venerdì 30 settembre 2011

Generi

Questo è un post che mi sta molto a cuore, perchè è un po' un ritorno alle origini.
Un anno e mezzo fa, in qualità di lettore fisso di Lipperatura, scrissi una mail nera a Loredana, in cui le chiedevo di lanciare sul suo blog una discussione riguardo ad una trasmissione che mi era capitato di seguire e che avevo trovato vergognosa. La puntata che avevo analizzato trattava il tema dell'omosessualità.
Lei - e la ringrazio ancora per questo; e se vi piace il mio blog ringraziatela pure voi, perchè è da lì che è nato tutto, quello fu il mio secondo coming-out - mi diede ascolto, e ne venne fuori un bel post - valgono molto i commenti, leggeteli. Lo trovate qui, anche con una breve presentazione del programma.

Torno alla riscossa dopo un anno. Perchè?
Non solo perchè quella trasmissione va ancora in onda seguitissimamente - e devo sentirmi pure mia madre che mi dice che "rappresenta le cose che succedono davvero!", poi dici i matricidi - ma soprattutto perchè mette in evidenza lo stesso tema con la stessa, identica, invariata impreparazione, superficialità, ma prima fra tutte l'usanza tutta italica di usare (leggi: non usare) la televisione a sproposito.
Qui trovate la puntata incriminata, che mi sono preoccupato di rivedere da capo e di cui vi riporto qui di seguito qualche grande insegnamento.
Succo: due coniugi dibattono perchè mentre la madre vuole rivelare al figlio minore di 9 anni l'omosessualità del maggiore 25enne, il padre lo ritiene avventato.

Il padre in questione è un fenomeno, un fenomeno vero. Tra le sue significative parole:
- "la realtà non può essere condivisa a 9 anni ... un bambino ... che vive di cartoni animati!"
- "tu avevi capito prima che Leonardo [figlio peccatore] fosse gay per una maggiore sensibilità ... sicuramente ... di una madre rispetto ad un padre ..."
- "Perchè non ne ha parlato con me, dici? Per via del naturale riserbo verso un padre un po' rigido"
- Più avanti, al banco degli imputati - puahahah - parlerà di "condizione del ragazzo"

Ma di certo non si aggiudica lui il premio come miglior cazzaro. Macchè!
Passiamo alla presentatrice - che più passa il tempo e più diventa simile a Barbara d'Urso; fanno le stesse facce affrante, con tanto di sopracciglia aggrottate, bocca semiaperta, sguardo compassionevole, a dire "io sento l'umore popolare [espressione che usa, non a caso], sento le tue emozioni, ti sono vicina".
- ecco la grande chicca. A proposito della richiesta del padre al figlio di evitare effusioni con il compagno in presenza del minore, lei: "le effusioni andrebbero evitate sempre per una questione di pudore [il pudore intellettuale a voi proprio non dice niente, eh? vabbè], anche nel caso di una coppia ... [ecco, l'ammolla!!!] tra virgolette normale".
Allora.
A me hanno insegnato che usare l'espressione "tra virgolette" fa ridere, perchè vuol dire che ti pari il culo su qualcosa che non sai esprimere meglio di così, cioè male. Per tralasciare il normale, ovvio.

E infine, dulcis in fundo, l'opinionista del giorno, nientepopodimenoche Barbara Bouchet - e allora sì che se canta!
Riporto un'unica sfacionata, rende già: "a 9 anni un bambino non capisce neanche la sessualità ... normale [aridaje]... di tutti i giorni [ah, perchè i froci sono a giorni alterni? guarda, signo', era meglio normale, lascia perde] ... come si chiama?! Eterosessuale ... figuriamoci l'altra".

Voi direte: è proprio da buttare tutto, allora?
E invece no, e dico sul serio.
Tra tutt* quest* incompetenti c'era anche un sociologo niente male, devo ammettere, che dice una cosa sacrosanta: "bisogna trovare il modo giusto di narrare al bambino che si tratta prima di tutto di un mondo di sentimenti, e solo poi di sessualità".
E dice anche di meglio: "in questi ultimi tre lustri il maschilismo italiano è diventato sempre più becero, siamo tornati agli anni '50".

