giovedì 31 maggio 2012

Intrighi siberiani

E' incredibile quanto il caso mi sia stato vicino in questi ultimi giorni.
Come ho annunciato nel post precedente, ho vinto una borsa di studio per la Russia. Meta a scelta: Mosca o Irkutsk.

Il giorno stesso in cui ho saputo i risultati della graduatoria, sul treno di ritorno, leggevo Majakovskij. Per la precisione, confrontavo il testo russo di alcune sue poesie con le traduzioni esistenti in italiano. In più, tra una bestemmia e l'altra perché non capivo neppure metà delle scelte traduttive fatte, facevo la comare con Lili Brik, su un libro-intervista fattale da Ignazio Ambrogio negli anni '70. 
Lei e Majakovskij: una leggenda. Mi ha roduto un sacco quando lei, ad inizio intervista, ha subito precisato, da buona precisina mignottella anni '20 - stile Frida Kahlo & Co., che io adoro, badate - che "io e Majakosvkij abbiamo iniziato una relazione un anno dopo che io mi ero già separata dal mio ex marito. Smentisco la storia del "ménage à trois". 
Immaginate la delusione.

Comunque, leggevo queste cosucce, così, perché la sento la voce delle mie prof che mi insultano se leggo altro e la mia, di vocina, che mi dice che dai!, cacchio, se non leggi ora quando?!, insomma, leggevo, e un bestione - che stranamente non avevo spizzato - sedutomi accanto mi fa: "Majakovskij?".
Mi batte il cuore, mi vibrano le mutande: è un esemplare di russo!
Con un sorriso tale che quello seduto dietro ha tirato le tendine pensando fosse il sole faccio: "Da".
Lui impapocchia qualcosa in inglese, e io lì lo frego: rispondo in russo.
Lui sgrana gli occhi. La tipa seduta accanto , una supersventola slava, fa scattare la schiena dal sedile. MI guardano: "Ty russkij?!?!?!?!".
E da lì iniziamo una bella conversazione in russo. Chiudo il libro e continuiamo finquando non scendo.
 
Mi raccontano: sono siberiani, sono qui in vacanza per dieci giorni, staranno sul litorale, a Terracina ...
Di dove siete?! O.O
Siamo di Omsk. 
Io quasi svenivo dall'emozione. 
E' incredibile: oggi so che andrò in Siberia, e sul treno Roma-Latina incontro dei siberiani? Non è possibile.
Risultato: ci piacciamo, tutti, subito. Ci lasciamo i numeri. Gli ultimi due giorni li passeremo a Roma - se hai tempo, ti va di farci da guida? Mi si illuminano gli occhi.
Ieri, dunque, grandi giri per la capitale, che ovviamente ha stregato anche loro. (Con me continua a farlo ogni giorno).
Cosa li ha affascinati di più? Senz'altro, la Cripta dei Cappuccini (Andrea, chiedo il tuo aiuto :) ).

domenica 27 maggio 2012

-30 gradi e Giggino 'o Bello

I miei ritmi stanno raggiungendo limiti post-umani - della serie che in una settimana ho tre esami, due in un solo giorno, due esami da 12 cfu l'uno da preparare insieme in poche settimane ... roba così.
Ma io ce la farò.

Passavo giusto per darvi una notiziuola.
Ho vinto una borsa di studio di 5 mesi in Russia. Partirò intorno a febbraio prossimo, per restare fino a giugno.
Dove? Ditemi la vostra. Le scelte sono Mosca o Irkutsk.
Già, Irkutsk. 
Dove sta Irkutsk? Ooooh, in Siberia. -.-"
Ecco dove sta la regione di Irkutsk. La città è nella parte più bassa, esattamente sopra la Mongolia e la Cina.
Ora: immmaginerete quanti tripp io mi stia facendo prima di giungere ad una soluzione definitiva. 
Mosca è lì, ci tornerò mille volte. Ma Irkutsk? Però che cazzo faccio a Irkutsk 5 mesi a -30?!

