venerdì 21 ottobre 2011

Andare in Olanda e sposare "Il Maestro e Margherita": posso?

In questo ultimo anno ho letto molto. Moltissimo, forse. 
Dopo aver cambiato casa - ovvero: dopo esserci ristretti io, mamma e papà nella metà della superficie precedente della casa, dato che l'ex metà se l'è agguantata mia sorella con prole e coniuge - ho una camera molto piccola, in cui non ho potuto sbattere neanche una piccola scrivania. Quindi: il comodino fa il giorno da porta libri, mutande, vestiti e fogli sparsi, la sera, invece, da poggia-portatile; la sedia, lasciata in mezzo alla lingua di spazio rimasto, così, senza senso - né tavolo! -  cosa che trovo fighissima! - svolge le stesse funzioni.
I libri, dicevo. Sì.
I libri sono sistemati in due grandi librerie a parete, perlopiù. Molti altri, invece, nonchè gli ultimi in ordine di acquisto/studio, sono tutti belli allineati su delle fantastiche mensole rosse e bianche in alternance.
Da qualche settimana li guardo, li tocco, li apro, li ripongo. Ne ho riletti alcuni, non ne ho ancora iniziato altri ....
Questo post è dedicato a loro, a questi ammassi di foglie e fogliame che mi tengono su la vita, in molti casi.

Non di rado, come tutti gli essere umani, ho momenti di sconforto.
Non di rado, come tutti i giovani, ho momenti di sconforto.
Non di rado, come tutti i giovani innamorati, ho momenti di sconforto.
Non di rado, come tutti i giovani innamorati presi per il culo, ho momenti di sconforto.
Sempre, da quando sono riuscito a farmeli amici, i libri mi hanno salvato.
Ieri ne parlavo al telefono - Andrea, ne sai qualcosa? - e lui ha detto ciò che in queste settimane andavo elaborando. "I libri vanno corteggiati".
Niente di più vero.
Per me cominciare un libro è 'na faticaccia! E' un impegno, un'impresa, mai un imprevisto. Non mi capita mai di acquistare un libro, sedermi in treno e mettermi lì subito a leggere, dalla prima pagina. Non sia mai.
C'è tutto un rito da seguire, che cambia poco negli anni, a quanto pare.
Lo prendo, comincio a sfogliarlo, mi leggo la quarte di copertina, le pagine introduttive, traduzione a cura di, a cura di, prima edizione, introduzione prefazione e tutto il resto, poi lo sfoglio un pochino, provo ad abbordarlo, insomma. E lì si mischiano un sacco di emozioni: paura del rifuto, ansia da prestazione, spavalderia artefatta ma necessaria per fare colpo, risolutezza nel proporsi come lettore - Libro, non opporti, ti leggerò, e non dico "che tu lo voglia o no" perchè non ce ne sarà bisogno, ti piacerò, sarò un lettore meritevole.
Per leggerlo posso impiegare un giorno, pochi giorni, o un mese. Ma nulla cambia. Il corteggiamento è lo stesso.
Sono io a dover conquistare il libro! Gli devo dare fiducia, ma devo subito dopo far sì che sia lui a darne a me.
Detesto abbandonare i libri, incorro in una vera crisi d'ansia. Mi viene quasi da piangere, mi sento di tradire le parole, l'autore, i messaggi, la lingua ... il traduttore! ... Sì, un vero tradimento. Peggio anzi: un vero abbandono. 
Perchè tradire, in una storia, capita pure - questa flessibilità, vi assicuro, non la applico mai, ma facciamo i tizi aperti - ma abbandonare o essere abbandonato davvero mi distrugge. Gettare la spugna, ritenere la persona o la situazione non più degna dei proprio sforzi, delle proprie energie.

Sì, per me leggere vuol dire vivere una storia d'amore con il libro - lo sfondo del mio blog, ora che ci penso, non è mica casuale ... Se potessi scegliere, sposerei "Il Maestro e Margherita" - nonchè Bulgakovetto.
E voi? Li amate i libri? E chi sposereste?





