mercoledì 21 marzo 2012

In che mondo sociale viviamo?

Esco dalla doccia, mi asciugo, mi strofino tutto per bene, mi asciugo i peli e la barba col phon - odio l'umidiccio addosso - e vado in camera per prendermi un paio di slip, dimenticati.
Attraverso i due metri di corridoio, su cui affaccia anche la camera dei miei. Mia madre è dentro.
Io non mi faccio scrupoli: ormai mi sento troppo vittorioso della conquista sulla mia nudità di cui avevo parlato qualche post fa, mi sento felice a farmi guardare nudo dai miei cari.
A quanto pare la cosa non è gradita. Ed è il perché a farmi incazzare.
Mamma: "Beh, potresti pure coprirti ... dove vai in giro così?!"
Io: "Così come? Sono nudo, stop."
Mamma: "Beh, un minimo di cosa ... di pudore ... "
Di stucco, non so cosa dire. Era deluso, non altro. "Mamma, che stai dicendo?Sono tuo figlio! Ilenia puoi vederla nuda e me no?"
Nessuna riposta, gelata.

Ieri io e due colleghe parlavamo della lezione tenutaci qualche giorno fa da un professore di lingua ucraina della Columbia University: basti dire che è stata una delle migliori lezioni degli ultimi tempi. E sì, tra me e il prof, a cui sono capitato esattamente di fronte, c'è stato subito una tensione particolare. Lo percepivo, e l'hanno percepito anche loro.
Lui ha chiesto di scrivergli via mail, gli avrebbe fatto piacere restare in contatto, rispondere a domande, essere criticato.
Io l'ho fatto subito. In un modesto inglese gli ho scritto quanto interessante fosse stata la sua lezione, e quanto lui mi fosse piaciuto: finalmente non un barone vegliardo dell'università, che ti trancia se lo critichi, ma qualcuno giovane, non per forza di età ma di spirito, che aspettava le critiche. Voleva crescere con noi in quella discussione. Ho molte domande da porle, molte curiosità da togliermi sui rapporti tra Ucraina e Russia e sulle relative strategie linguistiche ... se è d'accordo le scriverò con calma.
Di tutta risposta, lui mi ha dato il suo skype, chiedendomi di contattarlo, lo avrebbe reso felice. In un modo assai delicato mi ha fatto notare il piacere di sentirmi.
Ecco, ho riportato questo alle mie amiche, e mentre lo raccontavo mi sbrodolavo ancora dalla bellezza della situazione, e dalla dolcezza di quell'uomo. Chiedo: "Voi gli avete scritto? Fatelo, gli farà piacere! Ce l'ha chiesto!"
Amica1, giustamente: "Mah, non ho molto da dirgli. E' stato bravo, mi basta". Perfetto.
Amica2 - merita 10, 20 post, la classica ragazza dolce e disponibile, un tesoro di amica, ma che ingloba tutti, e dico tutti per dire tutti, i peggiori stereotipi di genere: "Macchè, a fare 'sta figura ... Ho paura." Abbassa la testa.
C'hai paura de che?!
"Non so, mi vergogno, ho paura."

Ieri.
Finisce una lezione del modulo interdisciplinare in letterature comparate, lezione dedicata alla scoperta del Brasile e alle sue prima testimonianze letterarie. Docente bravissimo, dopo un paio di incompetenti.
Una cara collega propone di andare a complimentarsi a fine intervento, io sottoscrivo entusiasta. Detto fatto.
La solita amica2, stizzita: "Ma non ci penso proprio! Dobbiamo proprio fare 'sta figura di merda?". Non ce la faccio e incazzato le chiedo se a lei, in qualità di prof., non avrebbe fatto piacere, porca vacca. Fa la faccia scazzata e imbarazzata - è suo solito: il suo peggiore problema è il senso del pudore, della dignità.
Chiaramente il prof ha gioito e abbiamo chiacchierato a lungo.

Tutti questi esempi perché?
Per chiedere a voi: ma perché è prevista la possiblità di dare risposte del cazzo come queste? Ma sembra anche a voi un insulto alla possibilità di fare rete o sono io quello strano?
Io davvero non capisco. Il mondo è uno, uno soltanto, per tutti e tutte. Siamo qui esclusivamente per conoscere, esplorare, collegarci, connetterci, scambiar(si), sostituirci, raccogliere eredità e continuare a crearne. 
Perché voi volete vivere in una camera sterile invece che in un grande giardino?

