martedì 11 dicembre 2012

La chiave della memoria: lo stupro.

Da qualche mese rifletto molto sulla potenza e l'indistruttibile aiuto della memoria.
Sarà che ho seguito un seminario intensivo di due mesi dedicato alla letteratura russa definita "postsovietica", dunque dagli anni '90 in poi, di cui (ri)costruire il passato è il cuore, ma ci penso molto.
E mi ritrovo a ripetere, dopo anni, che lo strumento memoria e il processo di rilettura a posteriori del passato è indispensabile per condurre una vita felice e consapevole.

Oggi scopro questo progetto, Project Ubreakable: fotografie di persone (uomini e donne di ogni orientamento sessuale) che hanno subito violenze sessuali tengono in mano un poster con su scritta una frase pronunciata dall'aggressore che è rimasta nella loro memoria. 
Senza un briciolo di vittimismo, violenza, patinatura, ci sono anche sorrisi! 
Queste persone coraggiose ci ricordano che il problema non è il loro, o almeno non solo. Di sicuro la responsabilità è di fronte a loro e di fronte a noi, e ci chiedono violentemente di occuparcene tutti. 
Stupendo.
Grazie.

6 commenti:

  1. Grazie, lo condivido, è una galleria atroce e utilissima a sgominare da sola tante mistificazioni "ideologiche".

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  2. "Bello" non è la parola giusta. Però...è bello. Le parole sul cartellone, come una traccia, una cicatrice, e dietro un viso. Una faccia. Un vestito come il mio. Non ho mai visto trattare questo argomento con così tanto rispetto, e così tanta forza.

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  3. Grazie per questa condivisione! Trovo che le parole smascherino la violenza quasi piú dell'atto in sé.

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    1. Sono felice che piaccia anche a te. Progetti così vanno diffusi, sono gli unici a parlarne come si deve.

      ps. ho letto anche il tuo commento al post su Bjork! ;-)

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