11 commenti:

  1. io farei un bel matrimonio di gruppo con Saramago, Stephen King, Sebastiano Vassalli, Valerio Evangelisti, George Orwell, Amelie Nothomb (Acido solforico), Isabel Allende (Eva Luna e Ines dell'anima mia)..vabbè mi fermo qua.

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  2. Bhè, io leggo sempre l'ultimo paragrafo del libro (proprio ultima pagina) prima di acquistarlo o prenderlo in biblioteca!
    E' una forma di corteggiamento anche questa o semplicemente voglia di rovinarsi le sorprese??

    Comunque, mah probabilmente mi sposerei Tolstoj (o meglio, il Principe Andreji) oppure la Youcenar...o, ovviamente, Wilde! Ma lì ci sarebbe qualche problema a meno che non mi facessi crescere baffi (e qualcos'altro) e mi pettinassi come Bosie...


    Seya

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  3. @paolo e seya

    E andateci piano, diamine! Già per sposarsi in due, se masculi, in Italia bisogna o uccidere il Papa o decidere chi dei due dovrà cambiare sesso ... voi optate per un'orgia tale! ;)

    Io non leggo l'ultima pagina, bensì l'ultima frase del libro. Oppure, talvolta, la primissima e l'ultimissima parola del libro. Mah!

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  4. Così, senza pensarci troppo, mi viene da dirti che un libro che sposerei è "L'antologia di Spoon River" di Edgar Lee Master! Ma non so se riuscirei ad essere fedele a lungo!

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  5. ma, insomma, i matrimoni vanno festeggiati in grande, con tanta gente....XDXD


    Seya

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  6. oh mamma chi sposerei.
    Sono bulimico e i miei libri li vorrei tutti. li amo tutti e se loro hanno degli amanti i loro amanti sono anche miei amanti (titolo di una commedia vista a teatro..qualche decennio fa). Ma se mi vuoi proprio nella scelta caro amedeo sposo gli ultimissimi..quelli che mi danno emozioni per ciò che sono adesso. Uber alles in qs mesi il Diario di Etty Hillesum, i miei nuovi libri sullo yoga comprati domenica allo yoga festival, in principio era la gioia di Matthew Fox e poi....ma forse anche il new york times bestseller Delivering Happiness di Tony Hsieh. A volte la manualistica americana compie miracoli..ricordate gente..ricordate....

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  7. @leadershit

    Andrea, sei sfacciatamente saccente - e troppo FLESSIBILE per i miei gusti :D :D
    Devo ammettere che non conosco nessuno dei libri da te citati - ce li procureremo, vero gente? ;)

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  8. uno su tutti
    il diario di Etty..lì c'è proprio tutto..per tutti

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  9. Io avrei una relazione di sesso con 1984 di Orwell.
    Mi fidanzerei con I Figli della Mezzanotte di Rushdie, ma poi lo lascerei a pochi giorni dal matrimonio.
    Sposerei Anna Karenina e avrei con lei una relazione alla Virginia e Leonard Woolf.
    Nel frattempo continuerei a farmela con The Buddha of Suburbia e qualsiasi libro di Cunningham.
    Extremely Loud and Incredibly Close sarebbe il fidanzato col quale cresci e che poi lasci ma rimanete amici per sempre. Anche se a volte ti fa girare le palle.

    Ted Hughes sarebbe il mio "fascista", tanto per citare la povera Sylvia.

    Chissà quanti amanti mi sono dimenticata.

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  10. @Maja

    Cunningham, cosa mi hai fatto tornare in mente! Pochi giorni fa ho rivisto "The hours", film tratto dal suo romanzo omonimo. Fantastico!
    Tra l'altro, il traduttore italiano ufficiale è Ivan Cotroneo, di cui consiglio a tutt* di leggere qualcosa - ad esempio, "Cronaca di un disamore".

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  11. The Hours è il mio film dell'espiazione. Solitamente lo guardo in premestruo e piango fino a quando non mi sento svenire ... :P

    Ho dimenticato Vonnegut ... come ho potuto dimenticare Vonnegut?

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