domenica 8 aprile 2012

Benvenuta, bambina senza ancora un nome

Ci siamo.
Domani si fanno le valigie e martedì mattina si parte. Non sto più nella pelle.
Io. Muratov. Mosca. Non credevo sarebbe mai successo.
Non ci capirete un emerito, ma vi allego la locandina del convegno - meritate di vederla, amici: qui.

Ci voleva una partenza. Necessaria è poco. Fondamentale, direi. 
Per me sarà una vera fuga, ne ho estremo bisogno. Bisogno di lasciare tutto e tutti - per amici e amiche non sarà uno choc leggermi: lo dico da un po' - di sapere che per quei dieci giorni non dovrò e non vorrò (pre)occuparmi troppo dei loro problemi, delle loro grandi gioie, dei loro dubbi, di parteciparvi, di seguire le loro storie, di accompagnarli, di ascoltarli, e insieme di raccontarmi, di spiegare loro come sto, come mi sento, le novità, le delusioni, le idee, gli incontri.
Sembra un pensiero cattivo, in realtà non vuole esserlo. Io vivo tutti i miei rapporti con grande costanza e sim-patia, compassione, e arrivano momenti - come adesso - in cui mi sento saturo, senza più energie né per me né per loro, e vado avanti con grande stanchezza. 
Sento il bisogno di tagliare i contatti con tutta la mia realtà quotidiana e tuffarmi tra i russi, in questo strano mondo che insieme mi spaventa e mi attrae, che guardo con scetticismo e nostalgia insieme. Ho bisogno di terra slava, di aria slava. Finalmente si torna.

Sono molte le cose che mi aspetto da questo viaggio.
Mettere alla prova il mio russo, toccare con mano se sono davvero migliorato e più sciolto come mi pare di essere oppure se è ora di impiccarmi e rinunciare ad impararlo.
Tornare carico, pieno di nuove energie, per affrontare esami, prove, nuove sfide.
Non provare più quel senso di solitudine, avendo trovato altrove un pezzo di nuova serenità. Un nuovo me.

Poche ore fa ho sentito un mio amico italiano, fidanzato con una ragazza russa. Lui 29 anni, lei 22. Hanno appena avuto una figlia, ancora senza nome.
Una gioia immensa. Una commozione agitata per questa nuova nascita, che nessuno - manco loro - si aspettava.
Questo viaggio in Russia lo dedico a te, piccola figlia di cari amici, che tra poco dalle cupole dorate tornerai agli scorci romani.

A presto. E in bocca al lupo a me!

4 commenti:

  1. buona Pasqua e buon viaggio. io sto progettando una fuga a Parigi. come te ho bisogno di aria diversa! :) Baciiii

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  2. In bocca al lupo e buon viaggio.
    E tranquillo per la ecessità del viaggio: è quello che penso e provo anche io..non vedo l'ora arrivi Agosto!


    seya

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  3. Tanti in bocca al lupo, di cuore. E divertiti!

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  4. Ti capisco, ogni tanto cpita anche a me, e scappo qualche giorno dal mondo. Della serie lasciatemi fuori per un po'
    Ci sta. Enjoy your trip!

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