lunedì 5 settembre 2011

Inserimento: 1° giorno

Sono davvero felice che mia sorella e suo marito abbiano deciso di portare Riccardo all'asilo, nonostante abbia appena un anno.
Ero scettico - temevo che non avrebbero resistito alle inimmaginabili critiche che ricevevano ogni giorno da mia madre e, cosa peggiore, anche da molti loro amici. Parlo di 30enni. Sapete qual era l'argomentazione a difesa del loro dissenso? "C'hai tu' madre che te tiene il fijo, e lo vai a da' a sconosciuti! Pe mme sbaji". Detto proprio così, perchè cambia. Dà l'idea.
Io mi sono battuto con energia e convinzione per il sì, perchè stare con altr* bambin*, coetane* e non, conoscere spazi nuovi e diversi da casa, non legarsi eccessivamente a nessuna figura famigliare - mia madre sarebbe un buon tutore per certi versi ma pessimo per altri, temo - non può che fargli bene. Tantopiù dato il caratterino che si ritrova: dolce e buono quanto vi pare, ma troppo fermo, troppo inflessibile, tolleranza zero. E ce ne mancava, un altro così!
Oggi mia sorella l'ha accompagnato.
Primo giorno: un'ora. E' andata alla grande: ha sbavicchiato ogni gioco che trovava in giro, ha fermamente redarguito una bambina perchè si era impossessata del suo - suo di lei, attenzione! - telefono (ma come: io so dire oooo'nntooo, con tanto di manina portata all'orecchio, e lei ha un telefono e io no?! Scordatelo. Dammelo. Ora.), e ha sbaciucchiato ogni maestra. 
Mia sorella è tornata felice, con un'ottima impressione della struttura e del servizio.

Cosa buffa.
Di ritorno verso casa, sorella e nipote si fermano dal pediatra per fargli scrivere il cosiddetto "certificato di sana e robusta costituzione" ( mi ha sempre fatto ridere: "robusta costituzione" per me? che pesavo 40 kg qualche anno fa e ora 53?! e mio nipote non ci va liscio, per chi non lo sapesse). 
Una volta scritto, il medico lo passa a mia sorella, ma Ric lo aggranfia per primo e allappa uno "Aaasssiiiee". 
Pediatra strabuzza gli occhi. Poi, intimorito, se la ride.

ps: nota di demerito per l'asilo. Si chiama "I monelli".
Domanda: "Le monelle" sono stronze? Oppure le bambine sono troppo docili per esserlo?
Cavolo, ma pensateci, no?!
Glielo farò notare, sì.

10 commenti:

  1. Cavolo, avevo scritto un commento, bello, articolato e con i riferimenti bibliografici e mi è sparito per la tigna di controllare uno dei riferimenti.

    Affidare il figlio a tempo pieno alla nonna è una cattiveria per tutti e guasta gli umori in famiglia. Mandare affanculo la gente che da opinioni e pareri del cavolo invece fa solo bene. Regalale Bollea, " Le madri hanno sempre ragione", descrivile i miei figli che sono andati al nido rispett. a 7 e 8 mesi e non è che siano venuti su così male nonostante abbiano me come madre e falle leggere un po' di mommy-blogging serio tipo Genitori Crescono e Mamma Imperfetta.

    E complimenti per la scelta, aspetta ancora un po' di mesi che Ruccardo esca dalla visione totalitaria del mondo e si accorga che gli altri bambini esistono anche per giocarci insieme (non solo a fianco, come fanno a quell' età) e vedrai quanto si diverte.

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  2. @mammamsterdam

    Quello che si chiama ordine ... ahahaha

    Sono del tutto d'accordo con la fanculazione degli ostacoli. E, visto che Riccardo compirà un anno proprio il 9 settembre, regalerò a lui qualcosa e a mia sorella il libro che m consigli. ;-)

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  3. Mah..forse chiamarli "I monelli e le monelle" era troppo lungo? va detto che da questo punto di vista la lingua italiana non aiuta.

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  4. Il maschile ha anche il ruolo di neutro in italiano, rassegnati, è la sintassi; non discriminazione ;)

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  5. Oh, adesso a leggere questo, dopo il mio post pessimista sull'inserimento alla scuola dell'infanzia, mi viene ancora più nostalgia del meraviglioso nido che abbiamo lasciato!! Noi eravamo molto dubbiosi, l'anno scorso, se mandare Fagiolina al nido o no. Abbiamo poi deciso per il sì perchè lei dimostrava grande voglia di stare con altri bambini. Si è rivelata la scelta giusta. Vedrete che, anche se l'inserimento andrà alla grande, qualche giorno di "crisi" arriverà comunque: è giusto e sano che ci sia. Il bambino impara così a distaccarsi dai genitori e a scoprire che ci sono altri "grandi" di cui ci si può fidare. Complimenti!

