giovedì 4 agosto 2011

Sei poco astratta e poco logica - non vai bene

"Le donne hanno grande talento ma nessun genio perchè rimangono sempre soggettive", scriveva Schopenhauer.
Ho ritrovato questo aforisma guardando Vogliamo anche le rose (2007) di Alina Marazzi, film-documentario che ricostruisce la nascita e gli sviluppi del movimento femminista italiano degli anni '70, attraverso la lettura di diari e il racconto personale di tre donne italiane appartenenti ad ambienti e condizioni socio-culturali diverse.
Ricchissimo di immagini e video d'archivio, lo consiglio caldamente. A tutt*.

Sì, è vero, parliamo di un tizio che ricorda molto una caricatura dei personagi di Verdone - la voglia e il livello di eversività sono praticamente le stesse. Un po' un Massimo Fini di altri tempi. Un coglione.
Le sue parole restano tuttavia importanti, perchè sappiamo bene essere condivise da molte, moltissime persone e comunità.
E' assai diffusa l'idea secondo cui le donne, che per definizione non sanno e non possono ricorrere ad un pensiero logico-razionale, all'astrazione, poichè troppo umorali, non possiedano la capacità di cambiare il mondo e di agire su di esso. Anche il loro linguaggio e la loro comunicatività viene bersagliata: affettività ed emotività in eccesso, superflue, sembrerebbero ostruire il pensiero, il pensiero quello potente, potenzialmente efficace. Ne parlavo già qui.
Senza contare l'offensiva generalizzazione che si fa a scapito delle donne, considerando per assurdo che questo assunto sia vero, la trovo una pura idiozia.
E con questo post non voglio solo difendere le donne da questa accusa assurda, ma voglio riaffermare un valore che è anche mio, e che spesso, da persone assai colte e brillanti, mi è stato imputato come difetto. 
Quello di usare la mia emotività, le mie sensazioni, le mie esperienze personali, la mia storia, le mie letture, il mio corpo per filtrare discorsi, parole, messaggi, richieste. Mi è stato detto che non è pensiero, che non posso partecipare ai discorsi, li devo produrre e basta. 
Qui si aprirebbe un discorso troppo ampio, che merita post tutti per sé, ma è intuibile, no? Questa è per me una delle più strette connessioni che esiste tra il movimento delle donne e quello gay: trovo che entrambi debbano - e non perchè non sappiano fare altrimenti, ma perchè è una ricchezza straordinaria! - ricorrere a canali di comunicazione che non siano più solo i vecchi, i maschili tradizionali. Perchè sappiamo bene che il maschile tradizionale è fondato su questo.
Se oggi sono ancora psicologicamente - o forse non solo - vivo, lo devo alla mia grande capacità di partecipare alle persone e con le persone al mondo. Con tutti i miei filtri. Teniamoceli stretti.

In questi giorni sto leggendo Non è da tutti. L'indicibile fortuna di nascere donna di Luisa Muraro. 
Molto di ciò che scrive non lo condivido affatto, segue un pensiero che io trovo dannoso, ma a questo proposito dice una cosa importante:

"Se parlo di me, se racconto la storia della mia vita, l'asse terrestre si sposterà."

Infine.
Mi torna in mente un aneddoto che Stefano racconta spesso.
Quando lui ha comunicato al suo datore di lavoro l'intenzione di andare in congedo parentale, quest'ultimo ha risposto: “Non potremmo mai dare da gestire la nostra risorsa più importante, le persone, a chi non si prende cura della propria famiglia”.
Significativo, direi.

Aggiornamento.
Non credo affatto che questa sia l'unica risorsa (emotiva, comunicativa, politica) delle donne. Credo, però, che sia stata una delle poche permolto tempo.
Nulla di innato, dunque, o naturale. Per questo, non mi fido totalmente del pensiero della differenza, che vuole fare di queste caratteristiche LE caratteristiche femminili, che le donne devono tenersi strette.
Io credo che tutt* dovremmo tenercele strette, e chi non ce le ha, beh, che le sviluppi.

4 commenti:

  1. Essere brillanti e logici a volte è una difesa contro il non sapersi gestire la propria emotività, quindi in fondo un handicap.

    Sul discorso connessioni comunicative donne-uomini gay, io ho l' esperienza del mio primo lavoro ad Amsterdam, vendere diamanti ai turisti, che era un settore in cui i maschi omosessuali erano esageratamente rappresentati. Il motivo secondo me deriva dal fatto che in quanto uomini in doppiopetto godevano dell' autorità e fiducia di default che diamo un po' tutti a questo tipo di figura, soprattutto quando stiamo per spendere dei gran soldi. A cui univano una capacità comunicativa ed empatica diversa da quella del maschio medio etero (e qui pure io, excusationonpetita su generalizzazioni eccetera, non vi offendete), perlomeno del maschio medio etero con cui ho a che fare io per lavoro e non.

    Però resta anche una cosa culturale, non ce lo scordiamo, qualcuno mi fa sempre l' esempio dell' Iran dove le donne sono considerate quelle fredde, logiche e calcolatrici e gli uomini quelli emotivi e sentimentali che quando vanno a spasso con gli amici si tengono per mano. Se sia vero o no nello specifico Iran non lo so, ma se qualcuno ne sa di più in altri paesi e culture mi piacerebbe saperlo.

    RispondiElimina
  2. @mammamsterdam

    D'accordissimo sul primo punto.
    Riguardo l'ultimo punto, non saprei.
    Anche a Roma - persino in Russia! - ho visto spesso coppie di uomini bengalesi, indiani, forse anche cingalesi (credo) tenersi per mano, abbracciarsi, passeggiare così!
    Ma credo che lì non si tratti di emotività, ma pur sempre di virilità, di complicità tra maschi. Cameratismo orientale, direi. In ogni caso, le castrate forse restano le donne.
    Io intendo parlare di un nuovo modo di fare politica, di una politica che tenga conto di tutto lo spettro di elementi individuali.

    RispondiElimina
  3. Adesso faccio il maestrino petulante ma direi che si può avere interesse per il pensiero di Schopenhauer (che rimane un filosofo importantissimo) senza condividerne la misoginia 8che peraltro non è il centro del suo pensiero)..discernere non è sempre facile, ma è doveroso. del resto tantissimi grandi i intellettuali hanno fatto e detto delle coglionate e preso cantonate terribili vedi Martin Heidegger

    RispondiElimina
  4. @paolo

    Mi va bene, accetto il rimprovero.
    Ma nel caso di Schopenhauer parlo perchè ho letto alcune cose, e tutte mantenevano lo stesso tono di alternativo a tutti i costi.
    Dopo un po', fai ridere ;-)

    RispondiElimina