In ogni caso, mentre aspetto con ansia le vostre raccomandazioni, vi sgancio questo. 
Ciò che si chiama LAVORO SUGLI STEREOTIPI. o.O



domenica 20 maggio 2012

Respiro.

Mi dispiace molto scrivere così di rado, riuscire con fatica a seguire ciò che voi tutti scrivete.
Vorrei più tempo per dedicarmi al blog, ma non ce n'è. Inutile lamentarsene, no?

Definirei questo un periodo ad alta tensione.
Sono teso, tesissimo, per una serie di ragioni. 
Sono molto stanco, ma tengo duro in attesa che tutti i corsi finiscano.
Mi sto preparando ai numerosi esami che mi aspettano, con la paura di non riuscire a fare tutto ciò che vorrei e come vorrei.
Ho in cantiere un paio di progetti molto, molto importanti per i prossimi mesi, forse per i prossimi anni, di cui, però, non voglio parlarvi finché non ne avrò assoluta certezza.
Ci spero con tutto il mio cuore. Scelte abbastanza radicali, ma necessarie. E' il loro tempo.

Le ultime notizie mi hanno destabilizzato non poco.
Venire a conosceza del tragico episodio pugliese mi fa rabbrividere, mi lascia inquieto, è qualcosa di molto preoccupante. Ho dato la mia disponibilità a partire e manifestare in Puglia. Ci sono, come al solito.
Altrettanta frustrazione ho provato lo scorso 17, quando non sono riuscito a scrivere neppure una riga in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia.
Anche se avessi avuto un minuto libero, ho la testa talmente satura di cose e sonno arretrato che no navrei saputo mettere insieme due frasi di senso compiuto.
Ecco: sono così preso e devo restarlo che non ho lo spazio mentale e spirituale per scrivere di una qualunque riflessione. Ma io ci sono. Vi seguo.
Sono con i pugliesi, sono con gli italiani, sono con le persone gay che si fanno il culo ogni giorno, provo a farmelo insieme a loro.
Anche se non parlo, comunico. Affaticato, ma corro.

domenica 13 maggio 2012

Web, 13 maggio, corteo virtuale #prolife "Una tetta per la vita"

Il web è grandioso. Ora lo so.
Oggi, 13 maggio 2012, sfilerà a Roma una indegna e indecorosa Marcia Nazionale Per la Vita, patrocinata da Roma Capitale nonché da esponenti del Pd - non vi metto il link, scordiamocelo.
Vi metto questi, però, dove si affronta la questione:


Tramite mailing list noi del web abbiamo deciso di organizzare la nostra contromarcia. Virtuale. Ognuno/a di noi ha inviato foto del proprio corpo, di pezzi del proprio corpo con tanto di firma e scritta. Sono corpi liberati, che dicono la loro. Corpi liberati #prolife
Noi chiediamo:

- Educazione sessuale nelle scuole

- Sessualità libera (con chi vuoi)

- Contraccezione disponibile (anche d’emergenza)

- Aborto assistito e gratuito

- Consultorio pubblico e laico

Proviamo a mandare in tilt le ricerche web con l'hashtag #prolife. Contribuiamo, contribuite. Crediamoci.
QUI ci sono le foto di tutti coloro che per ora hanno partecipato. Ma fate ancora in tempo tutt*! 'na fetta de culo non fa male a nessuno!
Questo sono io: 







domenica 6 maggio 2012

Non sprechiamo i saperi né le identità

Sono giorni che cerco di ritagliarmi una lingua di tempo per scrivere questo post, ma non ci riesco mai: ho delle giornate infinite, con infiniti impegni e infinite scadenze, tutte urgenti, tutte importanti ... Stasera cosa faccio: piscio, mangio un po' di marmellata o traduco per domani?
Ormai ho perso quelle parole, quei pensieri. Non avrebbe senso sforzarmi di recuperarle, faccio meglio a seguire un filo nuovo.

