domenica 22 aprile 2012

La mia Mosca

Amici e amiche, eccomi qui.
Sono tornato, e dopo un giorno di riposo e riposizionamento vi scrivo qualcosa.

Riassumere o descrivere una città come Mosca, enorme e completamente schizofrenica, sarebbe pressocché impossibile.
Trovo più interessante lasciarvi qualche traccia, qualche scia di ciò che ho visto e afferrato. Muratov mi insegna che una città non si conosce mai del tutto, e mai lungo i percorsi turistici: ognuno si crea le proprie immagini della città, del tutto soggettive. Stessa cosa per Piter.
Completamente random.

Cupole dorate - per non parlare di quelle turchesi schifosamente decorate da stelline in stile elementare - incastrate tra i grattacieli.
I sette grattacieli sovietici. Soverchianti. Assolutamente entusiasmanti. Orgasmici.
La puzza di vodka ovunque e su chiunque - ah, la Russia! 
I produkty, aperti h 24, dove compravo ogni giorno noiosamente le stesse cose: pane bianco, pane nero, formaggio, salmone, semga, tè classico e alla melissa, vodka, cetriolini sotto spirito, tartine, salame.
I nuovi sapori tutti slavi: boršč, šči, kvas, halva, mors ... Mi mancano già.
La massa gonfia e passiva nella metro. Tutti spingono sempre tutti, non si chiede scusa a nessuno e si tira avanti. 
La metro: un museo, così pulito e curato che lo usano come bar sotterranei per bere una birra, fare due chiacchiere e mangiare due salatini.
Le infinite etnie che si incontrano: russi, cechi, polacchi, turisti, tagichi, calmucchi, armeni, georgiani, mongoli, afghani ... uno spettacolo nuovo, per me.
La pozza di sangue che una mattina sì e una mattina no si trova su una stradina nascosta, oppure qualche vagabondo con la faccia spaccata davanti a qualche stazione.
Le donne vestite di lusso che sfrecciano sulle strade, accanto alle vecchie signore sovietiche con baffi lunghi e spessi che vendono una loro giacca logora appesa ad una stampella.
I tacchi: tacchi e metro sono i rumori indelebili di Mosca. La maggior parte delle donne in età 15-50 portadei tacchi vertiginosi, si piantano nella neve e vanno avanti. La mia prof. le ha definite "un po' troppo sul mignottesco andante". 
Fiorari, fiorai dappertutto. Nessuno si presenta ad un appuntamento con una donna - amica o partner o nonna che sia - senza fiori.
Teatri a iosa, dai centrali statali ai minori e alternativi, underground.
La Piazza Rossa: percorrebile con soli venti minuti a piedi. Bellissima.
I GUM: orribili. Specialmente di notte.
La salma di Lenin: del tutto ridicola. Una mia amica c'ha visto pure lo smalto!
La milicija - che è arrivata a chiamarsi policija! - è sparsa ovunque: te la ritrovi nelle chiese, nei locali, sulla metro ... e guarda sempre in cagnesco. Ansia.
I resti dei cumuli di neve, ormai grigio/nera un po' disgustosa, ma che fa tanto romantico.
Il freddo. Purificatore. Lo adoro.
Il cielo spesso cupo, ma appena esce un raggio di sole tutti in sandali! Con maglione e sciarpa, certo, ma con i sandali.
Gli interminabili ponti.
I lunghissimi perechod - se scendi ad una fermata della metro non è detto che tu abbia finito: dovrai scegliere la giusta uscita, sempre sotterranea, tenendo conto che ognuna ti sbatte in una parte diversa della città, e che per percorrerla ci vorranno anche 15 minuti. A piedi. -.-
Le pochissime zone di Mosca ancora originali, dove vive la vecchia città, l'anima vecchia della città. Tutto, però, si mischia con LED, luci fluorescenti, traffico di marmo e tanta, tanta, tanta gente.
I prjanik, buoni come poche altre cose. Specialmente quelli di Tula.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma magari ci ritorno nei prossimi giorni.
Una cosa è certa: Dostoevskij aveva ragione a definire Pietroburgo "la città più astratta e premeditata". E' un gioiello, una città bomboniera, stupenda, che lascia del tutto senza parole. Ma appunto: rischia di risultare finta. Mosca, invece, è del tutto pazza, piena di cose, gente, attività, possibilità. Si sente che ha una storia, che è nata anche da sbavature, storpiature architettoniche, slanci ideologici assurdi. E' come una persona: nessuno può essere del tutto ordinato e apposto, qualcosa di storto c'è sempre.

La conferenza è andata benissimo, stupendamente. Io sono molto soddisfatto del mio intervento, del mio russo, e sono lusingato dai complimenti ricevuti: qualche professore mi ha scritto via mail per complimentarsi, altri per avere l'articolo, altri per chiacchierare e restare in contatto. Una prof. dice che ho una pronuncia impeccabile, l'altra che devo praticare di più per diventare più fluido. La mia relatrice che sono un orgoglio.
Io avevo delle botte di frustrazione pazzesche, perché ero obiettivamente il più giovane e il meno ferrato con la lingua, mi capitava di non sapermi esprimere. Ma non mollo, eh! Ora: richiesta fresca fresca per una bella borsa di studio di sei mesi a Mosca. E daje!

Ho rivisto Xenia Muratova, la nipote dell'autore. E' venuta apposta per me, per ascoltarmi. Deliziosa ed elegante, come sempre. Ci siamo rivisti due giorni dopo, abbiamo passeggiato come due aristocratici di primo '900 per le strade residenziali del centro, con lei che si teneva un guanto in mano. Capite che per il mio immaginario era miele.
Mi ha mostrato le case di Pavel, mi ha raccontato tantissimo altro ... Le sono immensamente grato.

