sabato 17 marzo 2012

Scambiamoci le ragazze (e il disgusto)

Qualche giorno fa Dario si stupiva che ci stessi mettendo così tanto per terminare il libro che vi ho già citato: Martha Nussbaum, Disgusto e umanità. Vi chiedo di leggerlo, non si può trascurare una riflessione come questa. In effetti è strano, nelle mie letture sono sempre piuttosto veloce. Questa volta, invece, mi ci è voluto un mese.
Sì, è lungo e fitto, sì, ho dovuto scegliere se sedermi sulla tazza mentre facevo colazione, lavarmi o mettermi entrambe le scarpe prima di uscire per arrivare a fine giornata con tutti gli impegni depennati dall'agenda, ma la verità è che è un libro difficile. Tout court.

Io stesso mi sono trovato in disaccordo con l'autrice su più di un passaggio, dove le sue argomentazioni mi sono sembrate deboli, talvolta ingenue. Eppure, ripeto, non saprei più immaginare la mia riflessione sul gender e la mia militanza filosofico-politica prescindendo da questo testo.
Tra queste pagine ho trovato delle grandi verità, alcune delle quali avevo elaborato negli anni: ma è stata la prima volta in cui io le abbia ritrovate, finalmente, spiegate e organizzate proprio così come io le ho sempre concepite. Senza contare che, lette da voci autorevoli, conforta e roccifica non poco.

Ciò che ispira disgusto è tipicamente il pensiero maschile dell'omosessuale uomo, in quanto analmente penetrabile. Il pensiero del seme e delle feci che si mischiano all'interno del corpo di un uomo è una delle idee più disgustose che si possa immaginare agli occhi di quei maschi per cui l'idea di non penetrabilità costituisce un confine sacro che protegge dalla sporcizia, dal fango e dalla morte [...] Tanto il disgusto misogino che quello omofobico hanno profonde radici nell'ambivalenza (specialmente maschile) nei confronti delle produzioni corporee e dei legami di queste con la vulnerabilità e la morte. (grassetto mio, p. 23)

Potrebbe sembrare un discorso troppo teorico, dislocato dalla realtà, ma se ci pensiamo bene non lo è affatto: non è altro che una rielaborazione dettagliata e in altri termini di ciò che noi generalmente e genericamente definiamo "immaginario": gli uomini sono più avversi delle donne ai maschi omosessuali perché se ne sentono minacciati, anche nell'incontro con loro vogliono simboleggiare la propria virilità, intesa come simbolo di dominio, ecc.

Ancora:

In alcuni casi il disagio e l'ostilità sono minori se il maschio è "effemminato", perché così può essere più facilmente riconfigurato come "non maschio", "mezza femmina". Il più "virile", invece, può invocare una inquietudine maggiore, legata a fantasie minacciose di passivizzazione. Si tratta di credenze ingenue, fortemente influenzate dagli stereotipi di genere: l'idea che un maschio molto "maschile" sia sempre e comunque sessualmente iperattivo corrisponde a un immaginario maschile (sia etero sia omo), non alla realtà delle dinamiche omoerotiche. (p.44)

E per rendere le cose più concrete e fissarle meglio, raccontino.
Un paio di giorni fa ero ad un incontro di slavistica. Il ragazzo, italiano, di una mia collega, russa, viene a prenderla in moto. Mai visto prima di allora, ci scambiamo un sorriso di saluto. Gli sento dire ad una prof. che vorrebbe prendere lezioni di russo, così potrà parlare con la sua ragazza! Sapete, ha la pratica assicurata ... Io intervengo e faccio: "Beato te, mannaggia la peppa ... ce l'avessi io la fortuna tua ...", sorrido. Lui ride e ribatte: "Già, sì. Ma ... che hai bisogno di una ragazza russa? No perché ... ", e scoppia a ridere. Tuttora non l'ho capita - credo volesse dire qualcosa tipo "Ti cedo la mia", così, una battuta un po' infelice di quelle che si fanno - e aggiunge "Cercala". Io rido un po' con lui e rispondo: "No, a me servirebbe un ragazzo russo: le cose si complicano!", rido. Il gelo intorno a me. Io: "ahahahaahahahahah", loro: "---------------------------". Riprovo: "ahahahahahah", loro: "----------------------". Provo a stare serio, si tranquillizzano. Lui: "Ah, un ragazzo ..", sorride, e intanto si scosta senza rendersene conto. 