Che le donne vengano ammazzate non è una novità. Anche gli uomini vengono ammazzati.
Che le donne vengano ammazzate dai loro compagni, ex, mariti, padri, uomini di famiglia, ahimè, neanche questa è più una novità - e ormai iniziamo a considerarla come un fatto.
Che le donne vengano ammazzate in quanto donne non è una novità, ma sarebbe ora che iniziassimo a rifletterci. Magari anche ad incazzarci.
Più di 50 donne sono morte dall'inizio di quest'anno per mano degli uomini a loro più vicini.
In molti, in moltissimi hanno ancora o il coraggio o la profonda ignoranza di negare che si tratti di omicidi di genere, ovvero della scelta di un uomo di eliminare fisicamente - tu non devi esistere - non l'essere umano, ma la donna che gli sfugge, che gli si oppone, che non resta in silenzio, che decide della propria vita, che compie scelte di identità e non più di subalternità.
Questa volta sono d'accordo con Marina Terragni quando afferma che questi atti non sono altro che i colpi di coda del patriarcato: se non posso più tenerti zitta, se non posso più includerti nelle mie scelte, se non sei parte delle mie decisioni, non so più come percepirmi, il mio posto nella realtà dei rapporti è fuori fuoco, sballato. Ti elimino, e io resto posizionato.

Io non condanno questi uomini, detesto quando ne sento parlare con odio e disprezzo: loro sono i primi a dover essere accompagnati, perché se è vero che questa è una questione maschile e non delle donne, allora sono gli uomini a dover ricevere aiuto: se sono gli uomini a ritrovarsi senza nuovi occhi sulle realtà che cambiano - o che finalmente decidono di prendere parola - sono gli uomini ad avere bisogno di un nuovo sguardo. Si deve collaborare con loro, non sognarne la condanna all'ergastolo. Di questo sono convinto.

Le riflessioni in merito si sono moltiplicate negli ultimi giorni. 
Vi consiglio di leggere questo articolo di Barbara Spinelli, dove si spiega perché questo si chiama "femminicidio" e non "omicidio". E questo post: acuto.

Siamo sempre troppo certi che i femminicidi non arriveranno mai a toccare noi né le nostre care, ma temo che sia un'illusione. Credo davvero che il passo sia breve.
La mia amica che a 24 anni non va in Russia da sola - studia russo con me da 5 anni - perché senza il fidanzato - che lavora per un'impresa edile - i suoi non la mandano. Risultato: ha già rinunciato al sogno di dedicarsi alla slavistica come attività intellettuale, limitandosi a sperare di usare il russo in un lavoro di segretariato. Ed è una delle migliori intorno a me, accidenti.
La mia amica che sogna quanto sarebbe bello fare una vacanza con le amiche ... peccato, ormai è tardi: è fidanzata. 
Forse non verranno ammazzate, forse no. Ma questo è già sbarrare la strada, questo è giù impedire la crescita, lo sviluppo pieno e consapevole delle proprie risorse e delle proprie potenzialità.
Stiamo attenti, stiamo all'erta e garantiamo ad ognuna il suo posto nel mondo.

venerdì 4 maggio 2012

The truth about me

Avrei una voglia matta di scrivere un paio di post lunghi e appallanti sul mio bel blog, condividere con voi un sacco di pensieri - scusatemi se vi sto trascurando - ma sono distrutto. Ci proverò domani.
Perciò, per stasera mi limiterò a postarvi una foto scattata e vivacizzata da Dario. Dice che qui è racchiusa l'essenza di Amedeo, un falso ipocrita salvapparenze. L'ha intitolata "The truth about Amedeo Pagliaroli" - non è odioso?!


Ma io lo so, io lo so che si tratta soltanto di un modo per attirare la mia attenzione, per farti dire che ti voglio bene!
Fai buon viaggio. Mi mancherai molto anche questa volta, ma ti porto con me.