sabato 3 marzo 2012

Un disgusto da capire

Dopo anni ed anni che non mi capitava più, ieri sera ho ricevuto l'ingiuria delle ingiurie.
Dopo una splendida serata con un amico e una sua amica spassosissima, torno a prendere la macchina a Piazzale Ostiense. Prima di arrivare alla macchina passo accanto ad un gruppo di ragazzi, uno dei quali mi saluta, mi manda un bacio. Tutti mi scrutano anelli e bracciali. Sorrido e vado avanti.
Dopo qualche secondo sento: "Frocio!".
Trivellato. 

Anni, ormai, sono passati da quando qualcuno mi urlava per strada robe del genere, mi ero disabituato. Inoltre, se prima reagivo con tanta paura mista a rabbia, a voglia di urlare, di scomparire o vendicarmi, questa volta è stato diverso: avrei voluto tornare indietro e parlare, chiedere spiegazioni, capire. Ma mi rendo conto che non è sempre così facile - era evidente che non sarebbe stata una buona idea, e ho desistito, entrando in macchina in silenzio. Triste comunque, già.

Ma la cosa peggiore è che si trattava di un ragazzo straniero, forse maghrebino, e allora mi sono chiesto per tutta l'ora di viaggio: come è possibile? Come è possibile che due gruppi minoritari, due minoranze, due comunità discriminate si facciano la lotta? 
Ma ancora: cosa deve spingere un maghrebino ad imparare e pronunciare, male, ad alta voce, una parola così inutile, che non gli servirà che per offendere? E' incredibile. Nessun nordafricano in Italia da poco imparerà parole come coglione, pezzo di merda. Tutti, però, sapranno dire frocio e troia
Per me sarebbe emotivamente destabilizzante urlare per strada, tantopiù in un paese dove forse mi sento ancora ospite, pedik, faggot oppure pédé. Voglio dire: il ragazzo di ieri me l'ha urlata male, sbagliando la fonetica, è uscito fuori qualcosa come "fruoscio" - ma vi rendete conto quanto coraggio ci vuole?
Questa cosa mi rattrista. E' proprio come afferma Martha Nussbaum, di cui sto leggendo l'ultimo libro, grande saggio: è un'avversione, un disgusto ancestrale, dalle radici profondissime. Da rifletterci.

Giusto per restare in tema, importante sapere che a San Pietroburgo è stata approvata una legge che prevede multe anche salate per tutti i civili o le organizzazioni che si fanno portatrici di "propaganda omosessuale". Qui e qui.
Da Medioevo, sì. Spero riusciremo ad ottenere qualcosa con i ricorsi.

26 commenti:

  1. Erano anni che non ti capitava? Complimenti :-)

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    1. Giuro. Salvo una serata in cui, mentre pattinavo su una pista di ghiaccio con il mio ex, stavo per cadere, lui mi ha preso al volo e io l'ho baciato - sì, tipo film. Le occhiatacce e i commentini sono di casa, pane quotidiano, ma offese così, urlate, erano anni.
      Tu no?

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    2. A me l'ultima volta è capitato due/tre mesi fa. Un bacio al mio ragazzo sui muretti del Tevere, un'auto con cinque ragazzotti dentro che sfrecciando iniziano ad urlare "Guardate quei frociiiii!". Ed a me è venuto da ridere, anche perchè mi sono girato come se dovessi vedere qualcuno dietro di me :)

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    3. Ahahaha, ti sei girato?! Questa me la rivendo, lo faccio apposta appena mi ricapita!

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  2. E' triste sapere che ci sono ancora scene del genere. Purtroppo non penso che l'appartenerea due minoranze avvicini te e il ragazzo che ti ha offeso..è un tipo di aggregazione che non è nelle nostre corde come cultura..è più facile che accada negli USA (poi posso tranquillamente sbagliarmi). Non so se posso trovare qualcosa per tirarti su o, non so, consolarti però mi viene in mente questa:http://www.youtube.com/watch?v=GG0nMtJ5xN8 (alla fine c'è una battuta geniale..)