20 commenti:

  1. beh, io ricordo che quando abitavo coi miei venivo ripresa tantissimo se giravo con maglietta e mutande (in estate col caldo asfissiante). Mio fratello invece non veniva rimproverato.
    Perciò boh, forse i tuoi hanno solo un senso del pudore strano come i miei. ^_^ vienigli incontro.
    Poi vabbè, io la penso come te, ma non siamo tutti uguali. Possiamo però cercare di capire, e se avremo la possibilità, insegneremo a chi vorrà ascoltarci il nostro punto di vista.
    Ma è impossibile cambiare i propri genitori, impossibilissimo.

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  2. Sono d'accordo troppo con te. Chiedere e dire le cose, soprattutto se non si ha nulla da perdere.
    Se avessi avuto un compagno di corsi come te sarei a fare un dottorato in Canada a quest'ora, sarebbe stata quasi una sfida a chi riusciva ad aprirsi e a mettersi in gioco di più.
    è andata diversamente e mi piace. come fantasticare su "cosa sarebbe stato se..."

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  3. Be', francamente non me la sentirei proprio di andare in giro nuda per casa davanti ai miei (madre o padre è lo stesso) e in genere è una cosa che pochi fanno (credo), e non ci vedo niente di male (come non vedo niente di male nel contrario). Non significa per forza essere limitati o cose del genere, ognuno ha i suoi pudori. Leggendoti, mi sembra che spesso cerchi, forse anche inconsapevolmente, di provocare tua madre, probabilmente per affermare la tua personalità di "nuovo adulto", com'è normale che sia. Ok, ma non puoi pretendere che tutti vedano le cose come le vedi tu. Magari per tua madre ostentare la tua nudità è un po' una violenza che le fai.
    Per l'altra cosa, be', non credo c'entri con lo stereotipo femminile, ci sono anche maschi che hanno questi tentennamenti, pudori e timidezze. Io sono come te, se ascolto un relatore o (ai tempi dell'uni) un professore che mi piace, che suscita la mia ammirazione, DEVO a tutti i costo farglielo sapere! Gli vado a stringere la mano, gli scrivo una mail piena di entusiasmo, se ho qualche domanda o critica non esito ad "agganciarlo/a". Penso tra l'altro che non possa che fargli piacere. Però capisco anche quelli che hanno "paura di disturbare" o si vergognano. Purtroppo la paura è insita in tanti di noi, e sicuramente a volte anche in noi. Ma non penso sia una questione di genere.

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  4. Per la nudita`, mi spiace mai io evito di farmi vedere da chiunque sans vêtements..mi da` fastidio, inutile. Un po` mi scoccia perche` il mio corpo non e` esattamente bello (per nulla direi), un po` perche`, per quanto a casa mia non esistano chiavi e non si chiudano le porte (a parte quella del bagno), sono sempre stata abituata a distogliere io per prima lo sguardo dai corpi altrui..

    Per la questione universitaria, anche qui devo ammettere che difficilmente sono una che va a stringere mani e a dimostrare entusiasmo..mah..sara` che non mi e` ancora capitato (almeno in ambito universitario) mentre mi e` capitato in Cooperativa. Solo che li` ho dovuto scavalcare un paio di decrepite volontarie fossilizzate che avevano sequestrato l'ospite di turno, con la scusa che loro sono anziane e dunque sono piu` brave di chiunque altro perche` hanno esperienza..

    Seya

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  5. in effetti ci sono delle piccole tematiche minori dove il rispetto non è mai oggettivo...c'è a chi da fastidio e a chi no..ora che lo sai puoi anche coprirti senza incazzarti troppo! ;) (all'opposto se mio padre o mia madre mi passassero davnti nudi per casa..un "che cazzo vi è saltato in mente?" sarebbe il minimo"):)

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  6. Allora, tu sai che io sono del parere che una volta spannolinato il figlio, la madre a meno che non venga interrogata o per motivi igienicosanitari, del pisello del figlio preferirebbe non essere più al corrente. Non per pudore, per rispettare la sa privacy di uomo e non fare la madre rompicoglioni a oltranza. Questo te lo dice quella che girano nudi per casa e altrettanto nudi accoglono i figli nel lettone quando serve (ecco, adesso mandatemi i servizi sociali). Quindi si, l' imbarazzo di tua madre me lo posso immaginare, non lo sai che le donne paragonano sempre i piselli che gli capitano sotto gli occhi con quelli del legittimo? Porella, mo pure il complesso sopito di Giocasta le devi appioppare?

