domenica 8 luglio 2012

Le pieghe

Qualche giorno fa, con poche parole, mi sono chiarito un pezzo di infelicità degli ultimi mesi.
Mi sentirei un ingrato a definire questo un periodo infelice, triste, un brutto periodo, insomma - ho talmente tanto tra le mani che soltanto per riorganizzarlo e capirlo impegnerei mesi. 
Ma sicuramente ho dei buchi neri, un paio di vuoti cosmici che talvolta mi capita di sfiorare e che allora mi fanno precipitare in quella mezza giornata nera. Poi passa, ma ora comincio ad essere stanco, cominciano a succhiarmi via energie che vorrei impegnare in altro. 
Un cerotto qui, un massaggio lì, una cura lì, un palliativo lì, alla fine non sarò mica tutto rotto?

Eppure è bastato poco a dare un senso a tutto. Perché la cosa è questa, poi: l'importante non è mica tanto stare bene sempre e subito, ma almeno capire cosa ci succede, saperlo indagare, saperci porre le domande giuste. Le risposte - mah.
Ho conosciuto molte persone negli ultimi tempi, moltissime. Alcuni sono ormai cari amici, altri sono interlocutori interessanti e saltuari, altri semplici conoscenti, altri innamoramenti flash e intensissimi, altri ottimi amanti. Ma pochi tra questi sono riusciti a problematizzarmi, con pochi sono riuscito a problematizzare il mondo.

Ho scoperto un piccolo segreto di me che viveva nel buio. Desidero che le persone che mi sono vicine mi articolino, mi rendano complesso. Che mi rendano complesse le situazioni, le scelte, gli sguardi, che li moltiplichino, li ammorbidiscano, li edifichino. 
Complesso come un'orchestra, un buffet, una poesia. Ordinato e ragionato, ricco ma non affettato. Corposo. 
Vorrei parlare con ogni piega di ognuno, e vorrei srotolare tutte le mie.
E quando parlo di pieghe non smette di venirmi in mente questa:
 

9 commenti:

  1. vieni a fare i pomodori, va. Oppure il weekend di scrittura meditativa che secondo me ti fa solo bene.

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    1. :-) sembro uno psicopatico?
      Comunque sì, magari i pomodori! Quando vieni? Prometto che ci provo, a venire!

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  2. Ame fantastico complesso come un'orchestra o un buffet!!!
    Gli incontri sono fondamentali per renderci articolati e ...edificarci come dici tu. Io quello che hai scritto lo vivo e sento tutti i giorni lo condivido con te al 200percento.
    Per questo, nella mia esperienza, solo tenendo un po' separate le camere, i gruppi di riferimento, gli incontri con persone diverse tra di lro... come tu li hai chiarissimamente definiti ci possiamo SALVARE.
    Solo così possiamo darci una chance di esistere..senza spiegare, bensì semplicemente vivendo.
    Per moltiplicare bisogna avere tanta fiducia e credere ( qualcuno ..ci insegnò) e in quel momento sei solo...poi quei pani li puoi condividere. Per questo la troppa comunicazione è perniciosa...dissipa energie che devono appunto problematizzare a fin di bene...di salvezza.
    Mamma che punto mi hai toccato...meglio di un orgasmo..potrei tenere con te una conferenza...affollatissima.
    Hai toccato un segreto prezioso...direi senza timidezze "dell'esperienza mistica"
    andrea

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    1. Che sviolinata!
      Ma allora mi ami proprio?! <3

      Tra me e te, uff, ci si perde in questi discorsi. Rischiamo di appallare.
      Però una conferenza ce la farei, sì, pensiamoci. :)

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  3. Diciamo che più che "rendermi complessa" vorrei che le persone che incontro e con cui passo il mio tempo mi rendessero serena. Sarà che io stessa sono di mio estremamente complicata e che sono circondata da persone complicate, ma sento proprio il bisogno di serenità, di non avere drammi, di non subire vendette.
    Questo non significa sentirsi meno vivi, ma vivere in maniera un pò più soft...


    Seya

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    1. Come temevo, non mi sono spiegato bene, evidentemente.
      Nella complessità di cui parlo, io ci vedo non solo tanta serenità, ma addirittura la felicità!
      Rendere complesso, appunto, non complicato.
      In questo caso l'etimologia aiuta. Complesso: com-plesso = insieme + attorco/intreccio.
      Io voglio essere abbracciato da tutte le parti, voglio che le mie conversazioni accendano tutte le parti di me, e voglio tessere, intrecciare, costruire.

      Siamo d'acccordo, quindi. Diciamo che in questo momento la giusta serenità riesco a raggiungerla da solo. Voglio di più.

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    2. Avevo intuito di aver capito male ma al momento la mia mente e` talmente tanto piena di nozioni matematiche che analizzare le parole non e` nelle mie capacita`.
      Comunque, ci siamo capiti! Questo e` quello che importa!

      Seya

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  4. Bellissima canzone Ame, e molto bello questo tuo modo di palesare anche i lati più oscuri del tuo carattere, le tue necessità. La voglia di sentirsi moltiplicati, articolati, complessi è quella che poi ci spinge ad approfondire conoscenze, a voler indagare gli altri per trovarci un pezzo di noi stessi, o scoprire qualcosa di noi che non sapevamo di essere, o di avere. Secondo me quel che ti manca, quello che mi sembra di aver colto in queste righe è il bisogno di una certa stabilità emotiva :) Tanta gente si, incontri interessanti, soddisfacenti, ma magari quel che cerchi è altro, chissà :)
    Ti abbraccio forte, spero di vederti presto!

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    1. Colpito e affondato :)
      Vediamoci, vediamoci!

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