    Seya

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    1. Mia cara Seya, non so risponderti sul resto. POsso dirti, però, che mi hai tirato su, di sicuro: Victor Victoria è un capolavoro. Grazie di avermelo ricordato. :)

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  3. caro, qui la comunità gay ha cominciato a stranirsi la volta che non potevi più camminare mano nella mano per strada perché i marocchini ti menavano. E non credere, ci vuole un enorme moto di fede e comunque un certo livello umano e personale per vedere se stessi come minoranza e pertanto solidale con l' altra minoranza. Ma quando mai, quello ti urla frocio per cercare di sentirsi almeno un attimo superiore a qualcuno, e manco ci riesce. Quindi si, fai bene a sentirti avvilito perché veramente ti cascano le braccia. Occorrerebbe rispondergli: bello stai a Roma, che ti credi?
    Ma bisogna riuscirci a trovare la prontezza di spirito per farlo.
    Seya, cara, lassa perde gli USA, va, che è meglio, manco San Francisco è più quella che era. Il mondo ultimamente ha virato a destra e tocca incazzarsi e non farne cadere manco una, ogni volta, tutti i giorni di tutti i mesi di tutti gli anni. Ed è uno sforzo titanico, mentre noi siamo solo gente che avrebbe pure una vita e dell' altro da fare. Cos`^ci si intristisce ed è brutto pure questo.

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    1. Esatto, hai centrato: senza pensarci troppo su, il ragazzo di ieri o chi per lui sputa fuori l'urlo "frocio" perché jha imparato che in quella circostanza, con quel tipo di individuo, va detto. Assicura lo status di integrato.
      Ed è proprio questo che mi dispiace. Perché combatterla è durissima.

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  4. Amedeo, ma ce l'hai una vaga idea della vita che fanno i gay nel Paesi magrebini o comunque di cultura musulmana? Bè per usare un eufemismo non è una vita invidiabile. Se l'omofobia esiste pure nei Paesi laici figuriamoci in quelli dove la secolarizzazione della società è più difficoltosa
    Perdonami, ma l'appartenere a minoranze non ha mai reso nessuno moralmente migliore o necessariamente più empatico..può succedere ma anche no

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  5. no perchè ci sono Paesi dove i gay non possono manifestare per avere il matrimonio e cose del genere perchè, sapete com'è, sono troppo impegnati a restare vivi e a cercare di non essere ammazzati dai parenti e a non finire in galera o con una corda al collo
    Scusa la vena polemica (stasera m'è presa così)..non ce l'ho con te nè con nessuno dei commentatori ovviamente ma è un pensiero che mi gira in testa da un po'
    Guardate cosa succede nell'Iraq "liberato"..la notizia è del 2009..non so se le cose da allora siano cambiate ma non credo: http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/305000/302170.xml?key=mutilazioni+genitali&first=21&orderby=1&dbt=arc

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    1. In effetti, il tuo tono è un po' fuori luogo, permettimi. Credo di averci ben chiare le condizioni in cui sono costrette a vivere la persone gay in molti paesi, e ti assicuro che ci sto male a sufficienza.
      Hai fatto comunque benissimo a diffondere, non fa male conoscere.
      Qui nessuno vuole ottenere lo status di vittima, bensì voglio notare con voi come sia indispensabile per uno straniero medio in Italia (ma forse anche altrove) aderire a riti offensivi, quando non violenti, per integrarsi. Temo che tu non abbia centrato il punto.

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    2. Amedè, quel ragazzo i gay li avrebbe insultati pure nel suo Paese d'origine se nel suo Paese i gay fossero liberi di girare per strada tenendosi per mano. Non t'ha insultato per integrarsi, è semplicemente l'omofobia della sua cultura d'origine che si è fusa con l'omofobia cattolica italiana

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    3. Paolo, credo che tu stia degenerando, e stia facendo un discorso un po' retorico.
      Ti faccio notare che io non stavo affatto girando per mano, ero solo! Semplicemente avevo quei connotati estetici che nel nostro immaginario solo un frocio può avere.
      Nel suo paese, ammettiamo che fossimo stati in due, non ci avrebbero urlato frocio, forse ci avrebbero picchiato e basta. E' qui la differenza: lui non voleva farmi del male - ti ricordi che il suo amico mi ha salutato, mi ha mandato un bacio, erano più che altro curiosi - voleva soltanto ingabbiarmi: ingabbiare me lo rassicurava, probabilmente.
      Poi, che immigrati, magari di bassa istruzione, siano omofobi, certo non è difficile.
      La cosa più assurda che dici, però, è quela sull'omofobia cattolica italiana: queste persone sapranno a fatica - non per ignoranza, ma perché hanno altro a cui pensare - che a Roma c'è il Vaticano. E non è un caso che quando arruvano qui si danno all pazza gioia, di nascosto ma lo fanno. (Per intenderci: non hai idea di quanti maghrebini io rimorichi).