    Le tue amiche non sono pudiche, sono cretine o non hanno niente da dire. Niente paura, nel lontano 1987 a russo all' Aquila la stessa figura la facevo sempre io che parlavo, mi confrontavo, chiedevo e intervenivo e stavo sul cazzo a gente che credeva ed evidentemente crede tuttora, che all' università si viva di scienza infusa e restiamo nel nostro buco. Ame, sbagli a pensare che tutti abbiano delle idee e vogliano a tutti i costi manifestarle, se sia il caso specifico delle tue amiche non so, timidi si può sempre essere e crescendo passa, specie a furia dif are colloqui di lavoro e porte sbattute in faccia, poi ci sono degli infelici che nella vita non devono fare questo sforzo e come cantava Mina " credono che la vita sia tutta lì".

    (Marò quanto sono rompicoglioni stasera, ma a parte il tono aggressivo causa emicrania, che noi femmine pure quella abbiamo., ma insomma, le intenzioni sono buone. Poi se penso a come esci dal bagno con i peli cotonati dal phon, io che non mi phono manco i capelli, capisci che la vita può solo sorridermi, fammiti vedere una volta, giuro che non farò confronti. Cioè, ma ti fai il phon, sei peggio della Spora).

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    1. Questo commento mi piace assai! :D
      I tuoi flussi mentali sono unici.

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  7. Certo che come le sdrammatizzo io le cose...

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  8. Mi rendo conto, dati i vostri commenti, di aver omesso particolari decisivi per farvi capire le situazioni.

    1. Non vi ho detto la cosa importante: i miei genitori hanno sempre, sempre permesso a me e a mia sorella più grande di vederli nudi, anche quando erano sulla tazza (mamma). Mia sorella, ora ha 30 anni, tuttora si spoglia davanti a padre o madre senza alcun problema. Mio padre a volte fa lo scemo e va in giro nudo a fare scherzi. Capite?
    Quando l'altro giorno sono uscito nudo, giuro, non ci ho fatto neppure caso, proprio per questo mi è parso bello! E vi dirò di più: ero convinto che mia madre mi avrebbe detto "Era ora, figlio mio, basta con quest'imbarazzo!", ecco perché parlavo di delusione.
    Sono piuttosto convinto, come dice Ilaria, che mia madre si senta minacciata da me: non dalla mia nudità, bensì da Amedeo adulto, non per ultimo dal mio corpo, lo collega a ciò che chiama "scelte non condivisibili". E non venite a dirmi di no.

    Riguardo al resto, invece.
    @Ilaria Io non ho mai detto che fosse una questione di genere - so che vi appallo con quest'ottica ma stavolta no! :) La digressione sull'amica ingabbiata era solo una digressione.
    La questione è un'altra. Io non voglio che gli altri siano come me, ma visto che io mi chiedo perché io sia così e non colà, mi chiedo pure cos porti gli altri a pensare diversamente da me.
    E mi stupisce sempre tanto sapere che le persone preferiscano stare nel proprio angolino, non parlare con qualcuno per non disturbare. Sinceramente, mi lascia letteralmente senza parole.

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  9. Ciao Ame, commento di nuovo perché qualcosa non ha funzionato prima! :-D
    Riguardo la storia del pudore in casa.. Penso che dipenda maggiormente dall'educazione che uno riceve, o comunque più in generale dall'ambiente in cui sta; apprezzo molto che i tuoi non si siano mai fatti problemi sul nudismo in casa, obiettivamente loro ci hanno generati. I miei sono molto puritani da questo punto di vista, perciò io non mi sognerei mai di girare in casa nudo con loro o mia sorella presenti. Ma non perché io abbia qualcosa contro la nudità, anzi! Sono cresciuto con queste idee, ma non mi scandalizzo, deo gratias, a sentire di famiglie più aperte e libere della mia. Capisco il tuo essere in disappunto. Le madri sono sempre un po' innamorate dei loro figli, specialmente se maschi, e quindi vederli crescere anche fisicamente può essere un motivo di.. boh, non so come dire.. amara constatazione.
    Riguardo alla lezione del prof. Peloso, è stupendo lui! Ho seguito un corso al I anno ed è riuscito a trasmettermi (non ci vuole molto con me) una grande passione per le scoperte geografiche, i miti delle isole perdute e della filologia ibero-romanza. Una grandissima persona. Dispiace molto anche a me vedere che tra noi giovani si sia insinuata l'idea del mondo dei docenti come mondo a sé stante, diversissimo ed impenetrabile, a tal punto da considerare stupido o vergognoso confrontarsi con loro, che rimangono comunque esseri umani. :-)

