venerdì 16 settembre 2011

Luca e Gustav

Un paio di anni fa, in occasione di un incontro al DGP (associazione romana per i diritti LGBT), ebbi il piacere di conoscere Luca Ragazzi e Gustav Hofer. Si tratta di una coppia di ragazzi di Roma, entrambi giornalisti, che, forse un po' inaspettatamente, conobbero un successo internazionale grazie al loro - meraviglioso, davvero - docu-film: Improvvisamente l'inverno scorso, in cui raccolgono testimonianze dirette dal popolo italiano a proposito della proposta dei DiCo.
Sono tornati con un secondo lavoro, dal titolo Italy - Love it or Leave it, che è stato presentato alla prima a Milano proprio ieri. Spero che verranno presto a proiettare a Roma!
In attesa, vi comunico che mercoledì 21 settembre, alle ore 23.50, andrà in onda su RAI3 la versione breve del loro lavoro. Non perdiamocelo, fidatevi!


4 commenti:

  1. Volevo andarlo a vedere oggi ma ovviamente mi han fermata a scuola ... ci proverò domani sera, anche se di sabato mi viene un po' l'ansia qui a Milano.

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  2. Alla fine ce l'ho fatta, sono stata a vederlo (tra l'altro mentre sulla città si abbatteva la tempesta del secolo ...)
    Bello è bello, molto interessante, ben girato e ben sceneggiato.
    Nonostante si finisca più volte sull'orlo del vaffanculo! e venga un mal di stomaco folle nel vedere il comportamento di alcune persone ("Il reato di apologia al fascismo non esiste più" o "Chi siamo noi per giudicare moralmente Berlusconi") i due riescono sempre a sciogliere la tensione e portarti al sorriso, anche se amaro.
    Così come con Improvvisamente, mi son trovata a scuotere la testa e chiedermi perché certa gente odia così tanto il suo prossimo, perché nella testa delle persone si sia accumulata una quantità di rabbia così virulenta. Si tratta di una Lobotomia molto ben riuscita.

    è stato bellissimo vedere l'intervisa a Lorella sul Corpo delle Donne, lì ti commuovi veramente (per lo meno io) quando la senti chiedersi quanta paura possono avere le donne di perdere l'approvazione maschile, se non riescono nemmeno a capire la violenza psicologica che si sta esercitando su di loro.

    Per me, unica pecca del tutto è stato il finale.
    In linea con il titolo, senza dubbio, ma deludente.
    I due non spiegano perché si debba restare in Italia o andarsene. O meglio, avvalorano l'idea di andarsene con tantissime prove, ma il restare (che è quello che interessa a me in questo momento) sembra essere una decisione di pancia, un atto di fede, una prova di coraggio.
    Appunto, solo ed esclusivamente un atto d'amore.

    Forse lo è. Speravo di no.

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  3. @Maja

    Sono contento che tu sia andata - spero di poter fare lo stesso io, a Roma!
    Appena vedrò il docu potrò risponderti con argomentazioni; per ora, mi limito a pensare che sì, diciamolo, ammettiamolo, restare qui non può essere che una scelta di cuore, di affetti, di sogni, di speranze, di aspettative, di lotta sociale. Ma di concreto, cosa ci guadagnamo a restare? Poco, adesso come adesso.

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