Ora. Incazzatevi, poi fatevi due risate, come ho fatto io.
Un'unica cosa, mi viene da pensare. Grande mia sorella che presentava come zio il mio ex a suo figlio di un mese, e che so non smetterà di farlo.

martedì 27 settembre 2011

Dai disertori: lista pro-femminista dei buoni propositi

Lista prof-femminista dei buoni propositi

1. Per troppo tempo, molti di noi hanno trascurato la salute fisica, mentale e spirituale. Prendiamoci cura di noi stessi, senza demandare la responsabilità della nostra cura ad altre/i.
2. Prendiamoci la responsabilità di mantenere e preservare le nostre relazioni sociali. Inviare biglietti di auguri, acquistare i regali per i nipoti, ricordare i compleanni, o anche solo organizzare cene per stare in compagnia, sono attività che ci mantengono vivi ed in relazione con altre/i. Smettiamola di lasciare ad altre/i la gestione della nostra rete sociale! Ricordiamo in prima persona a chi ci sta vicino che teniamo alle loro parole e alla loro presenza.
3. Ascoltiamo le donne, senza interrompere, senza smentire immediatamente, senza criticare o deridere solo perché sono donne. Ascoltare, comprendere, rispondere in modo pertinente sull’argomento e non in base al genere dell’interlocutrice/ore. E tenendo la bocca chiusa abbastanza a lungo, potremmo imparare qualcosa!
4. Facciamo attenzione, nelle nostre attività e/o discussioni, a quanto diamo peso alle opinioni, alla parola ed alla presenza di altre soggettività. La mancata partecipazione di donne, trans e persone di diverse provenienze e/o vissuti ci vincola al paradigma patriarcale, eteronormativo (*) e razzista.
5. Impariamo anche i gesti e le attività che lasciamo fare sempre e solo alle donne. Fare il bucato in modo corretto, ad esempio. Tu ed io sappiamo come fare il bucato. E’ facile quanto cambiare l’olio tenendo in mano una birra, riparare lo scarico, o agganciare un nuovo televisore al plasma. E’ ora di smettere di fingere d’essere ignoranti. Capiremo molto di più di noi stessi e guadagneremo strumenti e possibilità di comprensione reciproca.
6. Eliminiamo le parole misogine e sessiste dal nostro vocabolario – e dal nostro dialogo interiore pure. Quando una donna fa qualcosa che non ci piace, non la chiamiamo “troia” – nemmeno nella nostra testa! E’ un’atteggiamento mentale stupido e funzionale alla violenza. Evitiamo la complicità silenziosa con altri/e  esprimendo chiaramente dissenso quando ascoltiamo linguaggi e/o assistiamo ad atteggiamenti misogini e omo/transfobici.
7. Dobbiamo sempre essere forniti di profilattico e metterlo prima che lei sia costretta a chiedercelo. Basta indossarlo. E’ un atto di rispetto e responsabilità che dobbiamo a noi stessi e a chiunque faccia sesso con noi.
8. Evitiamo qualsiasi attività sessuale che oggettivizza, sfrutta, ferisce o umilia le donne. Evitiamola anche perché è umiliante e degradante  per noi stessi.
9. Scegliamo di avere rapporti sessuali esclusivamente con persone che siamo certi siano consapevoli e consenzienti. Ciò significa che non siano ubriache, confuse, o impaurite. Che non siano state manipolate o la situazione non sia frutto di un atto di bullismo, molestia e/o pressione psicologica o abuso di potere.
10. Risolviamo eventuali conflitti in modo non violento, senza abusi, senza ritorsioni o vendette e senza coinvolgere chi non c’entra – soprattutto se si tratta delle figlie e dei figli.
11. Troviamo un altro uomo da amare, in qualunque modo. Amico, padre, collega: proviamo a sentire, anche per scherzo, anche in una battuta, il rumore della parola “amore” detta a un altro uomo. Facciamola uscire fuori e vediamo che effetto fa.  Mettiamoci alla prova, in questa come in altre situazioni.
12. Lavoriamo per eliminare la nostra omofobia e/o transfobia. L’eteronormatività (*) distrugge la nostra connessione con tutti gli altri esseri umani. E ci impedisce di amare. Dobbiamo essere in grado di amarci profondamente. Come uomini siamo capaci di dare e ricevere tanto amore – e non solo dalle donne.  Informiamoci, leggiamo, parliamo, conosciamo altre esperienze. Ne guadagneremo sicuramente in qualcosa.
13. Informiamoci sul femminismo. Ci sono tante storie e correnti femministe quanti movimenti letterari e avanguardie artistiche. E’ una storia enormemente complessa sulla quale è doveroso saperne di più, soprattutto perché interessa noi, che eravamo siamo e saremo lì, insieme a chi ha una sua storia che pochi conoscono. Di nuovo e ancora: conosceremo in tal modo molto di più anche noi stessi. 
(*): Per eteronormato, eteronormativo, eteronorma si intendono tutte quelle regole/norme comportamentali/psicologiche/linguistiche etc che si basano sul “binarismo sessuale”  e sull’idea che la sessualità ”normale”,  possibile e/o obbligatoria sia quella etero.

