sabato 11 agosto 2012

Sarà l'aria di Marsiglia ...

Tornato da un paio di giorni da una gran bella vacanza, che non era esattamente ciò che avevo in mente - oddio, forse, ora che ci penso, sì - ma che si è rivelata una sequenza di paesaggi mozzafiato, amici (ri)trovati, popolo delizioso, leccate di baffi (non è una nuova pratica sessuale estrema, parlo del cibo - schiacciate modalità off sui pensieri scoperecci). 
Quando mi lamento non lo faccio con convinzione. Intendo dire che l'amico che ci ospitava era leggermente più avventuriero di me: kajak, scalate, isole da raggiungere a nuoto, bocce, corse, piscina, bowling ... io ho tutti altri ritmi. 

Ce li ho in generale, altri ritmi, logistici e interiori, figuriamoci in vacanza!
Avrei voluto godere di maggiore tempo libero, libero da attività, voglio dire, per pensare un po'. Ma è stato tutto meraviglioso comunque. Ci hanno dedicato il massimo del tempo e della disponibilità, e sono stati magnifici compagni di avventure . Tesori veri, belli loro!
Ah, sì. Marsiglia, la destinazione era Marsiglia. In realtà, abbiamo visto molto di più: Aubagne, Marsiglia, Aix-en-Provence, Cassis, e poi l'entroterra provenzale: Apt, Aups, Moustiers, Les Salles, Aiguines, Avignone. 

Aubagne è la sua cittadina, assai carina. Una cittadella curata, caratteristica, con un mercatino niente male, ci abbiamo pure incontrato un dolciaro torinese che vive lì da anni, che mi ha confessato somigliargli da giovane. 

Le altre sono il perfetto esempio di paesi provenzali dove si deve andare almeno una volta nella vita e, se si ama il genere, almeno una settimana ogni estate: staccare i telefoni, internet, contatti col mondo tutto, starsene al fresco con un libro, i bimbi che giocano nei prati, la cena al ristorantino sotto casa ... avrei voluto avere dei bambini solo per fare la scenetta del "su, bambini, andiamo a cena", e vederli corrermi incontro e rotolare sul prato e, da lontano, l'altro papà che ci guarda ... non è disgustoso? non lo è abbastanza? allora pensate a me, il papà, con due o tre fiori nei capelli, vestito da hippie ... meglio?

Avignone è bellissima, una megapiazza dove ho ascoltato i migliori artisti di strada di tutta la mia vita.
Panorami importanti.
Grande emozione storica.

Cassis  la sognavo da bambino, è il nome della prima città francese che imparai quando cominciai lo studio della lingua alle medie.
Volevamo mangiarci la bouillabaisse, ma non ci siamo riusciti.

Aix-en-Provence è la perfezione. 
Borghese e studentesca al punto giusto, snob e accessibile.
Ci piace.

Marsiglia è una figata assoluta.
Napoli, esattamente la Napoli di Francia.
Macchine ovunque, traffico ovunque, segnali non rispettati,  sorpassi da brivido, calore, sole, i francesi più cordiali e aperti e confidenziali mai incontrati, mercatini, miscelanze maghrebine uniche.
Dopo il commento di Mel è d'obbligo riconoscere come la città porti su di sé i segni di una massiccia presenza maghrebina, e senegalese in minor numero. Leggevo che costituiscono circa un quarto della popolazione. Fantastico.
Mentre a Parigi l'enorme corpo africano, fatta eccezione per quello che risiede nelle banlieue, si è notevolmente integrato nell'immagine preesistente delle città, si è inserito in un tessuto dominante, a Marsiglia sono loro a ricreare nei mercatini, negli angoletti, negli squarci di case, nell'abbigliamento, nei cibi, microafriche.
Nella città si respira un fortissimo odore di Mediterraneo, tra colori e profumi di spezie.
E c'è un'altra cosa che dovrò capire: come è possibile che gli armeni siano così pochi ma siano ovunque? Me ne compiaccio, intendiamoci, ma è un mistero.

Al solito, gli uomini francesi, lo riconfermo, sono i più belli al mondo. Non conto più gli innamoramenti.

Tante sono state le esperienze che mi hanno segnato.
Parlare - e capire! - il francese vero, gergale, senza troppi problemi. Fare giochetti di lingua, finalmente!
Dormire in macchina sul bordo di un lago. La mia prima volta.
Vincere paure ancestrali legate alla convinzione di non essere abbastanza maschio per giochi come il bowling. Sono arrivato secondo.
Comprendere l'esigenza di mischiarmi. Ho bisogno di contatti con l'estero. Maggiori contatti con l'estero.

In realtà avrei voluto scrivere degli effetti della vacanza, ma a questo punto dedicherò migliore e maggiore spazio alla cosa nel prossimo post.

Ora, assaggi:
















5 commenti:

  1. Straordinario il resoconto. Viaggi così modificano in meglio il nostro stato vitale e ci danno le dritte per desiderare ancora di più quello che vogliamo profondamente da noi e dalla vita.
    Splendide foto, quella del mercato è mediterranea nel costume.
    Mel

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    1. Sono felice che le foto ti piacciano, tu ne fai sempre di così belle :)

      Del tutto d'accordo. Per questo avrei voluto concentrarmi sulle considerazioni intime che questo viaggio mi ha portato a fare, ma c'ho preso gusto a raccontarvi, quindi ho rimandato ;)

      Non immagini quanto sia forte, numericamente ma non solo, la comunità maghrebina e senegalese a Marsiglia. Anche a Parigi sono molti gli africani, ma sono loro che si adattano alla città, che ha già una sua immagine. Qui, invece, sono loro che ricreano la loro città e cultura in miniatura.
      Sembra di passeggiare per delle vie algerine o marocchine, in alcuni tratti.
      Entusiasmante.

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  2. Se ti manca qualcuno a cui dire: bambini, a cena, ne ho due da prestarti. Se con te reagiscono come con noi, voglio vedere in quanti giorni ti passa :-)

    Bello il tuo resoconto, io in Francia ti vedo bene, per quanto mi riguarda voglio venire a vivere in Sardegna. Almeno quei 4 mesi l' anno per ricaricare le batterie e scrivere.

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    1. Io ho detto che voglio dei bambini. ;-)

      Ammetto che sì, è vero: sulla base delle brevi ma numerose esperienze che ho avuto in Francia, posso dire che è un paese in cui mi sento bene. Ce lo sto facendo, per dopo, un pensierino.
      Sardegna? Terra misteriosa e affascinante, per quel poco che ho visto, ma non credo potrei vivere su un'isola - non sarà mica un caso l'aggettivo "isolato".

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  3. Non c'è miglior modo per pensare che essere senza pensieri. secondo me.
    E secondo me i francesi non è che non sono belli, sono proprio brutti (salvo qualche rara eccezione di solito di origini extraeuropee), ergo, non litigheremo mai per un uomo.
    Baci Baci.

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