mercoledì 30 novembre 2011

Aggiudicato.

Romeno romeno romeno! Yeah!
Ieri ho cominciato il corso di lingua romena presso l'Accademia di Romania, a Roma. 
Arrivo con un'ora di anticipo - avevo finito prima lezione di francese - perciò erro per la meravigliosa struttura. L'insegnante, alle prese con la lezione del primo turno, mi nota, mi fa cenno con la testa, come per dire: "E tu chi cazzo sei?", le spiego a bassa voce che no, vorrei parlarle ma dopo, non si preoccupi, ma lei mi guarda brutta assai, e mi obbliga ad entrare ed assistere già. Così. In medias res.
Saluto tutti e mi siedo.
Lei riprende a spiegare la declinazione del sostantivo - età media: 55/60 anni, gente che non sa neanche cosa sia un caso. L'è djura, sì, ma lei ci riesce.
Dopo un'ora c'ero dentro, fomentatissimo.
Fine.
Parlo con lei, mentre beve un caffè per ricaricarsi e ripartire con altre due ore col secondo turno: h. 18.30-20.30. Mi spiega che inizialmente non c'erano più posti ma, come al solito, in molti hanno desistito, quindi: sei dei nostri!
Mi decido a seguire due ore del secondo turno. Doppia lezione, perciò.
Fatti tutti e quattro i casi, genere, numero e tutto il resto.
Lei è STRAORDINARIA.
Comprerò al più presto libro e dizionario.
Prima nota di riflessione. Durante la spiegazione l'insegnante dice: " [...] perchè io sono rumena [...]". Io sento una lieve e rapidissima sensazione di disagio, di imbarazzo, ma era tutto mio! Gli altri, ormai svezzati, erano già nella cosa, hanno già sviluppato un'altra sensibilità al termine, e quindi all'idea.
Nella mia testa "romena" ha un significato chiarissimo, ma sulla pelle vuol dire zingara, sporca e battona.
Ho scelto la lingua giusta, io lo so.



ps1: questo è un racconto di Matteo B. Bianchi, uno dei miei narratori preferiti. Lo trovo bellissimo.
ps2: guardate qui.

5 commenti:

  1. E io che volevo proporti di venire a seguire il mio corso di giapponese (col teletraporto, ovviamente, vista la distanza)!
    Niente da fare, sarà per la prossima volta, ma sono sicura che ti sarebbe piaciuto almeno per un motivo: la lingua giapponese non ha genere femminile/maschile, né nei verbi né negli aggettivi (e nemmeno nei sostantivi, non esistono manco gli articoli)! ;-)
    Scherzi a parte, in bocca al lupo per la nuova avventura, un po' mi manca l'emozione di iniziare lo studio di una nuova lingua... ma ho già dato abbastanza.

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  2. @pianobi

    Ma a me giapponese piace già tantissimo! Il mio ex, quello di cui di ho detto peste e corna, è un dottorando in yamatologia, quindi qualcosa ha lasciato.
    Mi piacerebbe moltissimo studiarlo, ma richiede anni ed anni prima di ottenere risultati - io avevo bisogno di qualcosa di più diretto, immediato.
    Ma nessuno dice che non lo studierò. ;)

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  3. Appena festeggiata la loro festa nazionale sei entrato nel mondo rosso giallo blu. Ho amiche carissime in Romania. So dire solo Ce faci? e La multi ani! Te iubesc. Pupici. (come stai? Auguri! Ti amo. Baci)

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  4. @MarinaMarea

    Beata te!
    Dopo la prima lezione io mi limito a sapere quanti miliardi di eccezioni abbiano i loro generi dei sostantivi, e cosa sia un articolo genitivale o pronome semindipendente :|

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  5. ma sì, dai, presto parlerai. La grammatica di base va imparata a memoria stretta. Poi il resto verrà da sé.

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