Qui il post originale. 

Basta poco, che ce vo'?

Ci vuole pochissimo ad essere delle persone ignoranti.
Ci vuole ancora meno affinchè queste persone guastino il nostro umore.

Un'ora fa circa, a tavola con i miei. Arriva mia cugina, familiare squisita ma priva di qualunque strumento critico, di qualunque voglia di porsi domande.
Una classica 37enne di paese che, una volta sposata e matriata, ha continuato a non cercare altro.
Diceva di voler andare a fare qualche acquisto, magari "dai cinesi".
Non ho le energie necessarie per aprire adesso questa parentesi - dai cinesi?! ma perchè, in quel negozio ce li troverai tutti ma proprio tutti? sono così tutti identificabili in un unico appellativo? Eeeeh, il linguaggio, il linguaggio! - e salto direttamente ai fatti. Lascio parlare le parole, che sono più efficaci delle mie triste lamentele.
Cugina: "Che poi mica so' cattivi, eh ... Io ce parlo pure, co certi ... So' tranquilli ... mica so' i rumeni ... boh, sarà che io forze parto prevenuta, boh, che ne so, quelli so' popo cattivi loro ..."
Io avevo già raggiunto quello stadio a cui devo ricorrere più o meno ogni giorno, in un caso o in un altro, per isolarmi e fuggire a fare le mie cose - non si può sempre e comunque ribattere, spiegare. Io non ci riesco. 
Tuttavia, qualcosa non mi lasciava in pace, e provo a replicare, spiegandole che è un peccato parlare in quei termini di popoli, di persone singole ancor peggio. Chiedevo su quale base noi ci riteniamo migliori di loro, anche soltanto nell'ambito "come trattano le donne" - tipico modo di riferirsi al femminile. 
Devo dire che ho azzittito tutt* con qualche illustrazione e dato, forse una domanda se la porranno. Forse.
Ma resta il fatto che mi sento a pezzi adesso, mi fa male la testa.
Come si fa a seminare sentimenti di curiosità, apertura, lucidità, vera informazione a qualcuno che ti dice che se vede un qualcosina per terra rilava tutta casa perchè sennò si sente male? che ti dice che compra consapevolmente a lei stessa, a suo marito e ai suoi tre figli soltanto capi firmati, e quindi costosissimi, perchè vuole che gli altri notino la griffe, così da potersi pavoneggiare? Il tutto ridendo.
Come fai a far ragionare su simili dati una donna che ti dice: "Marco dovrà farsene una al giorno, fa bene. Chiara, dici? Ce deve solo prova', lei è femmina, cambia. Lei, basta che se sposa".
Mi sento male, e impotente.

Aggiornamento.
Dimenticavo di dire che, nel momento in cui le ho risposto che no, per favore, ritenere Maria De Filippi interessante no!, lei mi ha risposto che sì, fa ridere un sacco, rappresenta la realtà, altroché!
Bene.

venerdì 23 settembre 2011

Consigli cercasi/offresi

Questo è un post funzionale, vuole essere un post funzionale. Nel senso che deve funzionare - ho bisogno di voi, mamme (e non)!
Dunque.
Riccardo ha preso ad andare all'asilo nido da qualche settimana, e all'inizio sembrava andarci con grande gioia, ricordate? Non piangeva mai, né all'arrivo né al congedo, non cercava disperatamente sua madre come se fosse l'unica ragione di vita - ha dimostrato, direi, una certaaa ... come dire ... stronzaggine (mia sorella ci pinageva, per intenderci, della serie "Ecco, lavoro, e quindi non si ricorda neanche chi io sia!"), andava in braccio alle sue maestre senza esitazioni, giocava con ogni oggetto presente nelle stanze. Insomma: andava alla grande.
Da una settimana circa la cosa ha preso una piega diversa.
Attacca a piangere fin da quando lo si mette nel seggiolone della macchina, durante il tragitto, all'arrivo, quando mia sorella - in fin di vita - lo saluta e va  a lavoro. Quando andiamo a riaccattarlo all'ora di pranzo - a questo punto, vorremmo aspettare per lasciarlo fino alle 15.00 - ci dicono che ha giocato, ha fatto varie cosette, mangia sempre, questo sì, ma piagniucola. 
Vi chiedo - a voi, prima di allarmare mia sorella: è normale? Cioè, mi domando: bisogna insistere e lasciare che si abitui o questo atteggiamento è indice di qualche malessere?
Da una settimana vuole stare tantissimo in braccio, il pomeriggio è durissima lasciarlo solo nel lettino per dormire, cose che prima non ha mai fatto. 
Datemi la vostra esperienza, please.