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    4. Mi scuso nuovamente per i toni fuori luogo e se sono stato retorico, ma non c'è nessun bisogno di sapere dov'è il Vaticano per fare propri, almeno formalmente, i pregiudizi del Paese in cui vivi sopratutto se vieni da un Paese dove l'omofobia è diffusa e sopratutto "approvata" socialmente anche in forme più violente e pericolose dell'urlare "frocio" a uno con i capelli lunghi, truccato ecc..
      Che tu rimorchi maghrebini non stento a crederlo repressi come sono nei loro Paesi mi sembra pure comprensibile che qua si diano alla pazza gioia

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  6. Purtroppo in queste situazione sono molto poco politically correct..e forse avrei reagito abbassandomi al suo livello nella gara a chi tira fuori più stereotipi offensivi. Per il resto hai ragione tu quando dici che è triste che una "minoranza" offenda un'altra (cosiddetta, apparente) "minoranza", per quanto credimi mi angoscerebbe infinitamente di più fatto da un adolescente nato e cresciuto in Italia. sarebbe l'ennesima sconfortante riprova che il livello culturale nel nostro paese si sta notevolmente abbassando. Cmq vorrei concludere con un pò di ottimismo: non capita affatto spesso! un saluto

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  7. Che bello, un lettore di Martha Nussbaum. Trovo i suoi scritti di grande ispirazione :-)
    Sul tuo caso, sono abbastanza d'accordo con chi ha detto che spesso in chi appartiene a una minoranza non necessariamente si crea un'identità "politica" coerente e consapevole né un'alleanza spontanea con altre categorie discriminate, anzi a volte c'è più il fare i bulli con gli altri deboli per sentirsi una volta tanto dalla parte dei "forti". Comunque non è neanche giusto generalizzare, alla fine non è una cosa che ti capita tutti i giorni, ci sono stupidi anche tra gli immigrati (benché certamente sia un episodio molto spiacevole e ingiusto)...

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  8. @Andrea e Ilaria
    Sì, avete ragione: succede di rado e, se vogliamo guadare al positivo, è un bene. Tuttavia, mi lascia comunque triste.

    @Ilaria
    E' proprio il discorso del "offendo te perché così ne esco più forte io" che mi inquieta.

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  9. http://www.google.it/imgres?q=RAGAZZO+NERO+CON+SVASTICA&start=110&um=1&hl=it&sa=N&biw=1280&bih=929&tbm=isch&tbnid=SyO-cLz8s3770M:&imgrefurl=http://www.facebook.com/notes/io-amo-le-tredicenni-fotogeniche/tredicenni-nazisti-che-riempiono-i-propri-quaderni-di-svastiche-e-citazioni-di-h/208541169163659&docid=BtrrMRe5Uqep9M&imgurl=http://a5.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/215792_200697629964228_158473307519994_620053_3460646_n.jpg&w=360&h=480&ei=o3BXT5flMvHT4QT5x824Dw&zoom=1&iact=rc&dur=175&sig=111904351879567529740&page=4&tbnh=144&tbnw=99&ndsp=39&ved=1t:429,r:14,s:110&tx=70&ty=35

    Siamo allo stesso punto!
    Quando ho letto mi sono incupita, hai ragione, forse non vivendolo o non sentendolo ci si dimentica di quanto l'ignoranza sia la piaga peggiore per l'Umanità!

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  10. Sto malissimo, oggi, e tu mi hai fatto piangere raccontando questo episodio.
    Lo vedi che il mio posto e a Roma e al tuo fianco?
    E io dov'ero?

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    1. http://www.youtube.com/watch?v=7j9Bu1oo6Gw

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    2. Amore mio,
      ma tu al mio fianco c'eri lo stesso. Tu ci sei sempre. Sempre.
      Ti racconterò tutto appena ci sentiamo, vedrai: sarà come esserci stato, renderò tutto mooooolto succulento ;)
      Roma è casa tua, ti aspettiamo tutti!

      Mitica Flo!

