto che Stefano racconta spesso.
Quando lui ha comunicato al suo datore di lavoro l'intenzione di andare in congedo parentale, quest'ultimo ha risposto: “Non potremmo mai dare da gestire la nostra risorsa più importante, le persone, a chi non si prende cura della propria famiglia”.
Significativo, direi.

Aggiornamento.
Non credo affatto che questa sia l'unica risorsa (emotiva, comunicativa, politica) delle donne. Credo, però, che sia stata una delle poche permolto tempo.
Nulla di innato, dunque, o naturale. Per questo, non mi fido totalmente del pensiero della differenza, che vuole fare di queste caratteristiche LE caratteristiche femminili, che le donne devono tenersi strette.
Io credo che tutt* dovremmo tenercele strette, e chi non ce le ha, beh, che le sviluppi.