*


Ora sono io che vi do un consiglio.
Anzi, vale solo per i romani, per il momento, o per chi si trovi a Roma nei prossimi giorni.
Andate assolutamente a vedere "Il flauto magico" di Mozart rivisitato dall'Orchestra di Piazza Vittorio, Teatro Olimpico fino al 2 ottobre. Qui la locandina.
Du anni fa il mio ex ci regalò i biglietti per un anniversario. Uscimmo commossi entrambi.
Ieri sera ho organizzato una serata con diversi miei amici, tutti buttati insieme senza che si conoscessero, e sono andato a rivederlo. 
Identico, ma di nuovo sublime.
Credetemi, è una delle cose migliori che io abbia visto negli ultimi anni.
Andate!


 



martedì 20 settembre 2011

Che ve ne pare?

Bellini miei e belline mie,
pensate un po' cosa stavo dimenticando di mostrarvi! ... Me (tra)vestito da Cristo - o forse, in questo caso, sarebbe più corretto dire Gesù? - in occasione di una festa di laurea in maschera di un paio di mesi fa. Ovviamente, ho optato per la versione cristologica pastorale/pastorello, Cristo predicatore, insomma.
Vi dico solo: per far cucire, tinteggiare e unire insieme: 40 sbleuri, come si dice a Roma!
Ma ben spesi, no? :D



domenica 18 settembre 2011

Sulle tracce di Pavel 2

Devo dire che ho preso la cosa molto sul serio. 
Come vi (mi?) avevo promesso, ieri ho dato seguito al mio tour muratoviano (qui la prima tappa): ho optato per Tivoli, comprese le ville - secondo me inizia a sentirsene ossessionato! Lo tratto come se fosse un mio caro amico, anzi no, un amore perduto in guerra, sapete, di quelli che ti scrivono le lettere, poi muoiono e tu sposi un altro, sforni 5 figli ma resti sempre nel pensiero di lui, roba così. Mah.

Non so come ringraziare di tutto questo Fausto, che mi ha convinto ad intraprendere questo viaggio, e volta per volta, sfacchinata dopo sfacchinata, mi fornisce mille nuove ragioni per non abbandonare. 
Senza il suo amore per Roma, la sua delicatezza, il suo tatto, la sua estrema gentilezza, e - lo sai, no? - la sua enorme capacità di parlare e ascoltare, tutto questo avrebbe perso colore. Grazie mille, signor F.

Ecco qualche frammento.


Cascata di Tivoli - Villa Gregoriana

Cascata e polvere d'acqua, da cui Muratov era follemente affascinato


Tempio della Sibilla, visto da Villa Gregoriana

Tempio della Sibilla

 
Tempio della Sibilla, ai piedi di niente popodimenoche ...

"Sibilla", l'osteria - lì dal '700, oggi ristorante di buon gusto - in cui il mio amato Pavel ha pranzato in una fredda sera del 1908, e dove noi ieri abbiamo mangiato - voi capite la mia commozione?
Vista di Tempio e osteria da un ponte

Canopo di Villa Adriana, su copia del Canopo di Alessandria d'Egitto

Canopo

Ruderi di Villa Adriana

Gli olivi dai tronchi ricurvi, amati da Pavel

Il nostro saluto a Villa Adriana, al tramonto

Tempio di Venere - Villa Adriana

Io che, con tanta cacaccia - vertigini - fotografo la fonte, e Fausto fotografa me

Potete comprendere o almeno immaginare la mia commozione?

