giovedì 14 giugno 2012

Brutte immagini

Entrambe ieri.
Entrambe brutte.

Parlavo con mia madre della signora rumena che lavora come badante di mia nonna, quando mia madre ha agilmente fatto un salto nel mondo del "ci piace ripetere ciò che tutti dicono" e così ha iniziato ad esprimere la sua perplessità nei riguardi di "queste donne dell'est che con tanta facilità riescono a lasciare al paese loro mariti e figli, anche piccoli!, per fare soldi qui per poi spenderseli, pure!".
Huufff.
Ho faticato, ma alla fine siamo almeno riusciti ad accettare il fatto che:
1. se vengono qui è perché, nella maggior parte dei casi, ne hanno bisogno
2. se è vero che riescono sempre a "prendersi uno ricco e farsi mantenere", vuol dire che noi uomini italiani non aspettiamo altro, no? Fors e così vittime non siamo, no?

Da qui, la sciabolata.
M: "Ma quello che mi stupisce è che lascino i figli piccoli, a queste non interessa mica ... "
IO: sguardo amareggiato
M: Dai, Amedeo, non venirmi a dire che un padre e una madre vogliono bene ai figli allo stesso modo. Come vorrà loro bene una madre, un padre non potrà mai. E se una donna può restare da sola una vita con i figli, un uomo non ne è capace, non lo farà mai! Ne cerca un'altra. Non può stare solo."

A questo punto, invece, avrei voluto far notare che:
1. allora le coppie che non possono o non vogliono avere figli biologoci (e non ci è rientrata per poco pure mia sorella, se non fosse stato che i semini di mio cognato si sono svegliati tutti insieme ad uno squillo di tromba) e quindi adottano - anche lì c'è differenza d'affetto, anche se nessuno dei due ha partorito? 
2. Brave fesse, voi donne, ben votate al sacrificio e all'eterna cura degli altri! Comincio a pensare che in questo gli uomini siano più intelligenti: capiscono che la vita non si ferma dopo un lutto o un divorzio, continuano a vivere. Non è tanto meglio?


*


Mi fermo di strada in una fotocopisteria.
Sulla porta noto un manifesto, cattura la mia attenzione: si organizzava una gita a Predappio in occasione dell'anniversario della nascita di Benito Mussolini.

10 commenti:

  1. Vabbè, si, le mamme invecchiano e certe volte ripetono certe cose. Sta a noi a forza di amore, borsettate sulla testa e vaffanculi rimetterle in carreggiata e farle ragionare. Una faticaaaaccciiiaaaa, signora mia, ma per la mamma questo e altro. Se finisce male dai la colpa all' Edipo, no?

    Coraggio, pure mia madre che è buona e santa, non hai idea.

    Comunque tirala fuori dal paesello che bene non le fa.

    RispondiElimina
  2. Edipo salvaculo :D

    Portarla fuori sarebbe, ne sono certo, una grande soluzione - perlomeno stapperebbe la bottiglia delle problematiche, che in un contesto diverso sarebbe più facile affrontare.
    Ma è così difficile: c'è una tale distanza tra noi che non so davvero quali pretesti usare per avvicinarla a me, a ciò che faccio.
    E' una cosa a cui penso molto.

    RispondiElimina
  3. portarla fuori dal paesello farebbe bene sicuramente ma non so se le farebbe cambiare mentalità.
    Si può con pazienza spiegarle che ci sono anche donne che se ne trovano un altro (e anche uomini che non lo fanno, ognuno è libero di accogliere o meno chi vuole nel proprio letto) e non è dal risposarsi o no che si vede l'amore per i figli, sperando che capisca

    RispondiElimina
  4. Tesoro, io ci abito a Forlì, e so bene cos'è il raduno del Fascio, c'è tutti gli anni. Robe che fanno accaponare la pelle. Predappio è a credo un quarto d'ora da dove sto io.
    La tomba del duce è ancora oggi meta di pellegrinaggi. Tanto per dirne una ci sono anche i negozi di souvenir di Benito. Villa Carpena è in linea d'aria a 300 metri da casa mia.

    Fortunatamente qui ci ricordiamo bene ancora di Iris Versari, Silvio Corbari, Arturo Spazzoli e gli altri partigiani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E per raduno intendo raduno vero, centinaia di persone; con gente che si mette la divisa fascista e canta faccetta nera e fa il saluto a mano tesa.

      Elimina
  5. @Marina
    O.O aiuto.

    @Paolo
    A quasi 60 anni, sì, forse non sarebbe la svolta. Ma vivere meglio, con un immaginario più ampio, la seconda metà della propria vita, mica sarebbe male, no? :)

    RispondiElimina
  6. Ehhh, tralascio i raduni del fascio perché il tema mi da' il voltastomaco, e faccio un piccolo appunto all'autore: magari sarà vero che tua mamma si compiace di ripetere quel che tutti dicono, però, pure tu, certe volte.... Ehm, non confondiamo l'amor materno con l'amor coniugale, sono due cose diverse: quelle che "capiscono che la vita non si ferma dopo un lutto o un divorzio" e "continuano a vivere", sono proprio le donne! E più spesso lo erano in passato, quando le loro condizioni non offrivano troppe scelte. Anzi, direi "ricominciano a vivere" talvolta. Come asseriva perfidamente mia madre della suocera: "Ha sempre sofferto di mal di testa da quando la conosco, ma da quando il marito è morto, ha smesso di avere mal di testa". E con questo guizzo materno di umorismo nero, vi saluto :).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho capito: sulla base di cosa divideresti madre e moglie?

      Elimina
  7. Perché la perdita di un/a figlio/a è un'amputazione dolorosa e irrimediabile, mentre talvolta, specie in passato, la perdita di un coniuge, in vecchiaia, si traduce, e più spesso si traduceva, al di là dell'ovvio dolore, in una liberazione da un peso e da una costrizione: il mal di testa che sparisce, infatti, non si colloca a livello cosciente, e sicuramente la nonna avrà continuato a (credere di) rimpiangere il marito perduto. Ma avrà preso atto delle nuove possibilità di autonomia che le si offrivano :)

    RispondiElimina
  8. che si deve sentire, però.... O.o

    RispondiElimina