martedì 9 agosto 2011

Aperture o ristrettezze? Decidiamoci.

Un mio amico mi fa presente questo articolo: si parla dell'applicazione Grindr, ad oggi creata solo per il mondo gay, che permette di localizzare e identificare persone del tuo stesso orientamento sessuale che si aggirano nei paraggi. 
Un geolocalizzatore provvisto di gay-radar a tutti gli effetti.
Ne avevo già parlato qui, appena venutone a conoscenza, già piuttosto basito.
Dopo aver letto l'articolo non posso che confermare tutta la mia preoccupazione e il mio disappunto.

1. "Vuoi incontrare persone del tuo stesso orientamento sessuale? ... "
Mah, io ... veramente ... mi basterebbe incontrare persone - e di sicuro tra loro ci saranno anche froci, prima o poi!

2. [continua] " ... Grindr ti permette di scovarlo"
So benissimo che il verbo non è stato scelto casualmente dalla giornalista - sento già il chiacchiericcio - ma in effetti mi sembra l'unico appropriato a descrivere lo scenario.

3. La cosa che più mi ha colpito, però, è la chiusa dell'articolo.
Sul suo blog Marco riconosce in tutta nonchalance la funzione di supermercato dell'applicazione: lei pensa a segnalarti quanto si trova vicino colui che potrebbe sbottonarti la patta, tu pensi a sfogliarti un po' di foto, che nella maggior parte dei casi sono di nerchie extralarge in primo piano, chiappe e bocche a culo di gallina - e lo so perchè ho chiesto ad un amico di mostrarmene il funzionamento - scegli colui che ti vuoi sbattere e, sperando che ci stia, gli scrivi due righe, magari maliziose.
Ora.
Al di là del fatto che non è vero che tutte le persone che ne fanno uso cercano sesso - il mio amico stesso non rientra nella lista, ma immagino siano molti di più coloro che vi ricorrano per insicurezza o paure varie - credo fermamente che, in ogni usa funzionalità, questa applicazione sia dannosa. Direi quasi vergognosa.
Mi ci sono voluti anni per accettare l'uso delle chat, se impiegate con buon senso. Io stesso, in momenti di grande solitudine, anche nei piani bassi, un paio di volte mi ci sono tuffato per conoscere qualcuno. Poi, l'essere finito a parlare di letteratura russa con le due o tre persone interessanti fa di me uno poco sveglio, nel campo. Resta il fatto che ne capisco l'uso. Si chiacchiera, si gioca, magari ci si incontra, si fa sesso perchè ci si piace, e non poche volte ci si innamora.
Ma ciò che continua ad agire - e che invece in questa applicazione manca del tutto - è l'estensione degli orizzonti. 
In un mondo in cui cerchiamo di allargare, quasi di slabbrare i confini, per vivere in libertà, com'è possibile desiderare di restringersi così?

10 commenti:

  1. Sono perfettamente d' accordo con te, d' altronde c' è gente al mondo che non ha il minimo problema a cercarsi la scopata e basta, e sicuramente si risparmia un mucchio di tempo in questo modo e trovi solo quelli che come te quello cercano. La gente cerca di restringersi la vita in molti modi, e questo è semplicemente uno dei tanti.

    Amedeo, noi abbiamo una cosa infinitamente meglio ed è il blog. È un potentissimo strumento di selezione, perchè la gente ti può raccontare palle, mettersi le lenti a contatto colorate e non è detto che uno che conosci di persona lo conosci meglio in una chiacchierata di un paio d' ore da capire se ti interessa continuare a frequentarlo o meno. A volte si, ma non è detto. In due ore se ti leggi il concentrato che uno riesce a mettere di se in un blog, sai una serie di cose fondamentali di quella persona e sai benissimo se la base è compatibile alla tua o no. Magari capisci un po' meno se questa persona può farti sangue, il sesso in fondo è una funzione umana abbastanza limitata.

    Quindi se una certa scena gay ha bisogno di uno strumento del genere, ottimo che ci sia, ma se a te interessa dell' altro inutile che stai al gioco. Poi che la cosa conferma la mia teoria che i maschi etero in cerca di sesso invidiano ai gay proprio questa mancanza di complicazioni (eh, porelli, hanno a che fare con le donne), deve avere a che fare con la mia limitatezza sull' argomento-). Un motivo in più per farsi odiare da certa gente.

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  2. Mi permetto di postare il link della mia riflessione sul tuo post.
    Spero non tu non ti offenda!

    Un bacio

    http://dariotubiana.blogspot.com/2011/08/oggi-lotta-per-la-liberta.html

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  3. Continuo a detestare l'applicazione, come già ti avevo detto nel post precedente. L'impersonalità di cui si caratterizza è sconcertante. Come se passeggiando serenamente, si attivasse una suoneria e tu fossi costretto ad avvicinarti al balloccio (ma anche bruttoccio!) di turno per proporti...ma dai! Una persona la conosci se ti interessa! Se ti piace! Se ti stuzzica!
    Che gran cavolata..