venerdì 16 settembre 2011

Luca e Gustav

Un paio di anni fa, in occasione di un incontro al DGP (associazione romana per i diritti LGBT), ebbi il piacere di conoscere Luca Ragazzi e Gustav Hofer. Si tratta di una coppia di ragazzi di Roma, entrambi giornalisti, che, forse un po' inaspettatamente, conobbero un successo internazionale grazie al loro - meraviglioso, davvero - docu-film: Improvvisamente l'inverno scorso, in cui raccolgono testimonianze dirette dal popolo italiano a proposito della proposta dei DiCo.
Sono tornati con un secondo lavoro, dal titolo Italy - Love it or Leave it, che è stato presentato alla prima a Milano proprio ieri. Spero che verranno presto a proiettare a Roma!
In attesa, vi comunico che mercoledì 21 settembre, alle ore 23.50, andrà in onda su RAI3 la versione breve del loro lavoro. Non perdiamocelo, fidatevi!


martedì 13 settembre 2011

Sulle tracce di Pavel

Chi mi segue da un po' ricorderà che lo scorso aprile, dopo tanta fatica sui libri e altrettanta pazienza con le segreterie della Sapienza, mi sono laureato.
Da più di un anno, quindi, mi occupo di un autore russo in particolare, Pavel Muratov (1881-1950), scrittore, drammaturgo, traduttore, ma prima di tutto raffinato critico e storico dell'arte e cultore dell'arte italiana.
Sulla scia del Grand Tour europeo, come e insieme a molti altri intellettuali russi, visitò il nostro paese restandone incantato - tipico.
Era un po' che mi dicevo di voler ripercorrere Roma con i suoi occhi, con in mano le sue pagine, seguire le sue orme nella città e nei dintorni, ma mi sono limitato a farlo, sinora, soltanto nel centro storico. 
Grazie a Fausto, che è una guida di Roma senza pari, ieri ho dato inizio al tour fuori porta, fuori Roma, nell'amata Campagna romana, luogo prediletto per ogni artista alla scoperta dell'Italia.
Vi mostro qualcosa - perdonatemi per le date in basso: ho capito tardi come eliminarle.



Ninfeo di Egeria, confuso nel tempo con la grotta di Egeria, luogo in cui, secondo la leggenda, Numa Pompilio si recava per chiacchierare e fare l'amore con la ninfa Egeria. Alla morte dell'amato, la ninfa si sciolse in una valle di lacrime, dando vita alla sorgente


   

Particolare della Chiesa di Sant'Urbano  





  
Tipici paesaggi della Campagna romana




La Via Appia Antica

La pavimentazione dell'Appia. Originale.



Il pino, che Muratov definiva "il miracoloso albero di Roma"



La Tomba di Cecilia Metella

Povero Fausto ...
Ho preteso di fermarci mezz'ore intere davanti ad ogni luogo citato nl testo, leggendo il passaggio prima in russo e poi in italiano (traduzione mia). 
Non ho parole per esprimere la mia commozione. Era con noi, lo sentivo.
Prossima tappa: Tivoli!

ps: come potrei non postarvi questa locandina che si trovava nel cesso dell'osteria (voglio credere che lo fosse, per mangiare pure come mangiava lui!) in cui abbiamo pranzato?



sabato 10 settembre 2011

Bilancio: posso ritenermi felice?

Questa è stata una di quelle giornate che ti metti lì a pensare, a sdrumarti di pensieri, di bilanci, di inchieste su te stesso, sulla tua vita, le tue amicizie, non starò trascurando qualcuno? sarò abbastanza presente nella vita dei miei cari? e loro lo saranno nella mia? sarà un caso se in questi ultimi anni prendo più botte e colpi bassi in amore che altro? ma non sarò io che non sono capace a stare bene? che sto facendo, all fin fine, di così bello per la mia vita?
Potrei aggiungerne ancora un boato, ma credo che abbiate già capito il mood.
Ora, non pretendo che qualcun* di voi mi si metta a fare da psicolog* aggratise - magari ce ne saranno pure di psicolog* tra voi, ma non aggratise, ecco - però ci terrei a sapere se, quando e quanto vi capitano questi momenti, e soprattutto cosa fate per convincervi che andrà meglio. O che forse va già bene.

