lunedì 21 novembre 2011

Parlare con la città

"Se sono in città e ho voglia di campagna, posso andare in un parco. Ma se sono in campagna e ho voglia di città, dove vado?". Parole di Warhol durante un'intervista. 
Passatemi Andy - senza rinnegarlo, badate bene, è uno snodo imprescindibile per un sano sviluppo frociaresco. Il mio primo fidanzato, bello che era, mi regalò il film sulla factory e un bel volumone Taschen ben curato e impaginato, ne imparai parecchio. Insomma, una reale forma di genio l'aveva, il nostro Andrew (mica era slavo così, tanto per). Gaga docet. Passatomi lui, resta la Verità.

E' certo che questa frase merita di essere rivista, ripulita; tuttavia mantiene, a mio avviso, una profonda efficacia. Perchè se è vero che sì, un parco in piena Roma fa respirare, fa relax, natura e quant'altro, di sicuro non fa campagna. Campagna non è soltanto un paesaggio agreste e bucolico. Il paesaggio agreste e bucolico non bastano a fare campagna, che è, invece, tutta una miscela - irriproducibile, forse - di odori, colori, prospettive, tagli di vedute. Un parco metropolitano serve, fa bene, ma è altro.

La città. invece. 
Io dentro ci ritrovo sempre più di un mondo. La metropoli mi svuota e mi riempie ogni giorno, mi offre continue chance, mi scatena dalle singole vicende del giorno, senza bisogno di dimenticarle, e mi immerge in un racconto cosmico, collettivo. 
Appena metto piede alla stazione Termini il mio sguardo sulle cose cambia. Io, che figuriamoci se metto in standby qualcosa nel cervello, ogni tanto, non sia mai!, che non mi lascio sfuggire dimenticanze, in città mi rassereno. Gli autobus, le automobili, gli impiegati in completo, le badanti con vecchio/a inclus* nel pacchetto, gli affascinantissimi uomini bengalesi e indiani portatori dei più impensabili odori, i numerosi slavi di tutte le declinazioni che passano e bevono e ribevono e rifischiano e fanno certe grezzate che levate, le russe fatte di cosce sui Condotti, le anziane monteverdine che, tra il basito e l'indredulo e il conato, scrutano qualche giuovane fanciulla libertina, scosciata o chissà che altro, i ritardi dei mezzi, le parolacce in mente - ah, però! Qualcuno invece le dice proprio! - e chissà quali e quanti altri scenari!
A me tutto questo fa vivere, fa letteralmente venire i brividi.

Con Fausto ci siamo interrogati fino allo sfinimento su cosa ci ispiri di più, su quale sia il luogo in cui riusciamo a sentirci meglio. Io sono certo e fiducioso delle mie conclusioni: io riesco a sentirmi, e a sentirmi in ogni sumatura, in città. 
Ad esempio: voi, quando avete bisogno di stare sol*, dove andate? Io non ho dubbi. L'unico luogo in cui riesco è la città.
Fausto, che si trasferirebbe oggi stesso in remote terre abbruzzesi, disperso tra greggi ed effluvi naturali, resta sempre sbalordito quando dico che sì, io riesco a sentirmi solo soltanto in città. Quando ho provato a conciliarmi ai paesaggi e alle terre da cui provengo, a chiedere conforto a loro, ho ottenuto sempre lo stesso risultato: non sentivo la solitudine, ma l'assenza del resto, dell'altro, degli altri, che non mi ha mai fatto granchè bene - può farne?, mi domando. Se un giorno sono giù, invece, e me ne vado a passeggio per il centro di Roma, esplorando nuove strade, nuovi negozietti, nuovi scorci - la sacra fortuna di vivere a Rim - tutto si rimescola, tutto acquista luce nuova. Priorità, ansie, angosce e felicità prendono una nuova struttura, si riorganizzano.
A Roma non ho problemi a mettermi su un marciapiede e piangere finchè ne ho voglia. Da me, con montagne, pianure, mare e quant'altro, non posso. Ho bisogno che il mondo esista intorno a me per tirarmene fuori e starmene solo. Un paesaggio, per quanto sublime, non posso che contemplarlo, ma mai dialogarci. 
Io, che di discorsi, scambi e narrazioni faccio la mia aria, alla campagna posso chiedere ospitalità, ma non ispirazione.
Metropolitano, fino in fondo.

10 commenti:

  1. Io che sono un ticchio bipolare sono esattamente a metà fra te e Fausto, ma questo lo sapevate già.

    E a Natale vado a Cracovia, che per me è la MIA città.