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    1. Bravo, bravissimo! Tu hai centrato meglio di me il cuore della questione!
      Io non sono mai riuscito a considerare i miei prof dell'uni come ruoli: riconoscono il loro compito, e quindi anche i simboli dell'incarico che ricoprono, quindi li rispetto anche per questo, ma un minimo di libertà di movimento me la prendo sempre - domande, battute, mail, chiacchiere: non solo io non saprei fare diversamente - vedo sempre prima la persona e poi il ruolo, che alla prima sottostà, per quanto mi riguarda - ma perché in questo modo anche lo scambio professionale migliora. Ne va della qualità dell'insegnamento, a mio avviso.
      Grazie, mi hai aiutato. :)

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    2. Confermo, noi madri siamo innamorate fisicamente dei figli. Cioè, io so che anche a 40 anni mi verrebbe da fargli pruuuc sulla pancia e già soffro in anticipo perchè non potrò.

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  10. Dalla prospettiva cronologica che ho acquisito, posso vedere alcune cose che prima non vedevo, dato che c'ero dentro: molti adolescenti, forse la maggior parte di loro, e molti post-adolescenti (dato che oggi i primi anni di università coprono ancora l'adolescenza) si sentono inadeguati. Inadeguati al mondo, o inadeguati a qualcosa e magari non ad altre, e pensano quindi che se faranno questo o quello saranno gudicati, male, da qualcuno, e che "la figura di merda" è ineluttabile conseguenza di una loro avventata esposizione ad un occhio giudicante, quello degli altri in questo o quel contesto. Poi passa.
    Questa può essere la condizione di chi non va a complimentarsi col professore ma forse vorrebbe farlo. Però ci sono pure, come dice Mammamsterdam, quelle persone che questa esigenza proprio non l'avvertono: sono quelle/i ai quali basta studiare quel tanto che gli viene prescritto, che non si sognerebbero mai di riflettere su ciò che leggono, di approfondire, di elaborarlo criticamente, di farci a botte, di acquisirlo per trasformarlo in una nuova forma e destinazione. Sono quelle/i che studiano per prendere la laurea: sopportiamoli ma ampliamo il nostro cerchio di amicizie a chi vive in un'altra prospettiva?
    Tornando a capo: a casa mia l'invasività si tagliava col coltello, ci sarebbero pure mancati i defilée nudisti!!! Ero troppo occupata a tracciare e difendere limiti invalicabili intorno alla mia vita e alla mia stanza, ragion per cui non avrei mai potuto immaginare la possibilità della deambulazione smutandata: i confini simbolici servono anche a difendere i propri spazi di vita. E poi i miei erano puritani: anzi, cattocomunisti :D
    paola

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    1. Tu a Mammamsterdam, mi rendo conto, potreste avere ragione. E questo mi rattrista più della mia, di ipotesi :(
      Ma l'accetto, forse, più di buon grado.

      Catto-comunisti?! Azz.

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  11. fuori tema

    ho dovuto cancellare un tuo vecchio commento perché arrivavano le persone sul blog alla chiave di ricerca di "zia che 5còpà (ho scritto così per evitare che ti arrivino anche a te) nipote" e non mi piaceva :)

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    1. Va bene, non preoccuparti.
      Mi chiedo soltanto che razza di commento devo aver scritto per essere rintracciato con quella chiave o.O

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  12. commentavamo i modi improbabili in cui la gente arriva sui nostri blog. da te uno è arrivato appunto con una chiave di ricerca così. solo che poi trovavano me! a me non interessa delle visualizzazioni, soprattutto di gente così.

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    1. Ah sì, ricordo.
      Non preoccuparti, hai fatto bene così.

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  13. Ciao Amedeo, ti posto questo articolo, che c´entra con una parte del tuo post. L´ha scritto un mio amico, magari ti interessa.

    http://temi.repubblica.it/limes/la-partita-lingue-in-ucraina-russo/36280

    Grazie per cosa e come scrivi, sei diventato un mio consiglio di lettura ..e vorrei conoscere piú persone che pensano come te.
    Un abbraccio
    Irene

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    1. Ciao Irene!

      Grazie infinite per l'articolo - lo leggo immediatamente.
      E grazie doppiamente per le dolci parole. Se potessi tracciare qualcosa di buono con questi blog sarei felice.

      Un abbraccio,
      A.

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