Che poi la cosa è questa, capite.
Cioè.
Io, che sono una persona ultrariflessiva, e adoro sbrodolarmi nei miei pensieri e rimuginarci e rivomitarci sopra eccetera, oggi mi sono messo a valutare tutti gli aspetti della mia esisteza e ... cacchio, sono così soddisfatto, così gratificato, così orgoglioso di me e dei miei risultati, che proprio non capisco questa malinconia!
Voglio dire - e sì, ora mi seguirete in tutto lo stream, sennò che lettori siete?
Voglio dire.
Mi sono laureato, con pochi mesi di ritardo ma chissene, discutendo una tesi che ho amato fino in fondo, e che mi ha portato tantissime novità, tantissime opportunità di "lavoro", o comunque di crescita accademica.
Godo di una sincera stima da parte dei miei docenti, che mi aiutano e mi presentano sempre nuove sfide.
Ho grandi progetti di studio e di ricerca, voglia di viaggiare e viaggi nel cassetto.
Viaggi già fatti, anche nella scorbutica Russia, uscendone sano e salvo, il che non è poco.
Mio nipote ha compiuto proprio ieri un anno, sta bene e cresce ala grande. Me lo spupazzo tutti i giorni e mi regala emozioni ogni giorno nuove.
Ho molti amici, straordinari, e qualche amico e amica su cui so di poter contare di più, che mi sanno apprezzare e spronare - nonchè fare delle grandi caziate - e da cui ricevo incoraggiamento e amore.
Una famiglia che non cambierei - non perchè non ci sia di meglio, ma perchè a modo loro sono la mia famiglia, da cui sono uscito fuori (e credo di dover essere loro grato per più di qualcosa) e che mi sostiene in ogni prova.
Ho avuto delle belle relazioni d'amore, importanti e significative. 
Mi sono sempre messo in discussione con ogni mio compagno e compagna (emh ... una), avendo sempre chiaro un obiettivo: aprire la vita della persona che amavo, rendergliela più larga, più possibile, più intensa, e mai più limitata.
Come mi ha insegnato a pensare un caro amore - che si è rivelato tutt'altro che capace, poi - è bello poter doppiare la superficie sensibile, quando si è in due. Averne di più, una più grande per due.
Nutro altissime aspettative su tutti - e sia chiaro: lo ritengo un pregio.
Mi innamoro con grande facilità, mi innamoro sempre, ovunque, incondizionatamente. 

E allora perchè mi sento così solo quando penso che, stasera, per esempio, è sabato sera, e domani, per esempio, sarà domenica, e io non faccio uno straccio di vita mondana? 
Non vado a ballare da mesi, non sono fatto per cercarmi avventure di sesso sfrenato per una sera, magari su pc, non mi piace sbronzarmi, tantomeno da solo - e questi sono semplici esempi di cose che i miei coetanei fanno e che mi fanno sentire a disagio - amo stare ore su un balcone a chiacchierare con un'amica, leggere, vedere un buon film, fare una passeggiata in città, in metropoli, alla sera, stare su un letto a innamorarmi di non so chi mentre ascolto della buona musica brasiliana, far fumare il cervello su un testo di russo, aspettare di vedere le due amiche che a breve partiranno per il nord per dar loro un grande abbraccio, organizzare una dura scarpinata alla Caffarella con Fausto, rivedere chi non vedo da un po'.
Io mi sento felice. Questo è.
Ma mi domando: mi sto davvero godendo la vita?
Possibile che non vivere un amore, una relazione, non essere innamorato come piace a me, non sentire da troppo quella felicità ipercontagiosa che solo l'amore dà, mi faccia sentire così solo? Così spento?




NB: Diamine, dimenticavo: ho anche aperto un blog! Ci siamo noi!
E questo è giustappunto il mio 100° post!

giovedì 8 settembre 2011

Camp(are) - no, semplicemente campare

Sono mesi che rigaurdo questi video, ma non trovavo mai il momento giusto per postarveli. Non mi sembrava mai il momento adatto.
Ho capito che forse non c'è da aspettare, c'è da postare e basta.
Credo che non li avrei pubblicati fin quando non avessi capito io, fino in fondo, cosa significavano per me. Ma avrei sbagliato.
Vi prego di guardarli con attenzione (sono parte 1 e 2), rifletterci e sarei lieto di sapere cosa ne pensate.