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  2. @mammamsterdam

    Tu rappresenta la schizofrenia dei luoghi :D
    Ah, quindi vai a Kraków? Guarda te se quasi quasi non me becco casa tua ad Amsterdam per le feste ;)

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  3. Ma, io non saprei. Sono inevitabilmente molto legata alla citta`, ma forse, piu` che altro, alla mia idea di citta`, nella quale un po` di verde e` indispensabile (quindi non Padova, ndr).
    Indubbiamente pero` sono anche io un animale metropolitano!


    Seya

    PS: scusa gli accenti ma la tastiera dell'Uni e` dotata di un numero limitato di tasti funzionanti...X(((

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  4. Non so se con città intendi solo metropoli a livello di Roma e Milano o più in generale un contesto urbano non classificabile come paesello in campagna aperta. Concordo comunque sul nocciolo della questione, i piccoli paesi, la natura bucolica e incontaminata possono essere piacevoli e suggestivi se presi a piccole dosi, altrimenti prima o poi arriva a pesare come un macigno il senso di isolamento che è diverso dalla solitudine. Anch'io della città amo la possibilità di muovermi e di incontrare il mondo e allo stesso tempo di preservare la mia solitudine quando ricercata, anche se preferisco quelle città che, pur nelle loro grandi dimensioni, restano comunque a misura d'uomo.

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  5. @seya
    Tranquilla per i tasti, so bene che non tutti gli atenei hanno i soldi della Sapienza - questa poi è bella :D

    @Asa_Ashel
    Benvenuta, che bellezza!
    Sai, io sono letteralmente "metropolitano" - metropoli metropoli metropoli!
    Trovo che anche i centri urbani ristretti, dopo qualche tempo, diventino stretti. Ma forse ho soltanto provato a vivere in quelli sbagliati.

    @seya e Asa_Ashel
    Una cosa è certa: amo il verde nelle città, assolutamente indispensabile! Roma si salva ancora parecchio in questo senso ...
    Berlino è un'ottima soluzione, ad esempio.
    Per non parlare di Pietroburgo - rozzi come pochi, 'sti russi, ma c'hanno certi parchi!

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  6. @Asa_Ashel

    Mmmh, interessante ... ho stupidamente dato per scontato che tu fossi femmina - questo è interessante, dico; sarà stata l'ingannevole a- iniziale? - invece vedo che mashkulo sei! ;)
    Vengo subito a casa tua a trovarti.

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  7. @Amedeo
    leggiti il post delle disavventure al telefono visto che ci sei, giusto per restare in tema di fraintendimenti... hahaha!!

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  8. Letto, e mi sto ancora sbellicando dalle risate - tuttavia, qualche risposta ancora mi sfugge :-|
    Ripassa di qui!

    ps: ma tieni attivi entrambi i blog?

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  9. Sono in stand-by entrambi, in parte perché il lavoro e altre cose mi assorbono molto, in parte perché la scrittura per me è un linguaggio talmente importante che non mi consente di usarla senza evitare di "mettermi a nudo" perché semplicemente scivola veloce come un fiume in piena. Ma ci sono momenti nella vita in cui questo "esporsi" fa cadere le difese mentre in questo momento sento la necessità di conservarle.
    Ma so già che tornerò a scrivere, lo testimonia il fatto che ultimamente ho ripreso a commentare nei blog altrui, prima o poi mi sentirò inopportuno nell'invadere spazi non miei e quindi tornerò ad aprire le stanze del mio blog.

    Da un po' di tempo incrociavo i tuoi commenti su alcuni blog che seguo e ho avuto la curiosità di capire meglio alcune cose dei tuoi racconti, quindi sono passato a trovarti ed ho scoperto uno spazio piacevole da condividere e argomenti che stuzzicano la mia curiosità, e poi l'immagine di fondo con tanti libri in evidenza non poteva che conquistarmi. Tornerò sicuramente, sperando che la cosa non sia interpretata come una minaccia..

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  10. @Asa_Ashel

    Capisco. Sarò felice di iniziare a leggerti in tempo reale - quando riprendi fai un fischio (anche se controllerò da me).
    Sono davvero felice che questo spazio ti piaccia, che ti ci senta bene e stimolato. Era proprio il mio obiettivo.
    Lo sfondo. L'ho ripreso da un blog amico. Ebbene sì, l'ho copiato perchè rendeva esattamente il messaggio che volevo infondere: vieni qui, casa mia è sempre aperta, e ognuno ha piena libertà di movimento. Può scegliere di prendere in mano un libro e riporlo immediatamente, leggerlo tutto d'un fiato, sfogliarlo distrattamente, oppure guardarlo soltanto. Tutto.

    Quindi: nessuna minaccia, sei il benvenuto.

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