sabato 10 settembre 2011

Bilancio: posso ritenermi felice?

Questa è stata una di quelle giornate che ti metti lì a pensare, a sdrumarti di pensieri, di bilanci, di inchieste su te stesso, sulla tua vita, le tue amicizie, non starò trascurando qualcuno? sarò abbastanza presente nella vita dei miei cari? e loro lo saranno nella mia? sarà un caso se in questi ultimi anni prendo più botte e colpi bassi in amore che altro? ma non sarò io che non sono capace a stare bene? che sto facendo, all fin fine, di così bello per la mia vita?
Potrei aggiungerne ancora un boato, ma credo che abbiate già capito il mood.
Ora, non pretendo che qualcun* di voi mi si metta a fare da psicolog* aggratise - magari ce ne saranno pure di psicolog* tra voi, ma non aggratise, ecco - però ci terrei a sapere se, quando e quanto vi capitano questi momenti, e soprattutto cosa fate per convincervi che andrà meglio. O che forse va già bene.

Che poi la cosa è questa, capite.
Cioè.
Io, che sono una persona ultrariflessiva, e adoro sbrodolarmi nei miei pensieri e rimuginarci e rivomitarci sopra eccetera, oggi mi sono messo a valutare tutti gli aspetti della mia esisteza e ... cacchio, sono così soddisfatto, così gratificato, così orgoglioso di me e dei miei risultati, che proprio non capisco questa malinconia!
Voglio dire - e sì, ora mi seguirete in tutto lo stream, sennò che lettori siete?
Voglio dire.
Mi sono laureato, con pochi mesi di ritardo ma chissene, discutendo una tesi che ho amato fino in fondo, e che mi ha portato tantissime novità, tantissime opportunità di "lavoro", o comunque di crescita accademica.
Godo di una sincera stima da parte dei miei docenti, che mi aiutano e mi presentano sempre nuove sfide.
Ho grandi progetti di studio e di ricerca, voglia di viaggiare e viaggi nel cassetto.
Viaggi già fatti, anche nella scorbutica Russia, uscendone sano e salvo, il che non è poco.
Mio nipote ha compiuto proprio ieri un anno, sta bene e cresce ala grande. Me lo spupazzo tutti i giorni e mi regala emozioni ogni giorno nuove.
Ho molti amici, straordinari, e qualche amico e amica su cui so di poter contare di più, che mi sanno apprezzare e spronare - nonchè fare delle grandi caziate - e da cui ricevo incoraggiamento e amore.
Una famiglia che non cambierei - non perchè non ci sia di meglio, ma perchè a modo loro sono la mia famiglia, da cui sono uscito fuori (e credo di dover essere loro grato per più di qualcosa) e che mi sostiene in ogni prova.
Ho avuto delle belle relazioni d'amore, importanti e significative. 
Mi sono sempre messo in discussione con ogni mio compagno e compagna (emh ... una), avendo sempre chiaro un obiettivo: aprire la vita della persona che amavo, rendergliela più larga, più possibile, più intensa, e mai più limitata.
Come mi ha insegnato a pensare un caro amore - che si è rivelato tutt'altro che capace, poi - è bello poter doppiare la superficie sensibile, quando si è in due. Averne di più, una più grande per due.
Nutro altissime aspettative su tutti - e sia chiaro: lo ritengo un pregio.
Mi innamoro con grande facilità, mi innamoro sempre, ovunque, incondizionatamente. 

E allora perchè mi sento così solo quando penso che, stasera, per esempio, è sabato sera, e domani, per esempio, sarà domenica, e io non faccio uno straccio di vita mondana? 
Non vado a ballare da mesi, non sono fatto per cercarmi avventure di sesso sfrenato per una sera, magari su pc, non mi piace sbronzarmi, tantomeno da solo - e questi sono semplici esempi di cose che i miei coetanei fanno e che mi fanno sentire a disagio - amo stare ore su un balcone a chiacchierare con un'amica, leggere, vedere un buon film, fare una passeggiata in città, in metropoli, alla sera, stare su un letto a innamorarmi di non so chi mentre ascolto della buona musica brasiliana, far fumare il cervello su un testo di russo, aspettare di vedere le due amiche che a breve partiranno per il nord per dar loro un grande abbraccio, organizzare una dura scarpinata alla Caffarella con Fausto, rivedere chi non vedo da un po'.
Io mi sento felice. Questo è.
Ma mi domando: mi sto davvero godendo la vita?
Possibile che non vivere un amore, una relazione, non essere innamorato come piace a me, non sentire da troppo quella felicità ipercontagiosa che solo l'amore dà, mi faccia sentire così solo? Così spento?




