lunedì 5 dicembre 2011

Florence: pagana e ultraumana

Post di cuore, e di corpo.
Ve l'ho già presentata altre volte, ma senza spenderci mai più di una riga. Florence + The Machine. 





Questi due sono,  a mio avviso, i suoi lavori più riusciti, i videoclip in cui di lei emerge il meglio.
L'ho scoperta per puro caso due anni fa. Una cara amica mi chiama e mi fa: "Oh, Ame, questo nostro periodaccio sta per finire, lo so. A partire da oggi ha anche un motto. Dog days are over. Vattelo a vedere, va'! Credo proprio che ti piacerà". L'ho cercato, l'ho visto. Venti volte a loop. Dopo un paio di mesi ero al suo primo ed unico concerto a Roma. Una delle esperienze più estatiche e catartiche della mia vita.
 
L'effetto che Florence produce su di me è proprio quello di un rapimento, un'estasi, un'epifania continua. Lei stessa riconosce la sua volontà di trasferire chi la ascolta in un mondo altro, in un mondo fatto di fantasia, di utopie, di sogni, dove le logiche di tempo e spazio crollano, il ritmo è scandito soltanto da slanci, salti, corse infinite, giravolte. Quando la ascolto è tutto un giramento di testa, tanti colpi di cuore, tanta commozione e senso cosmico. Sì, perchè ascoltare lei mi aiuta a riconciliarmi con le persone che ho odiato e che tuttora odio, con gli antipatici, con chi porta disagio nella mia vita, oltre che ad amare ancora più intensamente chi amavo già.
 
Capelli rossi ed occhi verdi - ormai si sa che sono la mia combinazione preferita se mi si vuol far perdere la testa - le sue labbra finissime, sorriso spalancato, naso con gobbetta - mai camuffata, mai aggirata - occhiaie fisse - altrettanto visibili e mai cancellate - affusolata, lunga, lunghissima, acuta. 
In una parola: costruita.
Lei si è costruita interamente una figura, un'estetica, un'immagine, dei simboli, un'identificazione univoca ma nello stesso tempo molteplice. La riconosceresti ovunque e comunque, nonostante si evolva. E questo mi ha fatto letteralmente innamorare.
Lei rappresenta fino in fondo il mio immaginario: estetico, sessuale, di genere, musicale, figurativo. 
Sento quotidianamente il bisogno di giocare con la mia identità, di combinare i miei simboli, di spingermi un passetto oltre la linea del "così ti accetto". Tutte le volte in cui assumo pose o mi diverto a performare il femminile che sono, il femminile che esprimo, nella testa non ho che lei. 
La ammiro perchè non pretende di vivere o di far vivere gli altri in un mondo altro spacciandolo per reale. Lei sa benissimo di giocare, di unire i piani, di performare. E proprio per questo, proprio perchè questo mondo se l'è costruito lei, risulta naturale.
Naturale è tutto ciò che noi creiamo con spontaneità e consapevolezza.

Se esiste un post-umano, come può essere lei - l'altra parte esatta del mio immaginario, altrettanto amata - esiste un ultra-umano, che è Florence. Raccoglie tutto l'umano e lo esaspera, lo amplifica, lo potenzia, lo brucia quasi.

Segnalo, infine, questa interessante analisi. 
Godeteveli.




Happiness hit her like a bullet in the back

Nessun commento:

Posta un commento