domenica 11 marzo 2012

Владимир Высоцкий, 07

Lo so, sto scrivendo poco, ma ho tantissime cose da fare e preparare.
Oggi voglio regalarvi questa splendida canzone russa sovietica del 1967 dal titolo 07. L'autore è Vladimir Vysockij. Una testimonianza assoluta della realtà quotidiana sovietica. 


Эта ночь для меня вне закона.
Я пишу - по ночам больше тем.
Вдруг, хватаюсь за диск телефона
Набираю вечное 07.

   Девушка, здравствуйте!
   Как вас звать?  - Тома.
   Семьдесят вторая! Жду, дыханье затая!
   Быть не может, повторите, я уверен - дома!
   Вот уже ответили... Ну, здравствуй, - это я!

Эта ночь для меня вне закона.
Я не сплю, я кричу - поскорей!
Почему мне в кредит, по талону
Предлагают любимых людей?

   Девушка! Слушайте!
   Семьдесят вторая!
   Не могу дождаться, и часы мои стоят.
   К дьяволу все линии, я завтра улетаю!
   А, вот уже ответили... Ну, здравствуй, - это я!

Телефон для меня, как икона,
Телефонная книга - триптих,
Стала телефонистка мадонной,
Расстоянья на миг сократив.

   Девушка, милая!
   Я прошу, продлите!
   Вы теперь, как ангел, - не сходите ж с алтаря!
   Самое главное - впереди, поймите,
   А, вот уже ответили... Ну, здравствуй, - это я!

Что, опять поврежденье на трассе?
Что, реле там с ячейкой шалят?
Мне плевать, буду ждать, я согласен
Начинать каждый вечер с нуля!

   07. Здравствуйте!
   Снова я. - Да что вам?
   Нет, уже не нужно, нужен город Магадан,
   Не даю вам слова, что звонить не буду снова,
   Просто друг один - узнать, как он бедняга там.

Эта ночь для меня вне закона.
Ночи все у меня не для сна.
А усну - мне приснится мадонна,
На кого-то похожа она!

   Девушка, слушайте!
   Снова я, Тома.
   Не могу дождаться, жду, дыханье затая!
   Да, меня. Конечно, я. Да, я, конечно, дома!
   - Вызываю. Отвечайте. - Здравствуй, это я!
 
Per me questa notte è fuori legge.
Scrivo, di notte, più melodie.
Afferro il disco del telefono 
e compongo l’eterno 07. (1)

   Signorima, pronto?
   Come si chiama? Tamara.
   Numero settantadue! Aspetto, col fiato sospeso!
   Non può essere, riprovi, sono sicuro – è a casa!
   Ecco, hanno risposto .. Ehi, ciao – sono io!

Questa notte per me è fuori legge.
Non dormo, grido – più veloce!
Perché mi offrono persone amate
A credito, con lo sconto? (2)
 
   Signorima! Mi ascolti!
   Numero settantadue! 
   Non posso aspettare, il mio orologio è fermo.
   Al diavolo tutte le linee, domani parto!
   Ecco, hanno risposto … Ehi, ciao – sono io!

Il telefono è per me come un’icona,
l’elenco del telefono un trittico
la centralinista è diventata la Madonna,
che accorcia per un istante la distanza.

   Signorina, cara!
   Vi prego, ancora un po’!
   Ora è come un angelo –  non scenda dall’altare!
   Le cose più importanti sono davanti, capite,
   ecco, hanno risposto … Ehi, ciao – sono io!

Cosa?! Di nuovo un guasto sulla linea?
Cosa?! Relè e fili fanno i capricci?
Fa niente, aspetterò, sono d’accordo
a ricominciare ogni sera da zero!

   07, pronto?
   Riprovate di nuovo!
   Non posso aspettare, col fiato sospeso!
   Sì, sono io. Io, certo. Sì, io, certo, sono a casa!
   - Chiamo. Rispondete. – Ciao, sono io! 

1. Numero del centralino a cui spettava di smistare le chiamate internazionali dall'URSS verso l'estero - all'epoca non ci si poteva telefonare autonomamente tra privati, tutto doveva essere registrato e controllato dall'alto: i centralini raccoglievano le richieste di chiamate, le registravano e le smistavano; i privati che chiedevano contatti con l'estero venivano avvertiti quando arrivava la connessione. Spesso passavano giorni, per poi essere svegliati nel cuore della notte da qualche centralinista che dava la linea con l'estero. Qui è racchiuso il senso della canzone, in cui un uomo sovietico chiama l'amata fuori dal'URSS.
2. L'originale riporta "по талону": i талончики erano veri e propri buoni acquisto a cui ogni cittadino sovietico aveva diritto, su cui erano riportate le quantità di ogni alimento che costui poteva acquistare nei negozi, senza possibilità di eccedere. Va da sé che più si saliva di rango più le quantità, nonché le qualità, aumentavano.
L'autore ironizza tristemente, e dice che gli passano le persone al telefono come se fossero dei beni alimentari su richiesta. 



4 commenti:

  1. Ah, ecco, meno male che hai messo la traduzione in italiano... cominciavo a preoccuparmi!

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    1. Per forza - dovete poter godere tutti di questo magnifico spaccato! :)

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  2. Era un mito, l'unica forma di "contestazione" che fosse tollerata dal regime, grazie del link. Questi flash back mi fanno sempre pensare che, in un modo o nell'altro, non ci riescono mai a mettere su una società vivibile, per tutti, intendo, mannaggia.

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    1. Vero, ahimè.
      Vysockij era un grosso serio - pensa che ai suoi funerali c'erano orde di persone che riempivano di fiori il teatro Taganka, dove lui aveva a lungo lavorato: la polizia li fece rimuovere immediatamente. Fu costretta a riesporli.

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