NB: Diamine, dimenticavo: ho anche aperto un blog! Ci siamo noi!
E questo è giustappunto il mio 100° post!

15 commenti:

  1. Oh, che bello. Non sono sola.
    Scherzo, comunque nel scriverti un commento, ho composto un mezzo papiro che ho trasformato in un post.

    Seya

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  2. Ieri ero sotto casa con un amico e parlavamo proprio di questo.

    Io - che amo le teorie cospirazioniste anti-americane, anti dysneiane, anti holliwoodiane, anti stocazzo - gli dicevo che la società nella quale viviamo è plasmata attorno all'idea dell'amore romantico.
    Io nasco, cresco e mi innamoro. Questo viene dato come l'ordine delle cose.
    Nei film con i quali siamo cresciuti tutti, volente o nolente, l'eroe e l'eroina finiscono sempre ad innamorarsi.
    E ti viene detto che l'amore completa, l'amore rende forti, l'amore ti fa trovare l'altra metà di te.
    Grancazzi. Purtroppo.
    L'amore è una cosa bellissima, ma è una delle otto fette della torta, non la torta.

    Sai perchè è affondato il Titanic? Lo dico sempre ai miei studenti. Perchè i compartimenti non erano stagni, una volta allagato uno, si sono allagati tutti.
    Così quando a me manca l'amore, tutto il resto della mia vita assume un colore grigiolino pigiama. Razionalmente penso: ho tutto quello che voglio, ma dentro ho questa malmostosità perenne che mi fa sentire una chiavica.

    Credo sia una cosa comune.
    Per lo meno ... a quanto pare siamo già in tre a provare la stessa cosa.
    Quattro, contando il mio amico (che parla russo come te)

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  3. io invece non sono anti-disneyano (diciamo che posso apprezzare tanto i cartoon disney quanto quelli warner quanto South Park) nè anti-hollywoodiano (adoro il cinema compresa la vecchia hollywood), e non so se dipende dal fatto che sto leggendo Leielui di Andrea de Carlo che parla proprio di un innamoramento, ma pure io inizio a sentire la mancanza di un amore..a dire il vero non sono mai stato davvero innamorato e so che mi manca un'esperienza importante, che non da' solo gioia ma comunque meritevole di essere vissuta appieno. La prospettiva di un rapporto amoroso stabile mi attira e mi spaventa al tempo stesso per l'impegno che comporta. Scusa se sto riportando tutto a me, ma non so che dirti se non banalità comunque se sei felice nonostante la mancanza della gioia che solo l'amore,quando è ricambiato, può dare, mi pare già una buona cosa per te

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  4. @seya
    Appena ho un attimo provo a rispondere a casa tua ;-)

    @paolo
    niente scuse, e niente di ciò che dici è banale!
    Apprezzo molto che voi mi parliate di voi stessi per rispondermi :)

    @maja
    Quello che dici è mooooolto vero, mooooolto.
    Ho letto anche qualche libro su questo tema.
    Resta il fatto, però, che la società che noi abbiamo costruito, e non abbiamo ancora decostruito, ti richiede di avere un amore tra le mani. E quando non c'è, si sente.
    Il tuo discorso me lo faccio spessissimo. Mi chiedo - proprio come ho fatto nel post: "Ma se sto facendo un sacco di cose meravigliose, che c'ho da lamentamme?" Eppure qualcosa c'è, c'è che quegli abbracci, quelle sensazioni al mattino, la possibilità di condividere le giornate, quei picchi - e io sono cancro, eh, quindi per me senza picchi nun se campa - di emozioni, se mancano ... mancano.
    Quando sono innamorato cosa penso? Beh, penso sempre che è stupendo essere un po' convenzionali!

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  5. @maja

    ps: ma di che città sei? magari se sei di Roma il tuo amico lo conosco!
    bsss ... russo .... bsss .. antennine :D

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  6. Stavo pensando ad una csa stanotte. Mia madre dice sempre che le persone di oggi (eufemismo neanche molto nascosto per parlare di me) non si accontentano. Non c'è più l'idea di conoscere una persona e impegnarsi a fondo perchè il rapporto funzioni. Per carità, ci sono casi in cui la cosa non può andare in porto, ma, secondo lei, una buona parte della società crede troppo nelle favole e si da poco da fare per lavorare su un rapporto.
    E per sostenere la sua idea parla sempre di aver conosciuto mio padre quando aveva 13 anni (adesso ne ha 51) e di come la loro storia sia stata inevitabilmente complicata ma anche lunga e (schifosamente XP) romantica.
    Ora, io non so se lei abbia ragione o meno però vedendo tante coppie di amici che si mettono insieme e si mollano e ping e pong mi viene da domandarmi se effettivamente in un rapporto, per farlo durare, non sia necessario stringere i denti e fare qualcosa, sperando che l'altro faccia altrettanto.