12 commenti:

  1. quel ragazzo si è scostato credo per via del pregiudizio che vuole l'omosessuale meno in grado di autocontrollarsi rispetto all'etero oltre alla presunzione, forse, di ritenersi irresistibilmente attraenti anche per il medesimo sesso.
    Riguardo al disgusto etero (disgusto solo maschile?) verso il sesso anale credo ci sia anche la componente indicata da Nussbaum. Il punto fondamentale per me è un altro: uno può schifarsi per quel che vuole, non si può però usare il nostro disgusto per impedire a due persone adulte e consenzienti di vivere l'eros e l'affettività..e questo "uso ideologico" del disgusto che va combattuto. Il sesso anale non mi attrae ma non mi sognerei mai di stigmatizzare chi felicemente lo pratica

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    1. Hai centrato in pieno la tesi portante del testo. Non posso riassumere tutto il libro, ma per essere sintetici: Nussbaum ammette la possibilità di provare disgusto per atti omoerotici/omosessuali, ma condanna radicalmente la partecipazione di questo alla legislazione di un paese, trattandosi di un'emozione in larga parte irrazionale. A sostegno della sua tesi cita numerosi drammi storici, dall'Olocausto alla discriminazione all'interno delle caste indiane.

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  2. A me disgustano, ormai, gli etero che si baciano in pubblico.
    Sono strana io?

    p.s. bel blog, ti seguo ma non credo di aver mai commentato prima!

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    1. Ciao!
      Ti avevo già notata tra i nuovi lettori, ma trattandosi del primo commento qui: benvenuta!

      Spiegami meglio cosa vuoi dire, mi interessa.

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  3. Io 'sta cosa del disgusto non la capisco. Boh, sarà per come sono io, per l'educazione ricevuta o che, ma penso che se due persone si amano e vogliono stare assieme debbano farlo e quindi abbiano il totale diritto di vivere la loro sessualità come meglio preferiscono. Non capisco perchè non è una cosa che si possa mondialmente accettare..
    Come se quando Angioletto è in vena di confidenze intime io debba provare disgusto! Ma siamo matti? E' mio amico e questo viene prima del suo essere gay..mi imbarazzo perchè certi dettagli (conoscendo i due pulzelli) non li voglio sapere, però lui se ne frega e continua a parlare..

    seya

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    1. Seya, ben inteso: io, te, Paolo e Nussbaum per prima, siamo tutt* d'accordo che questo disgusto sia assolutamente e indiscutibilmente infondato e dannoso. La cosa interessante e nuova, se vuoi, è il fatto che l'autrice dica: ok, vi disgustano i froci (lei lo chiama disgusto proiettivo)? benissimo, fate, ma noi altri dobbiamo impedire che il vostro disgusto sia legittimato, non può essere alla base di una legislazione.
      Mi sembra importante fare i conti proprio con gli aspetti reconditi del comportamento e delle emozioni umane: se le chiamo riusciamo, magari, a disinnescarle.
      Io sono tra queli che non credono la legge antiomofobiA - la voglio a tutti i costi, ovvio - risolverebbe ogni cosa. Il pensiero comune è la chiave.

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    2. appunto, ciò che ritengo illegittimo non è il disgusto in sè che attiene alla sfera personale di ognuno di noi e non pretendo di estirparlo dalle coscienze, ciò che va combattuto è la pretesa di fondare una legislazione su tali basi

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    3. Si`, si`..che non si debba creare una legislazione sul disgusto siamo d'accordo..la cosa che mi domando e`: ma quale diavolo e` il problema a creare una legislazione libera e equa per tutti. Sara` che ultimamente sono insofferente a molte cose ma davvero non capisco perche` il mio pensiero (per carita` non pretendo che il mio sia il migliore ma lo trovo sufficientemente libero) non possa essere universale. Sarebbe la massima espressione del libero arbitrio! Alla faccia dei cattolici, aggiungerei!

      Seya

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  4. Mah, a parte la Martha il pischello secondo me si è gelato per la figura di merda, mica altro. A me succede quando chiedo tipo: e tua mamma? è morta mi rispondono, ecco da giovane veramente mi ammazzavo in situazioni del genere.

    Poi che molti uomini si facciano dei gran film sui maschi omo che dioneliberi potrebbero concupirli, che c' entra, sarà un problema loro, a me non sembra di farmelo con le donne e non ho neanche questa necessità di immaginarmi nei dettagli cosa fa a letto la gente che conosco. Ma sono io che sono distratta mi sa.

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    1. Non è un caso, infatti, che nel testo si parli per il 90% di rapporto tra maschi etero e omo.
      In fondo, come può una donna - che può essere penetrata per definizione, almeno stando alla sua struttura anatomica - demonizzare questo atto? Le resta più difficile, credo.
      Qui il punto è che il disgusto nasce proprio dall'idea che l'uomo che abbiamo di fronte lasci entrare dentro di sé qualcosa che non dovrebbe entrare.

      Sì, riguardo alla figura di merda forse è vero - mi sono lasciato prendere la mano dalla psicologia. O forse no? :)

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  5. ma... sono l'unica che invece si eccita immaginando o guardando due bei ragazzi gay che fanno sesso...?

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    1. XD
      Non saprei dirti, non mi capita di sentirmelo dire così spesso. Ma chissà, magari vale per molti ... :)

      ps: benpassata!

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