Adesso ho la mia copia personale di Obrazy Italii

Ho conosciuto una delle persone più dolci, attente e comunicative degli ultimi anni. Mi ha completamente rapito. Due giorni ed ero cotto. Spagnolo, ma vive in Uruguay - parliamone. Ma non mollo, eh! Non mollo manco qua! Ci stiamo provando. Non so bene a fare cosa, ma ci stiamo provando.
Ne ho scritto alla mia prof/amica, che mi ha risposto: "La parentesi romantica, poi, è veramente una ficata, e  così la sua prima Mosca se la ricorderà con la giusta тоска". Le credo.
Gustavo, ti penso tanto.
















22 commenti:

  1. fantastico come sei riuscito a concentrare un viaggio e un esperienza in una raffica di pallottole dense di significato!

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  2. ci sono stata, ci sono stata anche io! le tue foto mi hanno scatenato un sacco di ricordi! ci sono stata per due settimane nel 1997 (o era il 1998), il mio fidanzato storico mi aveva appena lasciata dopo 7 anni: non c'è stato luogo più malinconico di Mosca per me! ci sono ancora le vecchiette che vendono un solitario mazzetto di cipolle all'uscita della metro?
    Complimenti per la tua conferenza!
    Marghe

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  3. Uff! Voglio andarci anche io! Sto iniziando a scalpitare! Comunque, sono contenta che tutto sia andato come speravi e che il tuo russo abbia ricebuto tanti complimenti!
    Grande Ame`!

    Seya

    PS: Vuoi ripetizioni di spagnolo per parlare con l'uruguayano in cambio di un posto in valigia la prossima volta che vai in Russia???XD

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  4. Scusatemi, ma odio rispondere uno ad uno. Adoro questi @ :D

    @Andrea Deformazione professionale: l'autore di cui mi occupo risulta innovativo proprio perché offre uno sguardo sulle città e su Roma fatto di immagini soggettive, di impressioni. Ormai non riesco a fare diversamente.

    @Marghe
    Sì, le signore poverissime con due misere cipolle o tre patate ci sono ancora, ma iniziano a diventare rare. Ben detto: la nostalgia, la melancolia è un sentimento fondante di tutta la cultura russa. E' ciò che contribuisce a renderla altro da noi.

    @Seya
    Il compromesso mi piace. Accetto. Dove firmo? :)

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  5. mmmm...devo trovare una valigia che mi contenga...una valigia di 1.85 metri..mmm...una custodia da contrabbasso??

    Seya

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    1. puahahahahaha!
      Che immagine esilarante!

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  6. Tanta ammirazione. Bello, Bravo. Un pizzico di invidia!

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    1. Lusingato dall'ammirazione.
      Incuriosito dall'invidia - spiegati: per la conferenza o per il viaggio? Perché se è per la seconda, lo capisco. Se è per la prima, invece ... lassa perde. Tutti i miei amici mi vedono sistemato, "daje Ame, ci farai lezione tu tra un po'!": non hanno capito che finito di spresciare pure me l'uni mi butta al cesso :D

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    2. Per entrambe le cose, hai avuto la fortuna di avere una grande Passione e il Coraggio di seguirla, ti ammiro perrchè non tutti hanno questa fortuna,e molto spesso ci si adata alle cose che capitano, semplicemente perchè non si sa cosa si vuole. Tu lo sai, è già un bel passo avanti.

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  7. Bentornato Amedeissimo.
    Conosci "L'immagine della città" di Kevin Lynch (suppongo di no, roba da architetti!)? Te lo suggerisco!

    Bacione.

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    1. Ti adoro.
      Tu mi stai fornendo una chiave di lettura della mia tesi praticamente irrinunciabile, cioè: stai dando fondamento scientifico alle mie elucubrazioni!
      Grazie Ste, grazie mille! Me lo procuro appena possibile!

      A.

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  8. Splendido questo tuo resoconto. INVIDIA!
    E complimenti per la tua perfomance.
    Non mollare e va' dritto!

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    1. Ti ringrazio! Che bello essere incoraggiati! :)

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  9. Grandissimo Amedeo!!!So soddisfazioni eh!! Bellissimo il "diario di viaggio", l'unico inconveniente è che mi ha fatto venire una voglia matta di partire!!

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    1. E parti, allora! Parti e chissene frega de tutto! :D

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  10. In ritardo, ma... bentornato anche da parte mia!
    Per tutta una serie di associazioni mentali, nonostante le due città non possano essere più diverse, l'atmosfera di questo post mi ha fatto venire in mente il mio rapporto con Tokyo... In fondo, si tratta in entrambi i casi dei sentimenti strani e spesso inspiegabili che ci legano a quelle "patrie" che non ci appartengono per nascita, bensì perché le abbiamo scelte.
    (certo che... potevamo trovarcele almeno un po' più vicine, queste seconde patrie! :-P)

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    1. Grazie!
      Già, diciamo che sono un po' fuori mano, ecco ... però glielo dobbiamo: ci hanno preso il cuore, un po' di soldi e di fatica è il minimo che possiamo spendere per loro! :)

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  11. Il tuo racconto mi ha affascinato! Non conosco Mosca, ma da come la descrivi già mi piace!
    Bella esperienza, complimenti. E poi quel tocco di romanticismo-parliamone!

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    1. Mi fa molto piacere!
      Fidati, è una città davvero entusiasmante - tu, viaggiatrice modello, non puoi mancarla! :)

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