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  11. Quoto Mammasterdam su tutta la linea, compreso quanto dice sul bell'ambientino USA dove ciascun gruppo etnico e/o religoso o altro coltiva i suoi propri pregiudizi discriminatori nei confronti di altri gruppi etnici, religiosi o culturali. Come femminista d'epoca, parto da me, e spero di farvi ridere, be' almeno sorridere va': quando ero piccola, diciamo intorno ai vent'anni, poco più giù o poco più su, mi imbufalivo trasformandomi come "La Cosa" (non la sapete eh, cercate!) quando sentivo sibilarmi appresso "lesbica". Ma non è che mi infastidisse il tono sprezzante, aggressivo, offensivo, evitativo (un po' di paura verso chi non è come te c'è sempre) con cui veniva pronunciata la parola: no no no, era che trovavo inaccettabile che qualcuno/a potesse attribuirsi il diritto di esprimere una valutazione di fatto sull'orientamento sessuale di una persona che non poteva conoscere. Dopo di che, sono passati alcuni decenni della mia vita, e adesso, quando ancora sento sibilare la parola "lesbica" con quei toni, ma più raramente, ché siamo diventate/i tutte/i più civili, tiro un "Ahhh, bene!" di rinforzo narcisistico, e procedo rassicurata, camminando sollevata a qualche palmo da terra. Vedi come cambiano le cose con l'età ;D
    paola

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    1. Paola, un tuo commento! :)

      M'hai fatto ride, questo è sicuro!
      Tuttavia, pur capendo e fidandomi del tuo discorso, c'è ancora qualcosa che secondo non avete capito del mio racconto, o che io non sono stato in grado di rendere chiaro.
      A me non offende affatto che qualcuno mi chiami frocio, siamo su tutto un altro livello di discussione. A me fa soffrire che si usi ancora questa parola, insieme ad altre relative al comportamento sessuale, per inchiodare qualcuno. Un'offesa così è lanciata per non lasciare possibilità di replica, per tagliarti la lingua. Cosa rispondi: sì, so frocio? NO, non è vero! cattivo, cattivo? Stai zitto e vai avanti, quando non hai la possibilità di chiedere chiarimenti. E questa impossibiltà di comunicare mi lascia sempre molto triste.
      Mi sono riletto il post che ho scritto quissù, e mi è tornato chiaro uno dei miei scopi: sarò felice solo quando potrò passeggiare per strada, solo, pieno di collane, bracciali e colori o qualunque altro decoro, senza che qualcuno mi dica nulla.
      Fare supposizioni ci sta, che la gente si metta a pensare o a discutere tra amici: "Ma quello sarà frocio?", ci sta, mi piace anzi! Non sono così idiota: io so di usare dei simboli chiarissimi, evidentissimi, è quello che voglio. Ma non voglio più essere stigmatizzato.

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  12. Eh, dunque, mi escono tutti commenti ovvi e banali, bene, eccoli: ci piacerebbe che lo stigma scomparisse dalla mente delle persone che ne sono afflitte ma, se ci pensiamo un attimo, è una bella pretesa aspettarsi che secoli e millenni di stratificazioni denigratorie e persecutorie, oggi fossilizzate nello stigma, spariscano con qualche anno, o con qualche decennio, di diritti civili e antiomofobia, e paritaria accettazione dei diversi orientamenti sessuali. Ci vorrà un bel po', e tutte/i dovremo convivere con un bel po' di stigma. Quello che invece potremmo pretendere da subito, è che i mezzi di comunicazione desistano dalle rappresentazioni stereotipiche dei gay e delle lesbiche: ci pensiamo a quante ce ne sono, di queste rappresentazioni, e a quanto influiscono sulla persistenza dello stigma? O comunque su un'idea non corrispondente alla realtà nelle menti di tante persone. L'altro giorno Zauberei stava lanciando un appello per la raccolta di luoghi comuni sui gay. E a questo livello, quello dei luoghi comuni, siamo già su una quota molto superiore rispetto a tanti stereotipi televisivi in cui mi sono imbattuta, per es. Poi ci sarebbe da riflettere su quanto gli stereotipi d'epoca vengano interiorizzati e acquisiti acriticamente dagli stessi soggetti interessati. Ohimé. Ma qui andiamo fuori tema. Insomma, alla fine suggerisco il metodo Radicinelcemento http://www.youtube.com/watch?v=p0qOXjw_IR0

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    1. Tu non sai che emozione mi hai regalato ...
      Questa è una delle prime canzoni consapevoli che ho ascoltato, grazie a quella che è stata per me una grande, vera amica. I primi, veri, forti passi verso l'out li ho fatti con e grazie a lei, patita del gruppo.
      Un solo punto mi lascia sempre perplesso: l'appello alla naturalità dell'omosessualità. A parte questo, però, la trovo strepitosa: semplice, diretta, parla a tutt* senza sofismi, chiara, e molto coraggiosa - sul "amo l'odore che hanno i maschi tra le gambe, amo tutto quello che hanno dentro le mutande" piango immancabilmente :)
      Grazie.

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