domenica 20 maggio 2012

Respiro.

Mi dispiace molto scrivere così di rado, riuscire con fatica a seguire ciò che voi tutti scrivete.
Vorrei più tempo per dedicarmi al blog, ma non ce n'è. Inutile lamentarsene, no?

Definirei questo un periodo ad alta tensione.
Sono teso, tesissimo, per una serie di ragioni. 
Sono molto stanco, ma tengo duro in attesa che tutti i corsi finiscano.
Mi sto preparando ai numerosi esami che mi aspettano, con la paura di non riuscire a fare tutto ciò che vorrei e come vorrei.
Ho in cantiere un paio di progetti molto, molto importanti per i prossimi mesi, forse per i prossimi anni, di cui, però, non voglio parlarvi finché non ne avrò assoluta certezza.
Ci spero con tutto il mio cuore. Scelte abbastanza radicali, ma necessarie. E' il loro tempo.

Le ultime notizie mi hanno destabilizzato non poco.
Venire a conosceza del tragico episodio pugliese mi fa rabbrividere, mi lascia inquieto, è qualcosa di molto preoccupante. Ho dato la mia disponibilità a partire e manifestare in Puglia. Ci sono, come al solito.
Altrettanta frustrazione ho provato lo scorso 17, quando non sono riuscito a scrivere neppure una riga in occasione della giornata internazionale contro l'omofobia.
Anche se avessi avuto un minuto libero, ho la testa talmente satura di cose e sonno arretrato che no navrei saputo mettere insieme due frasi di senso compiuto.
Ecco: sono così preso e devo restarlo che non ho lo spazio mentale e spirituale per scrivere di una qualunque riflessione. Ma io ci sono. Vi seguo.
Sono con i pugliesi, sono con gli italiani, sono con le persone gay che si fanno il culo ogni giorno, provo a farmelo insieme a loro.
Anche se non parlo, comunico. Affaticato, ma corro.

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