    Fine riflessione XD

    Buona giornata

    Seya

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  7. @seya

    Ti dirò.
    E' pur vero che le parole di tua madre ce le sentiamo ripetere più o meno tutt*, in parte sono anche figlie (le parole, ma non solo, direi) di una storia del sacrificio smarmellato ovunque. Non so come dire: vedendo o sentendo raccontare come una donna - ma in fondo anche un uomo - viveva - subiva - un matrimonio 30 o 40 anni fa nel mio paese, beh: viva il divorzio.
    Detto questo, però, di sicuro ciò che lei dice vale. Almeno per me, vale. Vale il succo, ecco. E vale non poco, sai?

    Grazie della riflessione, lady from Venice. :)

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  8. Io sono della perfida e crudelissima Milano, così come Alberto. Abbiamo studiato russo insieme fino a quando io non ho tradito la causa per scappare nella perfida Albione. Eravamo studenti di Piretto, non so se lo conosci, ha scritto uno dei testi più belli che abbia mai letto "Il sole dell'avvenire"

    Guarda che anche io sono così (a parte che ho l'ascendente in Cancro) anche se mi faccio da sola i predicozzi perché davvero mi lamento per niente. Quando mi manca il brivido dell'innamoramento (anche all'interno della relazione, la mia tra alti e bassi va avanti da quasi 4 anni) mi rattristo, divento nervosa, e mi metto nei casini, perché cerco il brivido in forma spasmodica.
    Ho dovuto imparare due anni fa che questo - per me - era nocivo e letale e da allora sto cercando (con risultati altalenati) di trovare i brividi altrove.

    A volte penso: discendiamo dalle scimmie, le scimmie si accoppiano per figliare. Perché noi abbiamo dovuto infilare dentro il romanticismo coatto?
    Ok, siamo più intelligenti ... ma a volte mi sembra che questo ci porti ad essere più stupidi, perché ci crea una fonte di sofferenza che le scimmie manco si immaginano. Ed è una sofferenza fortissima in alcuni (vedi me), e porta la gente (single) a sentirsi inadeguata. Si dice: si, al momento sono single. Come se essere single fosse una malattia, fosse una cosa della quale vergognarsi. Il romanticismo coatto fa si che la gente si senta annullata dalla mancanza di un amore.
    Il perché del bombardamento degli ultimi anni lo capisco: l'amore distrae da altre cose, da cose delle quali non dovremmo interessarci (vedi tutte le porcate che stanno facendo a questo mondo). Ma in principio ... perché?
    Sembro un po' Vulvia vero?
    Potrei tirare fuori uno spingitori di cavalieri ...

    Buona giornata!


    PS era dai tempi di Boris che non sentivo la parola smarmellare! Grazie! Oggi all'asilo la insegno ai bambini, voglio che la usino!!

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  9. Ehm era "Il radioso avvenire" ... si vede che manco da un po' ...

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  10. @Maja

    Piretto?! Wow! E chi non lo conosce? :)
    Seppur breve, deve essere stato un bel percorso, con lui ...

    ps: anche tu ami Boris?
    :D:D
    Geniale! Geniale!
    La più bella delle frasi rimane, però ... "E' e resterà sempre una cagna maledetta!"

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  11. quando non sai cosa fare, chiamami! :D

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  12. E' la malinconia dei cervelli funzionanti, Ame :) E' quella che ti assale perchè fai bilanci, rifletti, lasci che la mente voli troppo ed inevitabilmente vola sempre su quello che non hai. L'amore. Ma l'amore non è indispensabile. Ovvio sia una cosa stupenda, ma non deve mai essere una prerogativa totale. Come hanno commentato in precedenza, l'amore è una fetta della torta, non tutta la torta. Tu fa in modo che non sia nemmeno una fetta. Rendi la tua vita una torta completa di tutto..e lascia che l'amore sia lo zucchero a velo da metterci sopra, che se c'è l'addolcisce e la rende fantastica, ma se non ce lo metti, la torta è buona e già edulcorata di suo. Lo sai, arriva quando meno te l'aspetti (come nel mio caso, e che caso!!). Goditi tutto il resto, dedicati a quel che più ti fa stare bene e cazzo, un pò di movida falla pure te :D Vedrai che ti sentirai meglio con te stesso e di riflesso starai meglio con gli altri. E di riflesso..potrebbe arrivare anche altro :)
    Ti abbraccio e spero di vederti presto a Villa!
    Alessandra

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  13. @Ale
    La mia antifemminista preferita! :D

    A presto bella, un bacio.

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