lunedì 6 febbraio 2012

Elena Gianini Belotti


Leggere Elena Gianini Belotti richiede sempre la concentrazione massima.
Non che manchi di ironia, tutto il contrario, regala sempre dei passaggi esilaranti, di critica pungente; né di agilità - la sua scrittura è estremamente consapevole, conosce bene ogni parola che usa, la sceglie, compone frasi lunghissime ma cucite con spiccata capapcità di controllo. Tutto ha un ordine, tutto rientra in quest'ordine. E' una grande narratrice, oltre che un'ottima teorica.

Leggere Elena Gianini Belotti fa sempre bene, anche quando ti lascia una strisciata di amaro. 
Le sue riflessioni sono del tutto attuali - nessuno se ne stupirà, no? - e aprono immancabilmente delle parentesi di pensiero.

Dopo Dalla parte delle bambine, dopo anni di vane ricerche, sono riuscito a trovare Prima le donne e i bambini in una vecchia libreria indipendente di Roma. Prezzo stracciato, forse pure qualche pagina, ma ora è sulla mia mensola, che culo!

Sarebbero tantissimi i frammenti che vorrei postare, che vorrei regalarvi per convincervi a cercare questo bellissimo testo e tenerlo con voi, nella vostra biografia libresca.
Mi limiterò a quelli irrinunciabili.

Mentre siamo molto cauti al primo incontro con un adulto, quando incontriamo un bambino per la prima volta ci comportiamo come se lo conoscessimo da sempre, bruciando seduta stante tutti i tempi graduali indispensabili per non renderci invasivi, che invece contraddistinguono il primo incontro tra due adulti. 
Gli dimostriamo una cordialità e una familiarità eccessive, presumendo che sia sempre e comunque disposto a entrare in comunicazione con noi, che il suo consenso non sia affatto indispensabile ma automatico, e ci aspettiamo che ci butti immediatamente le braccia al collo.
[...] proprio a causa della disparità di potere tra noi e il bambino, gli abbiamo imposto una serie di violenze varcando la "soglia dell'intimità" senza attendere i segnali di consenso. Se avessimo rispettato le sequenze previste e gli avessimo lasciato il tempo, è quasi certo che gli approcci verso di noi li avrebbe fatti il bambino stesso a modo suo.


Lei, inoltre, verbalizza la mia convinzione della comunanza tra impegno delle persone gay e impegno delle donne:
Le posizioni difensive costringono a comportamenti e percorsi obbligati, a una perenne sorveglianza su se stessi per non uscire, neppure involontariamente, dal sentiero della norma e del costume che limita ma comunque protegge, a un'attenzione alle reazioni degli altri e a indovinare le intenzioni degli altri, a una mimetizzazione costante nell'ambito di un certo comportamento che l'esperienza propria e altri conferma che è pericoloso valicare.

2 commenti:

  1. bello Amedeo questo testo.
    Io consiglio ai tuoi lettori e a te amico mio bellissimo l'ultimo libro di Racalcati ritratti del desiderio. La ricerca sul desiderio in questo periodo mi sta appassionando...in fondo tutto ..ma veramente tutto proviene nel bene e nel male da lì.
    E' scritto come un romanzo e chiarifica e spiega. Oggi chi spiega con pacatezza ed intelligenza è da amare. Direi proprio che è un mio amante!
    9 su 10 finisco le mie giornate a letto accarezzando un libro.....ed è comunque una figata!!
    Vallo a spiegà

    RispondiElimina
  2. @leadershit

    Sì, questo testo di Belotti è davvero magnifico. Indispensabile.
    Mi segno pure il tuo, lo terrò a mente.

    Di questi tempi, anche per me i libri sono gli unicissimi amanti - ma proprio gli unici, porca miseriaccia! :D

    RispondiElimina