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  6. @Paolo e Marina

    Sicuro, la lingua italiana non aiuta affatto. Ma vogliamo ancora credere alla storia del neutro? Volgiamo ancora credere che quest'uso del maschile sia innocente?
    Intendo. Dire che il maschile è neutro non rende; io direi che il maschile, nella lingua italiana, neutralizza. Neutralizza le presenze femminili in questo caso, le ingloba. E questo non mi piace.
    Ogni lingua è specchio del pensiero del popolo da cui è parlata, no?
    Ecco, mi piacerebbe se noi italian* ci facessimo di più il mazzo per distinguere, per non dare per scontato. Più sensibilità, ecco.

    @Marghe
    Ti ringrazio per l'incoraggiamento, e per il consenso - non è mai troppo.
    Ti informerò sui prossimi passi. ;-)

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  7. ma no Amedeo davvero.
    Il maschile non è il neutro, ne assume il ruolo in certe occasioni. Non c'è azzeramento in questo, c'è aggregazione: il contrario di quello che vedi .
    Ampliando il tuo ragionamento dovremmo dedurre che gli anglofoni sono scortesi perché non hanno la forma di cortesia, ma non è così.

    La lingua non è lo specchio (risultato) del popolo che la parla, anzi storicamente in Italia è proprio il contrario: il popolo è emanazione della lingua.

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  8. @Marina

    Non oso controbattere perchè non ho argomenti così forti e conoscenze così approfondite come quelle che tu mostri.
    A questo punto, proverò ad informarmi meglio, e intanto ti ringrazio delle delucidazioni. :)

    [Ammetto che non sono ancora convinto della buona fede della nostra lingua ...]

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  9. Anzi, ripensandoci, ne approfitto della tua preparazione per chiederti:

    - perchè, dunque, dovremmo aggregare con il maschile o con il femminile? Sarebbe impensabile aggregare con il secondo, a nessuno verrebbe spontaneo. Perchè non sdoppiare, non specificare, dico?

    - la cosa degli inglesi mi colpisce molto, e credo abbia senso; ma è pur vero che gli inglesi non distinguono femminile e maschile di aggettivi, ad esempio, e non perchè il maschile ingloba l'altro, ma perchè c'è un'unica forma.
    Questo non ha conseguenze (o radici) sulla mentalità?

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  10. L'italiano come le altre lingue romanze è una lingua che viene dal latino, che aveva come tutti sanno 3 generi: maschile femminile e neutro. Il neutro, col suo "non genere", era molto simile nella declinazione al maschile e lentamente si è normalizzato a quello e ha trasportato nel maschile le sue caratteristiche, nell'evoluzione i due nomi si sono fusi per semplificazione fonetica e sintattica. Non poteva accadere lo stesso con il femminile perché il femminile era di partenza troppo diverso dal neutro.
    L'inglese è una lingua celtica, perciò ha seguito un'evoluzione diversa coerente con la sua struttura di base.

    Quando nel 500 il nostro territorio era frammentato tra ducati principati e repubbliche. Gli intellettuali sentivano la necessità di un'unione linguistica, visto che quella politica non era possibile e hanno portato avanti un vero e proprio dibattito a proposito di quale fosse la lingua da "scrivere" e parlare nello scambio tra intellettuali, perché avere almeno una lingua comune era visto come risarcimento della mancata unità nazionale. Ha vinto la proposta di Pietro Bembo che voleva un italiano conformato ai modelli trecenteschi fiorentini di Boccaccio per la prosa e Petrarca per la poesia e tutti si sono adeguati a questo; è grazie a questo avvenimento se noi tutto sommato non facciamo troppa fatica a leggere Dante & co.

    in seguito la popolazione si è riconosciuta italiana grazie al fatto che linguisticamente c'era già una traccia di qualcosa in comune (ad alti livelli); anche se per una vera unificazione linguistica abbiamo dovuto aspettare il fascismo e soprattutto il secondo dopoguerra mondiale e l'aumento del tasso di istruzione.

    Secondo me ha un'influenza in italiano il fatto che noi potenzialmente abbiamo 5 modi di esprimere il passato all'indicativo; come l'esistenza del congiuntivo o la possibilità di strutturare frasi molto lunghe e comunque leggibili. Ma appunto di lingua e popolo si parla: a parer mi è un discorso che va fatto "in grande" non su dettagli della lingua, perché i dettagli da soli possono essere tutto e nulla.

    Ho risposto decentemente o mi sono incasinata? chissà!
    Se vuoi approfondire il tema ti bastano un manuale di storia della lingua italiana e uno di filologia romanza :)

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