    Seya

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  4. @dario
    Scherzi?! Desidero che voi lo facciate sempre! ;-)

    @mammamsterdam
    Sono d'accordo.
    Non sono, però, così flessibile sul "Ne hai bisogno? E allora, anche se non mi interessa, va bene". Mi interrogo e rinterrogo su ciò che vedo, e trovo questo un approccio che rischia di essere dannoso.

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  5. Sai Ame, credo che sia tutto legittimo finchè non diventa limitante, dalle dark room alle applicazioni per telefonini. Non sono mai stato in una dark room e non credo utilizzerò mai questa applicazione, ma se un'amico mi dicesse che frequenta dark room o usa questa applicazione l'unica cosa che gli chiederei è se lo fa in maniera consapevole e con la necessaria leggerezza (leggi: distacco critico). E' sempre il modo in cui si usa un mezzo che può determinare il "danno" .... No?

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  6. @Steno

    Posso essere lapidario? NO.
    Credo sia ora di liberarsi dalla scusante - usata per tutto - del distacco critico.
    Io parlavo di danno sociale, non individuale. Se io, singolo ragazzo gay, uso Grindr per conoscere qualcuno, non rischio di provocare danno ad altri. Al massimo perdo - a mio avviso - delle altre possibilità più interessanti e meno artefatte di conoscere gente o per cercare sesso.
    Come mezzo sociale, però, ha tutto un altro impatto.
    Io sono stato in dark room - in Russia, oltretutto: immagina l'eleganza! - e in un certo senso, pur rimanendo sul soft, mi è pure piaciuto. Ma, come dicevo, era un tentativo singolo di una persona singola.
    Nel caso di Grindr, invece, la maggior parte delle persone - me lo spiegava anche il mio amico - sono assidui frequentatori, che probabilmente usano questo mezzo come unico o quasi unico mezzo di conoscenza. Sono degli habitué, e habitué su habitué fanno una rete di habitué.
    Allora mi chiedo: ma abbiamo davvero intenzione di perdere le possibilità reali di guardarci su una metro, piacerci e incontrarci?

    Ripeto, infine, che il mio stupore è dato dal fatto che questa applicazione funzioni a mo' di radar!

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  7. Beh, è quello che dicevo: usarlo "come unico o quasi unico mezzo di conoscenza" vuol dire usarlo in modo scorretto - da lì viene il danno. Non credo di per se possa minare la possibilità di tutti di "guardarsi su una metro, piacersi e incontrarsi".

    Ok, è un mezzo che lascia perplesso anche me di impatto, ma riconosco in questo un'atteggiamento reazionario (nel senso letterale di reazione ad una cosa nuova cui non siamo abituati). Riflettendoci non credo che nuove forme di "relazione" compromettano quelle "tradizionali". Si, insomma: non credo che si smetterà di guardarsi negli occhi per strada perché fondamentalmente non riconosco alla tecnologia una tale autorità.

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  8. @Steno

    Un'altra cosa di cui voglio alleggerirmi è l'accusa - non da parte tua, ben inteso - di essere reazionario perchè non cedo o condivido tutte le novità, in una qualunque sfera.
    Come ho già scritto, io sono assai d'accordo con l'uso delle chat. Le ho frequentate negli anni molto di rado, e mai per incontri, ma mi sono anche divertito molto! MI ci è voluto molto tempo per entrare nel meccanismo - lì sì che ero vecchio! - ma poi ho capito che è un modo nuovo, diverso, a cui uno può sentirsi di ricorrere o meno, non molto diverso da conoscere qualcuno nei locali, in fondo - di frequentare gente, a scopo sessuale e non. Perchè non approfittarne?
    Qui, invece, non capisco, sinceramente, di cosa potrei approfittare. Di un allarme che mi suona quando a X km da me c'è un altro gay?! Ma io di gay ne ho conosciuti nelle più disparate situazioni, anche le più impensabili, e mi sento soffocare - ristrettezze, non a caso - al pensiero che qualcuno o qualcosa (una macchina) mi segnali una grande opportunità!
    Mi guardo intorno e vedo già molte persone del tutto incapaci di relazionarsi vis-à-vis. In un quadro già così desolante, Grindr non mi sembra una mano santa.

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  9. La capacità di relazionarsi vis-à-vis dovrebbe esserci a prescindere. Appigliarsi a Grindr per colmare una propria incapacità di relazione è un altro modo che credo improprio di utilizzare il mezzo!

    Poi Ame, ovvio che non è una cosa che si adatta alla personalità di tutti. Tu magari - e anch'io - non sei tipo da ricercare una relazione in modo così meccanico, ma di contro sappiamo che di tipi così ce ne sono, e hanno tutto il mio rispetto se lo fanno in modo consapevole!

    Hanno accusato anche me di essere reazionario, ed in parte è vero ... ad alcuni cambiamenti "reagisco" (non ho nessun problema a riconoscerlo). Non lo sono nei confronti delle tecnologie, solo perché non ritengo abbiano un reale potere di cambiare le relazioni tra le persone. La relazione tra gli uomini sopravviverà a qualsiasi invenzione, ne sono convinto.

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  10. Io questa convinzione non ce l'ho. Credo che le abitudini, stratificate e normalizzate nel tempo, possano minare la capacità di relazionarsi, e mi dispiacerebbe.

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