Vi linko anche un documento in pdf: "Notes on Camp", di Susan Sontag. Non fa mai male.

lunedì 5 settembre 2011

Inserimento: 1° giorno

Sono davvero felice che mia sorella e suo marito abbiano deciso di portare Riccardo all'asilo, nonostante abbia appena un anno.
Ero scettico - temevo che non avrebbero resistito alle inimmaginabili critiche che ricevevano ogni giorno da mia madre e, cosa peggiore, anche da molti loro amici. Parlo di 30enni. Sapete qual era l'argomentazione a difesa del loro dissenso? "C'hai tu' madre che te tiene il fijo, e lo vai a da' a sconosciuti! Pe mme sbaji". Detto proprio così, perchè cambia. Dà l'idea.
Io mi sono battuto con energia e convinzione per il sì, perchè stare con altr* bambin*, coetane* e non, conoscere spazi nuovi e diversi da casa, non legarsi eccessivamente a nessuna figura famigliare - mia madre sarebbe un buon tutore per certi versi ma pessimo per altri, temo - non può che fargli bene. Tantopiù dato il caratterino che si ritrova: dolce e buono quanto vi pare, ma troppo fermo, troppo inflessibile, tolleranza zero. E ce ne mancava, un altro così!
Oggi mia sorella l'ha accompagnato.
Primo giorno: un'ora. E' andata alla grande: ha sbavicchiato ogni gioco che trovava in giro, ha fermamente redarguito una bambina perchè si era impossessata del suo - suo di lei, attenzione! - telefono (ma come: io so dire oooo'nntooo, con tanto di manina portata all'orecchio, e lei ha un telefono e io no?! Scordatelo. Dammelo. Ora.), e ha sbaciucchiato ogni maestra. 
Mia sorella è tornata felice, con un'ottima impressione della struttura e del servizio.

Cosa buffa.
Di ritorno verso casa, sorella e nipote si fermano dal pediatra per fargli scrivere il cosiddetto "certificato di sana e robusta costituzione" ( mi ha sempre fatto ridere: "robusta costituzione" per me? che pesavo 40 kg qualche anno fa e ora 53?! e mio nipote non ci va liscio, per chi non lo sapesse). 
Una volta scritto, il medico lo passa a mia sorella, ma Ric lo aggranfia per primo e allappa uno "Aaasssiiiee". 
Pediatra strabuzza gli occhi. Poi, intimorito, se la ride.

ps: nota di demerito per l'asilo. Si chiama "I monelli".
Domanda: "Le monelle" sono stronze? Oppure le bambine sono troppo docili per esserlo?
Cavolo, ma pensateci, no?!
Glielo farò notare, sì.

venerdì 2 settembre 2011

L'ho conosciuta: la donna-infarto!

Ma voi ci credete, eh? Ci credete?
Ho conosciuto Mammamsterdam!

No, ora non iniziate a chiedermi di descrivervela perchè non si può. 

Allooooooraaaaa ....
Avete mai visto una persona che riesce a ficcare i pomodori nella macchina tritatrice con un mano, girare la passata con l'altra, dirigere i figli - Tu smettila! Ma un po' di piscina, no eh? Riempite la bagnarola e fateve un bagno, dai! - indicare a me e Fausto (suo amico, ormai anche mio - vi dico solo che ci ha inviato una mail dicendoci (dire, non proporre) di incontrarci e conoscerci perchè ci saremmo piaciuti (sic!) - cosa e come tagliare nello stesso momento? 
Conoscete qualcuno che mentre vi sta riaccompagnando alla stazione per tornare a Roma chiama altre 25 persone, "perchè magari ce la facciamo a farci un saluto", per poi pisciarne la metà? 
E una donna, invece, che abbia tutte le credenziali per spacciarsi da donna metropolitana olandese a tutti gli effetti, ma che sia capace di trasformarsi nella migliore comare montanara dell'Abbruzzo se entra in contatto con i suoi simili? 
Io ne conosco solo una di persona così: Mammamsterdam.
Abbiamo trascorso due giorni pieni con lei, suo marito - di cui mi sono quasi innamorato, e ci proverei pure se lui ci stesse (digressione: lui la guarda supercotto, mentre pensa: "Io sapevo a cosa andavo incontro sposandomela ... 'na furia ... e me piace assaj" - e i due figli. Naturalmente lei ha ben pensato di metterci subito al lavoro: 75 kg di pomodori da fare in passata. Dico solo che ho una vescica sul dito.
Era da tempo che non mi divertivo così, che non mi facevo delle così genuine risate.

Ecco le prove:



E infine, la Madonna degli Abruzzi:



ps: voglio proprio vedere cosa metterai tu, di foto!